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Archivio ‘Letteratura’

“Il sorriso di Godot”: l’attesa del tempo

scritto da Matteo Chiavarone il 31 gennaio 2012

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Nuova raccolta di poesie per Stefano Giovinazzo, capace ancora una volta, con “Il sorriso di Godot” (Edilet, 2011), di aprirci una finestra sul suo universo di “parole e emozioni”. L’approccio lirico si tramuta pian piano in un disegno tracciato a lapis sulla superficie vischiosa della quotidianità. Sprazzi di colore si moltiplicano fino a diffondersi nel cuore e negli occhi del lettore, dimostrando di fatto la capacità indiscutibile di dire molto con le parole più semplici.

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Il mondo etrusco della famiglia Luzi

scritto da Alessandra Stoppini il 30 gennaio 2012

la-quercia-del-consiglio… ho inteso esaltare gli ideali e i valori di chi mi ha preceduto e che sono anche i miei”. Nella prefazione del volume “La quercia del consiglio. Due secoli di storia attraverso le vicende della famiglia Luzidi Giancarlo Luzi (Davide Ghaleb Editore 2011) l’autore sintetizza il senso profondo del suo lavoro “legato all’amore per il passato”. Il libro contiene 44 racconti incentrati su alcuni protagonisti e sulle vicende di una delle più antiche e note famiglie di possidenti della Tuscia.

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“Disfunzioni” il nuovo libro di Marco Onofrio

scritto da Redazione il 25 gennaio 2012

disfunzioni-onofrioVorrei muovere alcuni interrogativi a questo nuovo libro di Marco Onofrio. Il primo riguarda il rapporto tra poetiche e opere d’arte: il proliferare delle poetiche nel Novecento, si è detto, è il segno del dibattito, del dialogo che sorge intorno all’opera, proprio in quanto istitutiva di un «nuovo mondo»; ma è anche vero che il fenomeno delle poetiche ha la sua spiegazione nell’orizzonte del «vecchio mondo» per creare il «nuovo mondo» che l’opera inaugurerà: il fenomeno delle poetiche non sarebbe tanto un modo dell’abitare e del dialogare con l’opera, ma ciò che rende possibile, oltre il mondo dell’opera, la fondazione del suo mondo.

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Il Pasticciaccio di Gadda nella nuova ristampa Garzanti

scritto da Francesco Bove il 24 gennaio 2012

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“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (Garzanti, 2011), il romanzo più famoso di Carlo Emilio Gadda, non è un tipico giallo dalla trama avvincente. In realtà, non rientra proprio negli archetipi della narrativa ma nell’alveo, ben più consistente, della letteratura. Letteratura della Parola, a dispetto della convenzionalità della storia. Il Pasticciaccio è un romanzo d’abbandono in cui il racconto, frammentato, iperbolico, dilatato a dismisura, viene colorato dai vari dialetti, dal turbinio di lingue diverse, italiane, che vanno a denotare i personaggi e a detonare nel “botto” finale, in-aspettato, che sembra quasi redarguire il “parolaio” Gadda prima del completo abbandono descrittivo.

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“Dove eravate tutti” di Di Paolo. Dove siamo stati noi?

scritto da Matteo Chiavarone il 23 gennaio 2012

pdpA volte capita di leggere un libro di un amico su un treno che corre verso Torino, a volte capita che quell’amico è Paolo Di Paolo, una delle grandi promesse della narrativa italiana, a volte queste promesse si mantengono e si inizia a pensare “beh, è diventato davvero bravo”.

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L’esperienza della prigionia del filosofo Emmanuel Lévinas

scritto da Francesco Bove il 17 gennaio 2012

quaderni-di-prigioniaI Quaderni di Prigionia” di Emmanuel Levinas (Bompiani, 2011) sono una testimonianza fondamentale dell’esperienza umana e filosofica di uno dei più grandi pensatori del Novecento.

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Ernest Hemingway: visse per raccontare la vita

scritto da Alessandra Stoppini il 12 dicembre 2011

ernest-hemingway-una-vita-da-romanzoNei suoi soli 62 anni di vita, Ernest Hemingway, è sempre apparso fiero della sua abilità di camaleonte”. Se non si comprende questo, sembra dire L. W. Martin in “Ernest Hemingway(Castelvecchi), non è possibile comprendere la produzione letteraria di uno dei più grandi scrittori del XX Secolo.

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Accoppiamenti giudiziosi. Leggete Gadda!

scritto da Michele Lupo il 9 dicembre 2011

gadda-accoppiamenti-giudiziosiUn’oretta, forse meno, solo per leggere il racconto eponimo di questo meraviglioso “Accoppiamenti giudiziosi ” (Biblioteca Adelphi, 2011) di Carlo Emilio Gadda.

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“Soli” di Giovanni D’Alessandro

scritto da Redazione il 30 novembre 2011

soli-dalessandroLuca e Manuela insegnano Storia dell’arte medievale all’università fin dalla laurea, quando ancora non stavano insieme. I primi anni sono trascorsi con l’incertezza che segue il diploma, gli altri nella certezza di aver intrapreso una strada rischiosa. Se all’inizio, infatti sono stati la punta di diamante dei collaboratori della cattedra, tanto da permettere a Luca di superare brillantemente il concorso di ricercatore e di diventare associato a soli trentasette anni, poco a poco, si sono visti isolare, mettere da parte da una melma di raccomandati, apparentati, sponsorizzati, segnalati, mezze calzette che guardavano Luca e Manuela, troppo bravi, troppo preparati, troppo apprezzati all’estero, come corpi estranei.

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“La luce prima”: una storia d’amore firmata Tonon

scritto da Sara Meddi il 28 novembre 2011

tonon-luceprimaLa luce prima (Isbn, 2011) è un romanzo d’amore, un urlo disperato di amore di un figlio per una madre. Romanzo universale e insieme intima biografia che attraversa il tempo, il ricordo e la morte.

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Non molto lontano da qui di Massimo Cacciapuoti

scritto da Redazione il 26 novembre 2011

non-molto-lontano-da-quiLa storia d’amore fra Giacomo e Alice, l’amicizia fra Giacomo e Cristina e Giacomo e Francesco, i legami che reggono la struttura solida e stranamente, comunque, solare di “Non molto lontano da qui” di Massimo Cacciapuoti sono da leggere mentre si beve il retroterra famigliare proprio del Giacomo.

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Quattro saggi tra vita, forma e linguaggi

scritto da Michele Lupo il 23 novembre 2011

quando-il-corpo-e-delle-altreIsabella Mattazzi con i quattro studi compresi ne L’ingannevole prossimità del mondo (Arcipelago, pagine 154, euro 10) s’interroga sulle forme dell’immaginario romanzesco occidentale. Dal settecentesco Tiphaigne de la Roche (autore di un romanzo visionario, Giphantie, nel cui racconto di un “viaggio meraviglioso” sembra affacciarsi l’idea moderna di una percezione non esente dall’apporto delle macchine), al romantico E.T.A. Hoffmann, dal Potocki del Manoscritto trovato a Saragozza (sul quale Mattazzi ha già lavorato in passato) a Calvino, illibro traccia un’interessante mappatura di specole attraverso cui la narrativa moderna ha interrogato il mondo. Tratti convergenti: acutezza problematica dello sguardo, implicazione del linguaggio nell’osservazione, inafferrabilità (o inesistenza) di un ordine compiuto.

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Nabokov, e una variante (splendida) della ninfetta

scritto da Michele Lupo il 18 novembre 2011

incantatore-adelphiÈ un bel brano di prosa russa, preciso e limpido”. Che l’autore se lo dica da solo, in astratto, potrebbe sembrare di cattivo gusto. Il fatto è che non puoi dargli torto. “L’incantatore“, piccolo romanzo che Nabokov scrisse nel 1939 nella sua lingua nativa, è persino qualcosa di più: un piccolo gioiello, magari con qualche accelerazione improvvisa, qualche slittamento di troppo negli snodi narrativi – per i quali il curatore e traduttore prima in inglese e poi in italiano Dmitri Nabokov, figlio del grande scrittore, chiama in causa le forme cinematografiche, passione ben nota dell’autore, nel cui racconto i riferimenti al cinema, almeno sul piano metaforico, si sprecano).

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Alessandro Vilignano: un maestro italiano in Asia

scritto da Matteo Chiavarone il 16 novembre 2011

volpi-spiraliDi Asia in questi tempi si parla moltissimo. Per tanti motivi: economici, sociali, culturali, persino sportivi. Spesso però si dimentica che il guardare a “quel lato di mondo” non è cosa nuovissima, anzi. Basti pensare ai viaggi di Marco Polo o di Matteo Ricci (ricordato lo scorso anno da numerosi testi). E soprattutto a quelli di Alessandro Valignano, ricordato nel libro “Il visitatore (Spirali, 2011), ottimo volume di Vittorio Volpi che considera il gesuita “uno dei maggiori esploratori culturali del Rinascimento”.

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Almeno una volta

scritto da Redazione il 8 novembre 2011

almeno-una-volta-ensembleSe dovessi scegliere una immagine con cui rappresentare questo libro, “Almeno una volta” (Ensemble, 2011) mi viene in mente il volto di Cindy Crawford. Non c’è bisogno di grandi elaborazioni mentali, tranquilli: è un viso particolare, che esalta la propria bellezza in un piccolo neo, un segno che la natura ha trasformato in vezzo. Così il libro di Cristian Umbro. È emozionante, sorprendente come le vecchie copertine dei Pink Floyd, e campestre nella semplicità logica.

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Il porto dell’amore: Comisso e l’eros fiumano

scritto da Michele Lupo il 26 ottobre 2011

portoamore-comisso“Italiano errante” e “uomo di mare, di commerci” (definizioni fatte in casa, da sé) Giovanni Comisso, “nipotino” spudorato di D’Annunzio, non a caso invaghito anch’egli dell’impresa fiumana, da essa prese le mosse per raccontarne ne “Il porto dell’amore” (Longanesi, 2o11) più che le gesta eroiche non sempre attendibili, i languori, l’iperestesica disponibilità al piacere, l’erotismo diffuso e proteiforme.

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Le strane abitudini del caso. Una raccolta “incantata”

scritto da Valentina Presti Danisi il 21 ottobre 2011

lestraneabitudinidelcaso“S’era incantata la Città, e nessuno ricordava quando”. Con il racconto “La città incantata” si apre la raccolta “Le strane abitudini del caso” (Scrittura & Scritture, 2011) di Giuseppe Pompameo.

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Il ritorno del “caso Vittorio”

scritto da Emanuela Cicoira il 13 ottobre 2011

casovittorio-minimumDue ragazze stringono una “bella amicizia, quindi incontrano un uomo e la questione si complica”: il libro di esordio di Francesco Pacifico, ristampato da minimum fax dopo la prima edizione del 2003 (nel frattempo Mondadori si è accaparrata l’autore), si potrebbe sintetizzare così. E questa frase ricorrente nel racconto lo farebbe immaginare persino un po’ banale, col tipico triangolo lui-lei-l’altra al centro di un percorso di formazione giovanile.

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Le notti bianche di Dostoevskij letto da Fabrizio Bentivoglio

scritto da Alessandra Stoppini il 7 ottobre 2011

emons_nottibiancheLa voce carica d’intensità di uno dei più bravi attori contemporanei italiani per “Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij (Emons Audiolibri), racconto giovanile del 1848. “Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore”.

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Nel paese delle donne con Gioconda Belli

scritto da Alessandra Stoppini il 3 ottobre 2011

nelpaesedelledonneCosa accadrebbe se tutto il potere finisse in mano alle donne? Ce lo racconta in maniera ironica, fantasiosa e fantastica Gioconda Belli nel suo ultimo romanzo “Nel paese delle donne” (Feltrinelli 2011), tradotto da Tiziana Gibilisco.

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“La fine” di Salvatore Scibona: un romanzo italo-americano

scritto da Michela Gelati il 30 settembre 2011

lafine-scibonaL’emigrazione, l’importanza delle radici, il sogno americano dei nostri nonni soli davanti al destino: e ancora il male di vivere, di famiglia e dell’avere due patrie ne “La fine” (66th and 2nd) di Scibona, ambientato a Cleveland.

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Anime tagliate

3 febbraio, 2012