“Il giardino dorato” nelle memorie di Harry Bernstein

Alessandra Stoppini

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giardinodorato-piemmeNe Il giardino dorato” di H. Bernstein (Piemme), il simbolo dell’amore tra l’autore e la moglie Ruby è un salice dorato dai lunghi rami sottili “alcuni dei quali ricadevano con grazia fino a toccare terra, gonfiandosi come la gonna di un abito da ballo di una volta”.

In questo libro, dai toni appassionati e coinvolgenti, Harry Bernstein ripercorre 67 anni di vita trascorsi accanto alla moglie senza mai uno screzio, permeati da una profonda comprensione reciproca. Quando Ruby muore, Harry per cercare di superare l’immenso dolore decide a 95 anni di rimettersi in gioco. “Lei è sempre con me, non mi abbandona mai”. L’autore scrive Il muro invisibile sulla sua infanzia in Inghilterra in una cittadina industriale del Lancashire nella quale la strada dove era nato “era divisa in due versanti nemici. Da un lato, il mio, vivevano gli ebrei, dall’altro i cristiani, e nel mezzo correva un muro invisibile che impediva alle due sponde di entrare in contatto l’una con l’altra”. Il libro inaspettatamente viene pubblicato dalla Random House nel 2006 e Bernstein sperimenta “quel momento di gloria che avevo sempre agognato, che forse tutti agognano… ”. Il seguito di questo volume dai contenuti spirituali è Il sogno infinito che l’autore ha dedicato a Ruby “che con il suo amore ha realizzato il sogno” dove è narrato l’arrivo della famiglia Bernstein nel Nuovo Mondo dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la difficoltà di trovare un posto al sole per raggiungere il tanto sospirato American Dream. “… le due fila di tristi edifici in mattoni che si fronteggiavano da un lato all’altro dell’acciottolato… ”.

The Golden Willow alterna il passato con il presente ed è quindi una carrellata di avvenimenti lunga un secolo, quanto la vita di Harry Bernstein che muore pochi giorni dopo aver compiuto 101 anni. Un’esistenza straordinaria quella dello scrittore britannico naturalizzato statunitense nato vicino a Manchester da genitori ebrei polacchi, che affronta una lunga traversata oceanica per inseguire il sogno testardo della propria madre che desidera ad ogni costo portare la famiglia in America. Non sarà facile e le disillusioni saranno moltissime ma Harry avrà una ragione di vita nel suo matrimonio con Ruby freschi sposini innamorati nel 1935 e genitori felici e orgogliosi di Charlie e Adraenne. “Ci eravamo conosciuti ad un ballo un’afosa sera d’estate… ” ed era stato amore a prima vista, quell’amore assoluto e totalizzante che poche persone nella loro vita hanno la fortuna di poter sperimentare. Commuove la storia dell’autore splendido esordiente ultranovantenne tra continui flashback dove viene narrata l’America attraverso la vita serena di una famiglia. Un come eravamo che colpisce per tenerezza e sensibilità. “Guardandola e ascoltando il suo lieve respiro, pensai: Beh, ecco la ricompensa per tutto quello che non ho fatto”. Un romanzo che pregava di essere scritto, che alcuni critici hanno paragonato a Le ceneri di Angela di Frank McCourt magnifico e suggestivo ritratto autobiografico della famiglia del grande scrittore irlandese. Se la madre di Harry è un angelo paziente, il padre per contrasto appare come “una figura tenebrosa e bieca ed eternamente amareggiata”. È opinione comune che il tempo sia la cura migliore perché lascia sfumare il ricordo e lenisce la sofferenza. Bernstein che apre il proprio animo al lettore ci insegna che a volte occorre indirizzare il dolore verso qualcosa di costruttivo anche per dargli un senso “… le storie che avrei scritto erano la via di fuga dal presente che andavo cercando”.

Nel piccolo parco della rimembranza vicino all’abitazione di Harry Bernstein sta crescendo un salice dorato piantato dall’autore in perenne memoria di Ruby. Nella panchina accanto alla pianta è fissata una targhetta di bronzo con i nomi di Harry e Ruby e le parole “che esprimono i miei sentimenti per lei e la nostra vita insieme”. I versi appartengono alla poetessa Helen Keller e recitano così: “Ciò che abbiamo amato profondamente e ci ha reso felici non potremo mai perderlo, perché tutto quello che amiamo profondamente entra a far parte di noi”.

Adesso vivo da solo, ma non sono realmente solo. La mia mente è popolata dalle persone di cui scrivo da almeno cinque anni”.

Harry Bernstein nacque il 30 maggio 1910 a Stockport in Inghilterra ed emigrò con la famiglia negli USA dopo la Grande Guerra. Prima di andare in pensione a 62 anni collaborò come giornalista freelance con vari giornali tra cui Newsweek e lavorò per alcune case di produzione cinematografiche. A 93 anni si dedicò alla stesura del suo primo libro Il muro invisibile (Piemme 2007) finalista al Premio Bancarella 2008, seguito da Il sogno infinito (Piemme 2008). La sua toccante storia ha commosso e conquistato sia il pubblico sia la critica, che l’ha subito acclamato come una delle sorprese letterarie degli ultimi anni. È morto a New York il 3 giugno 2011. È attesa la pubblicazione del quarto romanzo Che cosa è successo a Rose? che uscirà per Piemme nel 2012 in anteprima mondiale.

Autore: Harry Bernstein
Titolo: Il giardino dorato
Traduttrice: Velia Februari
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 9 euro
Pagine: 199

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Alessandra Stoppini

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