Zongo street: storie dall’Africa

Michela Gelati

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il-profeta-di-zongo-streetMagiche e surreali come una fiaba africana, rapide in perfetto stile newyorchese, sempre intelligenti e ironiche: sono le storie di “Il profeta di Zongo Street” (66thAnd2nd, 2009), raccolta di racconti di Mohammed Naseehu Ali, nato a Kumasi, una delle città più ricche del Ghana, e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988, all’età di sedici anni.

Ali è un artista a tutto tondo: oltre a scrivere saggi e racconti per testate come il New York Times e il New Yorker, è anche musicista in un gruppo jazz.

Arriva ora in Italia grazie alla casa editrice romana 66th and 2nd (luogo di incrocio tra la Sessantaseiesima strada e la Seconda Avenue, a New York, è l’indirizzo dove hanno abitato Isabella Ferretti e Tommaso Cenci, i fondatori della casa editrice), che è partita lo scorso ottobre con due collane di narrativa internazionale: in Attese trovano spazio romanzi che hanno al centro lo sport come metafora della vita, mentre “Bazar” è dedicata a libri di autori di tutto il mondo che vivono lontani dal Paese d’origine o sono tornati a casa dopo lunghi periodi all’estero.

Il libro di Ali oscilla perfettamente tra i due mondi dell’autore, sia nella trama che nello stile: da una parte la scrittura ricca e magica dei racconti ambientati nel quartiere musulmano di Zongo Street a Kumasi, tra cantastorie, profumi di spezie, bulli di quartiere, venditori di the e il profeta da cui prende nome la raccolta. Dall’altra, le storie newyorchesi, ambientate tra i loft di Brooklyn, le sere d’estate nei locali alla moda di Manhattan, gli ambienti frequentati da giovani artisti.

Tra gli altri, da non perdere il racconto “La prova di virilità”, in cui un ghanese di mezz’età, noto in tutto il quartiere per le sue gesta amatorie, deve sottoporsi a un’umiliante prova di virilità con la giovane e affascinante moglie, e “Il vero ariano”, magnifico dialogo tra un tassista armeno e un artista ghanese, dai sedili di un taxi che corre da Manhattan a Brooklyn.

Ali riesce a parlare della “diaspora africana” negli Stati Uniti, raccontando al tempo stesso il disagio e le prove di integrazione di persone in bilico tra la cultura delle proprie origini e la nuova vita, i rapporti con amici e ragazze americane e con altri immigrati. Dalla badante al giovane pittore, fino al tassista, le storie di Ali, mai lacrimevoli o banali, riflettono la condizione di ogni migrante, a diversi livelli sociali, culturali e di benessere economico. E le sue risposte non sono mai scontate.

Nipote e figlio di ricchi emiri, Mohammed Naseehu Ali è nato e ha vissuto a Kumasi, in Ghana, prima di partire per gli Usa nel 1988. I suoi primi racconti, usciti nel 2001, vengono notati da un editor della Random House e nel 2005 “Mallam Sile”, una delle storie di “Il profeta di Zongo Street”, compare sul prestigioso New Yorker. Ora Ali vive a Brooklyn con la moglie e le figlie. Di giorno progetta e cura i siti di alcune importanti aziende, e nel tempo libero scrive e suona con il suo gruppo jazz.

Autore: Mohammed Naseehu Ali

Titolo: Il profeta di Zongo Street

Editore: 66thAnd2nd

Anno di pubblicazione: 2009

Prezzo: 16 euro

Pagine: 210

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Michela Gelati

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