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Archivio ‘Poesia’

Matteo Ramundo tra fobie e follie

scritto da Redazione il 31 gennaio 2012

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Il giovane Matteo Ramundo con “Phobia” è al suo secondo libro e mostra tutta la determinazione del veterano della carta e penna, unita all’innovazione lessicale e tematica in un libro che conferma che il talento non ha bisogno di una data di nascita troppo antica.

Le poesie di Ramundo scorrono come una lente di ingrandimento sul nostro animo, lasciando il lettore sconvolto dal carico esistenziale che questo giovane autore riesce a trasmettere.
Sono poesie dell’abbandono? Oppure sono una summa morale dell’uomo occidentale sconvolto dalla paura di vivere? A queste domande il lettore può dare delle risposte silenti ed interiori perché come diceva Cèline “l’uomo che non prova mai paura è perduto”.
“Phobia” ci appare come un decalogo, un catalogo dei viventi, perché spesso siamo di quello che abbiamo paura, spesso siamo quello che non appare al resto del mondo.
La poesia di Matteo Ramundo è una poesia colta che nelle rime e nelle ideazioni di giochi lessicali mai banali, che tendono a rendere più leggera la narrazione poetica che altrimenti risulterebbe proibitiva. E’ un volume che non ha una necessaria struttura stabilita, possiamo infatti iniziarlo dalla fine o farlo divenire un piccolo breviario quotidiano per le nostre crisi irrisolte o per i nostri sorrisi spezzati da qualche pensiero astratto.
“Phobia”  serve a non perdersi nel labirinto della città e a pensare che non siamo soli ad aver paura e dichiararlo è molto coraggioso.

Matteo Ramundo è nato il 26 marzo del 1991 a Roma. Esordisce nel 2010 con la raccolta non-sense Nella mente del mentecatto (Ed. Gruppo Albatros Il filo); nello stesso anno, conclusi gli studi superiori, entra come allievo attore presso l’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, dove attualmente frequenta il secondo anno. Nel 2009 parte con l’onlus AfrikàSì per uno scambio interculturale avvenuto tra un piccolo gruppo di studenti romani e studenti provenienti dalla baraccopoli Deep Sea di Nairobi.

Attualmente è il presidente di UP (University Project), progetto che mira a sostenere gli studi universitari di parte di quell’umanità a cui rimarrà eternamente legato.

Autore: Matteo Ramundo

Titolo: Phobia

Editore: Ensemble

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 10 euro

Pagine: 92

“Il quadro del mondo” di Gherardi

scritto da Redazione il 25 gennaio 2012

gerrySe dovessimo trovare una stagione spazio temporale alle poesie di Gerry Gherardi, autore de “Il quadro del mondo” (Ed. Ensemble) la migliore sarebbe l’estate, sembra infatti andar di pari passo la lucentezza di questa stagione con i versi malinconici e silenti del giovane autore, che tra campi di grano, sorrisi spezzati e ardore giovanile, sfida le conseguenze del tempo e ci arriva a delineare un piccolo affresco di un mondo interiore dove la memoria, la famiglia, le origini sembrano essere il passaporto per altri mondi, diversi, lontani.

E’ una poesia di passaggio quella di Gherardi, dall’età adolescente a quella adulta, dalla campagna inurbata della Toscana,sua terra di provenienza alla città tagliente, alla metropoli che non tarpa le ali ma cerca di amplificare i propri desideri.
I versi di Gherardi sono ordinati e ben delineati, non deludono il lettore. Come ogni opera prima c’è un voltarsi all’indietro della propria vita, il difficile da un punto di vista letterario verrà quando esaurito il carico emotivo di ciò che è stato si dovrà raccontare quello che verrà.

Ma con stile e precisione Gherardi riuscirà ad andare oltre al vissuto, per regalarci un po’ di futuro.

Gerry Gherardi nasce a Pontedera un sabato d’agosto del 1978 alle 9,30 di mattina, faceva caldo e tutti erano in ferie. Dopo vent’anni passati a respirare l’aria dei campi di grano toscani si trasferisce a Roma dove frequenta la scuola di teatro “Ribalte” sotto la guida del Maestro Enzo Garinei. Debutta in teatro con Francesca Draghetti in “Terapia di Gruppo” di Christopher Durang, primo spettacolo di una lunga serie che scandisce una prolifica collaborazione. Doppiatore e sceneggiatore mette in scena due monologhi e una parodia per quattro attori. Il quadro del mondo è il suo primo libro.

Autore: Gerry Gherardi
Titolo: Il quadro del mondo
Editore: Ensemble
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 68
Prezzo: 10 euro

Le lodi di Mariangela Gualtieri

scritto da Francesco Bove il 20 gennaio 2012

bestiadigioiaAlla luce dell’ultima uscita editoriale di Mariangela Gualtieri, “Caino”, non si poteva trascurare “Bestia di gioia” (Einaudi, 2010), raccolta - divisa per sezioni - di poesie indimenticabili, un inno continuo di gratitudine alla Natura.

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Misure del timore

scritto da Matteo Chiavarone il 30 settembre 2011

misure-deltimoreÈ difficile recensire un libro di un autore di cui si ha molta stima, Antonio Spagnuolo, ed è ancora più difficile recensire un volume, “Misure del timore (Kairós Edizioni, 2011), che rappresenta il meglio di venticinque anni di pubblicazioni poetiche.

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Poeta Karol Wojtyla

scritto da Roberto Bisogno il 5 maggio 2011

le-mie-preghiere-le-mie-poesieLe mie preghiere. Le mie poesie” di Giovanni Paolo II (Newton Compton 2011). Numerosi sono i libri sulla vita e le opere di Giovanni Paolo II, che  affollano gli scaffali delle nostre librerie in questi giorni che precedono l’attesa cerimonia romana della sua beatificazione.

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Prima che sia buio

scritto da Stefano Giovinazzo il 10 marzo 2011

prima-che-sia-buioNella splendida cornice di Campo de’ Fiori, libreria Fahrenheit, è stato presentato ieri, mercoledì 9 marzo, il libro “Prima che sia buio” (Colosseo editore, 2010) di Ilaria Guidantoni. “Un viaggio lirico“, fatta di poesie e racconti, “che inizia dall’esplorazione del sé per trasformarsi in un inno alla vita, che è, soprattutto, incontro con l’Altro“.

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La casa sull’altura

scritto da Matteo Chiavarone il 11 febbraio 2011

casa-su-alturaLa casa sull’altura (Orecchio Acerbo, 2011), con postfazione di Goffredo Fofi, è uno dei migliori volumi di illustrazioni usciti in questa prima fase dell’anno. L’unione di forze tra Simone Massi, taumaturgo dell’immagine visionaria, e Nino De Vita, splendido giocoliere del linguaggio troppo spesso lasciato negli interstizi nascosti della letteratura, trasforma il libro che si ha tra le mani in qualcosa di lucente e prezioso.

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Metamor di Vittorio Bodini

scritto da Stefano Donno il 3 settembre 2010

metamor«Se bere un whisky è versarlo/ sull’arso terriccio della propria tomba/dove l’oscenità canticchia assassinata/dall’ombra d’un cane o dalla furia della ragione/trofei d’occhi inespugnati/come fregi di antiche stamperie/ si scioglieranno nell’alcool tra i sadici archivi/ di una notte tradita da strambi propositi./ Una finestra morrà./ Morrà sul Bosforo un ferro di cavallo.» Ecco Vittorio Bodini, con “Metamor” (Besa editrice, 2010, collana Bodoniana).

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La poetica dell’istante

scritto da Stefano Donno il 1 settembre 2010

picarellaleandro«Gli arpeggi si ripetevano, /continuamente,/ si ripetevano./ I suoni crescevano./ Rumori./ Sibili di venti lontani./ I canti mai cantati/ dritti al cuore./Gli occhi chiusi senza un motivo,/umidi senza un motivo,/ o forse un motivo che non ricordavi.» Sono i versi di Leandro Picarella in “Mai lontano dall’istante” (LietoColle, 2010).

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Situazione Temporanea di Saya

scritto da Stefano Donno il 18 giugno 2010

libro-sayaNon mi è mai accaduto sino ad oggi di poter leggere una raccolta di versi con tanto gusto e con tanta soddisfazione e di poter finalmente apprezzare qualcuno che conosce la Poesia e i suoi spazi, come quando ho avuto tra le mani il libro di Marco Saya dal titolo “Situazione temporanea” edito da Puntoacapo editrice.

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La Carrozzo inaugura Bhoomans

scritto da Stefano Donno il 29 maggio 2010

lara_carrozzoFino a che tutte quelle scene razziste/non svaniscono, lasciandomi libera/di respirare pienamente la vita e/l’aurora della smarrita infanzia“. Non poteva che accadere nel Salento, una terra che in fatto d’accoglienza ne sa una più del diavolo. E dunque in un clima ottimale sotto ogni punto di vista, ricco di fermenti culturali e turistici, nasce la casa editrice olandese Bhoomans, (fondata nei primi anni dell’Ottocento ma inattiva sino agli anni ‘70 del secolo scorso) e di cui in futuro sentiremo parlare.

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Favole sotto le stelle

scritto da Valeria Nevadini il 26 maggio 2010

favole_sotto_le_stelleAlessio Masciulli, autore del romanzo - verità “Credevo bastasse amare“, torna a calcare la scena letteraria italiana con un’antologia di poesie dal titolo “Favole sotto le stelle” (Falco editore). Oltre cinquanta componimenti poetici in cui la parola si trasforma in un’ancora semantica, capace di attrarre e sedurre attraverso la sua forza evocativa.

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“Nonsoloporno” di De Falco

scritto da Matteo Chiavarone il 25 maggio 2010

nonsitocca15Nonsoloporno – poesie dal cielo e dalla terra” (Editoria Universitaria Venezia, 2009) è la prima raccolta poetica di Vincenzo Paolo Maria De Falco, autore capace di dialogare con la materia poetica e di spaziare tra immagini reali e oniriche, ripiegamenti dell’io e osservazioni originali, ricordi e desideri futuri. Il titolo della raccolta – volutamente antipoetico e provocatorio – gioca sulle poesie, a detta dell’autore, “più fisiche e superficiali”.

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“Alterazioni di colore”

scritto da Redazione il 17 aprile 2010

alterazioni_di_coloreLa terza opera letteraria di Emilio Nigro, giornalista e scrittore, è una raccolta di testi teatrali, poesie e racconti brevi, in cui la mirabile alternanza di verso e narrato si sposa con un registro stilistico capace di accarezzare l’anima del lettore con pennellate di emozioni. Il volume è edito per la casa editrice Coessenza.

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Tra Gozzano e Pirandello

scritto da Chiara Pieri il 25 marzo 2010

reduce_amoreNel suo saggio “Reduce dall’amore e dalla morte” (Interlinea 2009), Giuseppe Zaccaria rilegge in modo attento e nuovo l’opera di Gozzano, tanto da indurre a riaccostarsi ad una poesia che si rivela molto attuale e affine al sentire dell’uomo contemporaneo.

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Savonardo, poeta sognatore

scritto da Francesco Bove il 24 marzo 2010

pensieri_di_carta“Pensieri di carta” (Liberi editore, 2009) di Mario Savonardo non è semplicemente un libro di poesie, né solo un diario personale: è una riflessione etica precisa sul senso della vita.

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Tributo a Dino Campana

scritto da Matteo Chiavarone il 27 gennaio 2010

non-si-avra-ragione-di-meIl ruolo del poeta di Carradi nella poesia – e nella cultura – di oggi è riscontrabile anche da un bellissimo volume uscito qualche anno fa: “Non si avrà ragione di me – poeti del novecento per Dino Campana” (Postcart, 2008). Il libro curato dallo studioso Gabriel Cacho Millet è un vero e proprio tributo a questo personaggio così particolare della nostra letteratura e al suo “luogo” natio, fonte spesso di ispirazione e, perché no, di contrasti.

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“Polvere e luce”

scritto da Matteo Chiavarone il 12 gennaio 2010

polvere-e-luceMassimiliano Coccia con “Polvere e luce” (Fermento, 2009) nobilita due generi letterari spesso bistrattati, la poesia e il racconto, creando un viaggio che è al tempo stesso narrativo e lirico, intimo e ricco di squarci di vita vissuta.

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“Cronovisioni” di Luca Tornambè

scritto da Matteo Chiavarone il 22 dicembre 2009

la-pioggia-bluLa pioggia blu – “cronovisioni(Lulu, 2009) di Luca Tornambè è un libro anomalo nel contenuto e nel formato. Una silloge poetica che è prima di tutto un tripudio di colori ed immagini, un diario di “fantasticazioni” oniriche e di pensieri carichi di lirismo.

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Stephen Dunn: tempo e poesia

scritto da Matteo Chiavarone il 18 dicembre 2009

ore-diverseOre diverse(Del Vecchio editore, 2009) è un campionario di versi ad opera di Stephen Dunn, certamente uno dei più interessanti poeti americani, ancora sconosciuto, o quasi, sia in Italia che in Europa. Che risponde ad una esigenza semplice: sopperire ai vuoti lasciati dall’incessante movimento del tempo, dai silenzi ricoperti di fragorosi rumori della quotidianità.

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“Sudapest”, terra madre

scritto da Stefano Giovinazzo il 28 ottobre 2009

sudapestOdore di fango, sudore del sud, lacrime sofferte, amore che si rincorre. Le emozioni che Irene Ester Leo regala e condensa in “Sudapest” (Besa editrice, 2009) portano il peso di parole importanti, che lasciano  il segno. C’è un affetto malinconico a distanza, c’è la rabbia e l’agonia per una terra “spoglia”, “negra”, “fresca”, “puttana”, “santa”. Una terra del Sud. Quel meridione che Irene ha dentro la pelle, ovunque vada.

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Anime tagliate

3 febbraio, 2012