Erica Bauermeister tra sentimento e speranza. I temi su cui si può decidere di costruire un romanzo sono tanti. Malattia, amore e amicizia, sempre tra i più praticati, finiscono per diventare proprio per questo un pericolo per le penne meno brillanti, che difficilmente riescono ad aggirare lo sconfinamento nel luogo comune e nel patetico, col risultato di produrre racconti di qualità mediocre (oltre che lettori depressi…).
Archivio ‘Letteratura’
La casa dei destini intrecciati
Ave Mary
Il libro “Ave Mary” (Einaudi, 2011) di Michela Murgia, come racconta l’autrice nella sua “introduzione-intromissione”, è nato in seguito ad un incontro organizzato dal sindaco di Austis, provocatoriamente intitolato “Donne e Chiesa: un risarcimento possibile?“, tema sul quale oltre alla Murgia furono invitate a dibattere due teologhe, specializzate rispettivamente in patristica e biblistica ed il parroco della cittadina sarda.
“Nato all’inferno”: una vera storia di miseria e dignità
Il volto oscuro della perfezione
Tenebra e bellezza della perfezione. Mentre leggiamo “Il volto oscuro della perfezione” (Avagliano, 2011), veniamo catturati dal fascino degli elementi del racconto: azione, personaggi, ambientazione, linguaggio consono ad ogni protagonista. Sono storie complete, terribili come solo la vita sa essere. La singolarità è che tutte parlano di arte, tutti gli eroi e gli antieroi sono creature che si muovono, vivono, lottano e muoiono per un’opera d’arte, per un quadro, una scultura.
Intorno al mondo con zia Mame. Ancora Patrick Dennis
Mara come me: il libro ispirato al caso don Gelmini
Elisabeth: un esordio importante
Premessa: più che una recensione, questo è uno sguardo preliminare su un libro, “Elisabeth” (Einaudi, 2011) del giovane esordiente Paolo Sortino, che merita un’attenzione prolungata, una lettura più complessa e distesa. Sono tante e diverse le questioni che mette in circolo; qui ci limitiamo a qualche considerazione introduttiva. La storia (terribile) cui il romanzo si riferisce e in qualche modo ricrea è nota.
“Eva”, un amore a Roma. L’ultimo di Montefoschi
La fattoria delle Magre Consolazioni: vita in campagna
Nel romanzo “La fattoria delle Magre Consolazioni” di Stella Gibbons (Astoria 2010) traduzione di Bruna Mora, la protagonista Flora Poste “aveva vent’anni e scoprì di possedere ogni abilità e grazia, tranne quella di guadagnarsi da vivere”. Sotto il Regno di Sua Maestà Giorgio V d’Inghilterra negli anni Venti del XX Secolo Flora era rimasta orfana, perché i genitori erano morti a poche settimane l’uno dall’altra “durante l’epidemia annuale d’influenza, meglio nota come Spagnola”.
Blanchard close: i versi del poeta dell’invenzione
“La capacità di guardare ti ha fatto poeta“. Nella splendida cornice della casetta rossa della Garbatella, a Roma, le parole di commento di Andrea Viviani sul nuovo libro di Matteo Chiavarone, “Blanchard close” (Giulio Perrone editore, 2011) introducono e soddisfano allo stesso tempo. Ieri, martedì 7 giugno 2011, l’autore romano ha presentato la sua silloge discutendo con Paolo Rigo, autore di “Anima piange” (Edizioni della Sera, 2011) ed il già citato Viviani, linguista.
Acqua agli elefanti: benvenuti al Circo dei Fratelli Benzini
“Manna e miele, terra e fuoco”. La Sicilia magica di Torregrossa
Skira: “Storia di un quadro”. Genio di Georges Perec
Dopo “Un uomo che dorme” (Quodlibet) esce in Italia un altro libro di Georges Perec con “Storia di un quadro” (Skira), un testo di una trentina di anni fa (in Francia uscì nel 1979) facilmente dimenticato dalla nostra editoria.
Un calcio in bocca fa miracoli. L’esordio di Marco Presta
La ballata della donna ertana
“Questa è la storia di una donna che dalla vita non aveva avuto niente, peggio, la sorte le aveva nascosto la luna e distrutto la famiglia come fosse niente.” Questa la prima strofa dell’ultimo libro di Mauro Corona, “La ballata della donna ertana” (Mondadori, 2011) e parlar di strofa non è certo a caso in quanto il libro altro non è che una lunga poesia dedicato al gentil sesso. Cosa assai strana per Corona che delle donne fino ad oggi ci aveva sempre dato una sua visione dura e non certo gratificante per loro.























