Un libro divertente, curioso, attuale. Valeria Luzi con il suo esordio “Figabook“ (Aliberti editore, 2009) ci parla del mondo adolescenziale, degli amori e delle paure che ne seguono. Dei sogni e delle modalità pratiche.
Un libro divertente, curioso, attuale. Valeria Luzi con il suo esordio “Figabook“ (Aliberti editore, 2009) ci parla del mondo adolescenziale, degli amori e delle paure che ne seguono. Dei sogni e delle modalità pratiche.
Con “Betrayed” (Nord, 2009), di P.C. e Kristin Cast, madre e figlia, la saga de “La casa della notte” (5 milioni di copie vendute nel mondo) arriva al suo secondo e attesissimo capitolo. Tornano i vampiri.
La città eterna, la sola che contenga nel proprio nome la parola amore. “101 luoghi dove innamorarsi a Roma per tutta la vita” (Newton Compton, 2009) di Valeria Arnaldi, propone una guida virtuale tra i luoghi magici.
La vita non è un film, non c’è sempre il lieto fine. Ma l’ottimismo è la chiave per tutto. “L’orlo argenteo delle nuvole” (Salani, 2009) di Matthew Quick è una commedia dolceamara che parla d’amore, di vita e di follia.
L’amore, la guerra e la tradizione sono gli elementi essenziali di questo romanzo che ci porta alla scoperta dello Sri Lanka. Vasugi Ganeshananthan, ci presenta il suo libro d’esordio “Amori e foglie di tè” (Garzanti, 2009), un vero spaccato di usi e costumi di un paese tanto distante da noi fatto anche di matrimoni d’amore e combinati. Il romanzo attraverso storie di amore, racconta la cultura dello Sri Lanka, uno splendido paese profumato di tè che, a causa di guerre interne, è diventato un territorio pericoloso.
“Volevo dirti” (De Ferrari, 2009) è il nuovo libro di Lissia Rasetto. Due persone che sono una, distanti nel tempo e nello spazio si scrivono. Marito e moglie tentano, parlandosi, di colmare il vuoto dell’assenza e vincere la paura e il desiderio di toccarsi ancora. Partitura per parole. Una tessitura di sguardi mancati, di segnali diluiti nel tempo di un amore che muta di forma nella solitudine di un dialogo con finale aperto.
Ancora Miguel Angel Martin e ancora un successo. Il noto autore spagnolo con questo “Playlove“ (Purple Press, 2008), volume elegante e ben curato riesce con la classica essenzialità, visibile tanto nei dialoghi quanto nel tratto, a riprendere quel sentiero e quella ricerca volutamente antiestetica della comprensione in chiave asettica della società di oggi. L’uso ridondante del bianco, come se esternamente contasse solo l’essenziale, il nulla che si fa oggetto realistico e onirico al tempo stesso. Una immediatezza quasi ossessiva che isola la storia e i personaggi in un quadro di rara bellezza attraversato da squarci di ironia e di poesia, lirico in un senso più che mai moderno.
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