I fiori degli uomini. Intervista a Maria Francesca Cupane

ifioridegliuominiI fiori degli uomini (Edilet) rappresenta l’esordio narrativo di Maria Francesca Cupane. Nel dialogo con l’autrice emergono tratti interessanti relativi alla sua scrittura e al connubio tra scrittore ed editore.

I fiori degli uomini è la sua opera prima. Ci spieghi come si è avvicinata al mondo dell’editoria.
Sono sempre stata vicina al mondo editoriale però dall’altra parte: come lettrice. Purtroppo in Italia sono definiti lettori forti coloro che leggono almeno 12 libri l’anno. Io sono una lettrice fortissima e ho sempre letto molto.
Mi sono avvicinata al mondo editoriale (come autrice) sollecitata e spinta da alcuni miei amici. Quindi dovete prendervela con loro! È stata loro la colpa!  Mentre frequentavo la Scuola di Scrittura Omero di Roma, ho iniziato a partecipare a varie iniziative. Dopo aver visto molti miei racconti pubblicati in antologie di Case Editrici e Associazioni Culturali, e dopo alcuni riconoscimenti, mi sono detta che forse avrei potuto proporre qualcosa di mio, tutto mio.


Q
uesto esordio, con Edilet, rappresenta un punto di partenza visto che lei è molto attiva anche in rete. Perché ha deciso di puntare sui racconti e non su un romanzo?
Purtroppo in Italia (diversamente che in altri Paesi) il racconto non è apprezzato e non ha mercato. Peccato! In un mondo che va di fretta anche le letture dovrebbero essere al passo con i tempi. E poi, secondo me, tecnicamente è più complesso. Occorre, con poche parole, rendere un’immagine, una sensazione; bisogna condensare pagine in una riga; trovare, tra le tante parole, una sola parola. Una sola. Serve la sintesi. È un buon esercizio, direi. Per me che quando scrivo sono prolissa, logorroica, ridondante, non è stato semplice. Diciamo che ho voluto misurami, mettermi alla prova. Comunque, la mia ‘opera prima’ non è la prima opera che ho scritto. Ma, paradossalmente, è stata la prima pubblicazione. Parafrasando il titolo della raccolta di racconti di Ammaniti, anche se
‘Il momento è delicato’ l’esordio è stato con i racconti.
Il romanzo? Ho iniziato a scrivere proprio cimentandomi in romanzi. Chissà…


Veniamo al cuore del libro, che rappresenta una sua peculiarità: il titolo molto coinvolgente e deciso. Merito dell’editore o scelta dell’autrice?

La raccolta nacque con quel titolo: la presentai così. Certo… quel ‘degli uomini’ cacofonico non piacque all’editore. Allora, seduti a tavolino, cercammo titoli alternativi. Poi ci accordammo per il titolo originario. Scelta generosa e coraggiosa da parte dell’editore (che aveva già mostrato coraggio scegliendo la mia folle penna!). Dunque direi: scelta dell’autrice e merito dell’editore.


Una donna che racconta l’universo maschile al suo esordio. Una scelta difficile ma brillante. Come è nata l’idea?

Grazie per il ‘brillante’! Non lo so. Non ho avuto intenzione alcuna. L’idea è venuta da sé, si è autodeterminata. L’unica cosa che ricordo con certezza è che il primo racconto scritto in prima persona maschile fu ‘Orchidee fucsia’: nacque così, spontaneamente, con l’immagine finale delle orchidee. Poi, mettendo ordine tra le mie carte e tra i file, mi accorsi che diversi racconti erano scritti in prima persona maschile. Allora chiesi il parere di alcuni amici (i più critici!) e loro si ‘ritrovarono’ in quei sentimenti. Poi notai che, in qualche modo, apparivano dei fiori: un nome, un dipinto, un’immagine. I fiori entravano nella vita di quegli uomini. A quel punto ho ‘ideato’ e ‘strutturato’ la raccolta usando, come filo conduttore, i fiori che riescono sempre a suggestionarmi e, soprattutto, l’universo maschile che mi affascina.


Commentando il libro, Paolo Di Paolo dice che “chi firma questi racconti, oltre a far sorridere, riesce a farci vedere sotto un’altra luce le cose comuni.” Cosa ne pensa?

Ho apprezzato molto questo commento di Paolo Di Paolo. In primis perché avevo scelto una scrittura semplice, scarna, essenziale quindi mi faceva piacere che trasparisse la ‘realtà’ nascosta tra le situazioni, i sentimenti, le persone, le cose ‘comuni’. E poi mi è piaciuto quel ‘oltre a far sorridere’. Mi piace molto l’ironia e sono contenta che sia emersa. Anche se a tratti emerge una nota tragica, sostanzialmente prediligo la linea ironica/comica.


Qual è stato il suo rapporto con l’editore? Ci spieghi qual è, a suo parere, il valore aggiunto di poter lavorare con una piccola casa editrice seria e di qualità, una casa editrice emergente.

Sì. Di qualità. Per ciò che mi riguarda, il rapporto con l’editore è stato buono, ottimo (spero l’editore pensi altrettanto dell’autrice…). Ci sono stati scambi continui, confronti e buona collaborazione. Il valore aggiunto? Non ho termini di paragone con grandi case editrici. Posso solo dire ciò che ho apprezzato in questa esperienza con questa casa editrice seria e di qualità. Appunto: scambi, confronti, suggerimenti, collaborazione. Oltretutto il responsabile editoriale Marco Onofrio, oltre a essere scrittore e poeta, è un critico letterario e, quindi, da lui c’è molto da imparare.

I plot non sono stati stravolti, sono stati rispettati. Per i dettagli e le correzioni ci siamo confrontati. L’idea di inserire i disegni dei fiori (come fossero fiori dimenticati tra le pagine di un libro) è stata accolta bene. Il titolo (come detto prima) lo abbiamo scelto insieme. Anche i ringraziamenti (che ho inserito in ordine cronologico, stravolgendo la regola che l’editore è il primo a essere ringraziato) sono stati accolti con un sorriso. Insomma… Che dire? È stato come presentare un nuovo nato scegliendo insieme il nome e il corredino.

E poi, oltre Marco Onofrio, anche le altre persone della casa editrice, con la loro simpatia, hanno ammorbidito il mio atterraggio sul mondo editoriale.

E poi ho apprezzato, e apprezzo tuttora, la passione, l’impegno costante e gli sforzi. Non credo sia semplice per una piccola casa editrice. Soprattutto in questo momento.

Maria Francesca Cupane è nata a Roma. Poiché la sua giornata è di 48 ore, dopo il lavoro pieno di numeri e formule (ingegnerizzazione presso una banca), si dedica alla lettura e alla scrittura. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in antologie di case editrici, associazioni culturali, e sul web. È stata premiata e si è distinta in diversi concorsi letterari. I fiori degli uomini è la sua opera prima.

Autore: Maria Francesca Cupane
Titolo: I fiori degli uomini
Editore: Edilet
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: 12 euro
Pagine 104