Bomarzo e il “Sacro Bosco”

bomarzo_bosco_sacroBomarzo: il Sacro Bosco. Fortuna critica e documenti‘” (Ginevra Bentivoglio Editoria 2009), opera pregevole curata da Sabine Frommel, è un testo di cui si attendeva da tempo la pubblicazione. Raccoglie una cospicua messe di documenti riguardanti la rinomata e potente famiglia romana degli Orsini, in particolare le proprietà e le attività da essi gestite nell’Alto Lazio tra il XIV ed il XVII secolo.

Particolare riferimento al territorio di Bomarzo, dove è appunto situato il celebre “Bosco Sacro” o “Parco dei Mostri” con le sue gigantesche e “mostruose” creature scolpite nel peperino locale.

Ma, come suggerisce il sottotitolo, il volume vuole anche contribuire a tenere desta ed attuale la riflessione sulla fortuna critica di tale complesso, che costituisce decisamente un “unicum” nel panorama delle realizzazioni scultoree, architettoniche e paesaggistiche presenti sia in Italia che nell’intera Europa. Va segnalata in particolare la trascrizione di atti e documenti vari degli Orsini di Bomarzo e Mugnano in Teverina conservati nell’Archivio di Stato di Viterbo, curata da Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchicchio, quindi il censimento dei documenti relativi allo stesso ramo della famiglia Orsini conservati a Roma presso l’Archivio Storico Capitolino, operato da Elisabetta Mori, ed il censimento dei documenti che sono emigrati negli Stati Uniti, a Los Angeles, presso la Biblioteca del Dipartimento Collezioni Speciali dell’Università della California, dovuto a Guendalina Ajello Mahler.

Essi riguardano in genere testamenti, successioni, compravendite, divisioni di beni, fidecommessi, doti, inventari, di cui solo una parte si riferisce direttamente al Sacro Bosco di Bomarzo. Tuttavia, tali documenti risultano di capitale importanza per la comprensione delle attività e delle strategie messe in atto dagli Orsini nell’Alto Lazio nell’arco di circa quattro secoli, dal Trecento al Seicento.

Preziosi inoltre sono gli indici dei nomi e dei luoghi citati in tali documenti, e pregevole la rappresentazione dell’albero genealogico del ramo degli Orsini di Bomarzo e Mugnano redatto da Fagliari Zeni Buchicchio. Una antologia critica di testi che hanno accompagnato la riscoperta del Sacro Bosco nella seconda metà del Novecento conclude l’opera, prospettando un ricco ventaglio di osservazioni, riflessioni, interpretazioni, formulate da architetti, storici dell’arte, scrittori ed artisti di varia formazione e provenienza.

Con questo volume, edito contemporaneamente alla pubblicazione degli atti di un convegno svoltosi a Bomarzo nel 2007, a cura della casa editrice Electa, si sta quindi aprendo una nuova stagione di interesse per il ruolo svolto nella Tuscia da questo ramo della famiglia Orsini ed una rinnovata attenzione per lo studio e la comprensione di quello che può essere considerato uno dei più originali, singolari nonché controversi complessi artistici e culturali ereditati dal nostro passato: il Sacro Bosco di Bomarzo.

Gli autori dei testi presenti all’interno del volume sono: Andrea Alessi, Guendalina Ajello Mahler, Claudio Castelletti, Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchicchio ed Elisabetta Mori.

Curatore: Sabine Frommel
Titolo: Bomarzo: il Sacro Bosco. Fortuna critica e documenti
Editore: Ginevra Bentivoglio Editoria
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 27 euro
Pagine: 136

* I diritti del seguente testo sono dell”Arch. Giuseppe Maiorano

1 thought on “Bomarzo e il “Sacro Bosco”

  1. vorrei commentare la recensione sul libro di ayzad: “bdsm guida all’erotismo estremo”, per segnalare come proprio l’autore, di cui ho potuto conoscere il punto di vista personale sull’erotismo, sia abbastanza vittima anche lui dei luoghi comuni di cui tanto professa l’errore nel guardare a chi vive bdsm style. Gia il fatto che uno viva in stile bdsm la propria vita non solo sessuale,implica, qualunque sia il suo ruolo in questo Mondo(ne faccio parte da una vita), una apertura mentale e di ottica erotica ben al di sopra del comune e guarda caso, in tutta la mia vita bdsm praticata e vissuta…ho passato, in quanto donna transessuale, con un ruolo ben definito in tale Mondo, discriminazioni ed esclusioni tipiche delle menti piu bigotte, da parte proprio di masters del livello dell’autore! intanto quando si scrive di bdsm, non si fa mai riferimento al sesso del master o dello slave,qui invece, e ovunque, leggo di master uomini e schiave donne…ragazzi, questo qui sa solo un 1 su un milione del sapere bdsm! concludo col dire che i veri masters, quelli che dovrebbero scrivere SERIAMENTE su tale tema, sono ben altri, per quelli che conosco di persona…vivono tutti fuori dall’Italia…chissà perchè…un saluto a chi vive il bdsm senza preclusioni di genere. ahime siamo davvero in pochissimi.

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