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Archivio ‘Consigli di lettura’

Eccetto Topolino: fascismo e fumetti

scritto da Michele Lupo il 23 gennaio 2012

eccetto-topolinoEccetto Topolino (Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti), volume di grande formato, ricchissimo di illustrazioni a colori e in bianco e nero, lettere, circolari, interviste, veline di regime, edito da Nicola Pesce Editore, firmato da tre autori, Leonardo Gori, Sergio Lama e Fabio Gadducci, è uno studio serissimo, una ricostruzione capillare di una vicenda storica significativa della storia culturale italiana.

Non casualmente il lavoro è promosso da uno storico come Mimmo Franzinelli che del fascismo è uno studioso attento, sensibile anche a tematiche di solito non troppo frequentate dagli storici accademici, come quelle delle culture pop. Scrive nella sua breve introduzione: “Questo fondamentale libro […] resterà negli annali del fumetto italiano come l’opera che ha segnato il passaggio dall’interesse collezionistico alla ricostruzione storica.”

Tre sono sostanzialmente le zone investigate dagli autori, mossi dall’obiettivo di esaurire la lettura di una vicenda meno semplice di quanto non si possa immaginare. Le fortune e le cadute difformi del fumetto americano in epoca fascista erano provocate da più fattori. Intanto, i tre studiosi hanno fatto i conti con lo sviluppo del mercato editoriale dell’epoca, dall’esperienza di Nerbini, considerato “il vero padre fondatore del fumetto in Italia”, a Mondadori; il secondo aspetto verte sull’incontro-scontro degli editori che intrecciavano le loro ragioni e interessi con quelle del regime, e del suo massimo ufficio culturale, il Ministero della Cultura Popolare (con un’insinuante presenza di fattori privati legati a predilezioni particolari di uno o l’altro esponente del fascismo); infine, viene investigato il ruolo non secondario giocato in questa complessa partita dalle agenzie di stampa americane.

Ricostruzione seria vuol dire utilizzo degli archivi, nel caso specifico quello di Guglielmo Emanuel (dopo la seconda guerra direttore del Corriere della Sera), e degli Archivi di Stato. Importante il ruolo di personaggi di non secondo momento come Cesare Zavattini, o del filosofo Gentile, nonché la presenza tutt’altro che occulta e immancabile della Chiesa Cattolica, sempre pronta ad allungare le mani sui processi pedagogici della gioventù italiana, che allestisce da par suo un periodico gradito al fascismo, Il Vittorioso, che nel nome come spesso accade chiude in cifra il destino della sfida nella fase terminale della dittatura decisa a sfasciare il paese.

In linea generale, possiamo parlare di un primo periodo in cui la ricettività non è priva di contraddizioni - Topolino appare in edicola nel 1932 Topolino - ma che impone il fumetto come uno dei luoghi privilegiati della cultura di massa (assieme alle riviste illustrate e alla stampa sportiva).

Lo scarto radicale vi sarà nel 1938, ma anche da quel momento in avanti non si può parlare di censura pura e semplice. Ché, giusto il titolo, se i comics americani cominceranno ad avere vita dura in Italia, un’eccezione verrà fatta per Walt Disney, segnatamente per le vicende legate al topo più famoso della storia.

La leggenda vuole che Mussolini in persona si fosse opposto all’idea di sopprimere Topolino. Cosa non semplice, marcandosi con gli anni una distanza sempre più netta fra l’ideologia fascista e certe istanze roosveltiane adombrate nel fumetto. Ma anche Gentile, e Ciano, non convergono del tutto con l’acribia censoria del Minculpop, un po’ come accadeva con il bigotto ostracismo verso il jazz e i gialli (il pericolo di innamorarsi di un gangster…). A un passo dalla dichiarazione di guerra degli Stati Uniti, la situazione precipita. La cosa curiosa è con Badoglio il bando verrà confermato. Non ne raccontiamo lo svolgimento, perché il libro merita una lettura completa: si potrà scoprire come persino le vicende private, familiari dei gerarchi potranno influenzare le sorti di questo scontro.

Autori: Leonardo Gori, Sergio Lama e Fabio Gadducci

Titolo: Eccetto Topolino (Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti)

Editore: Nicola Pesce editore

Pagine: 432

Prezzo: Euro 35

“Credevo bastasse amare”

scritto da Redazione il 22 aprile 2010

credevo_bastasse_amareCi sono libri che scivolano sulle dita quasi indifferenti e libri che trasudano emozioni dalla prima all’ultima pagina, lasciando nell’anima traccia indelebile del loro passaggio. “Credevo bastasse amare“, romanzo-verità che segna l’esordio di Alessio Masciulli, appartiene a questa seconda categoria. E’ la storia, reale, di un amore spezzato da una tragica fatalità e del faticoso percorso intrapreso dall’autore verso la riconquista di una serenità interiore. La storia comincia qua, su una piazza di questa città ai confini del mare. Pescara. Una sera di giugno 2006.

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Picasso e la creatività artistica

scritto da Elisa Bonfadini il 12 aprile 2010

picasso_allo_specchioUno tra i più grandi artisti dell’arte del ‘900, preso come punto di riferimento per analizzare il profilo stereotipico dell’artista. “Picasso allo specchio. Alle origini della creatività artistica” (Edizioni Ating art, 2002) di Ruggiero Sicurelli, intende ricercare le conclusioni per cui genio e sregolatezza suscitano tanto ammirazione. Voglia di libertà, sotto ogni aspetto, passando attraverso il disprezzo per ogni debolezza umana.

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I bibliomatti di Mauro Giancaspro

scritto da Francesca Zeroli il 22 marzo 2010

il-morbo-di-gutenbergUna vera e propria epidemia, propagatasi a partire dalla geniale invenzione di Gutenberg, la stampa a caratteri mobili, sperimentata per la prima volta nel 1456 con la pubblicazione della “Bibbia delle 42 linee“. Un morbo che può manifestarsi, a seconda della gravità, sotto forma di bibliofilia, bibliomania o bibliofollia, che sembra non conoscere battute d’arresto ma che continua a propagarsi, attraversando le epoche e colpendo soprattutto giovani e giovanissimi.

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“Chi è di scena”

scritto da Francesca Camponero il 15 marzo 2010

chiediscenaVenerdì 26 febbraio presso l’Auditorium del Teatro Carlo Felice di Genova è stato presentato “Chi è di scena” (Erredi Grafiche Editoriali, 2010) di Giorgio De Martino, uno strumento per approfondire lo studio e la conoscenza delle messe in scena degli spettacoli in programma in questa stagione nel teatro lirico genovese. Il libro si rivolge per lo più agli studenti delle scuole primarie e secondarie che riempiono la sala i turni G, H, J, K a cui il teatro da anni offre varie opportunità di approfondimento come le visite guidate all’interno del teatro e i laboratori in attrezzeria organizzati per approfondire la magia della scatola scenica.

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“Le piazze d’Italia”: lo spazio del popolo

scritto da Elisa Bonfadini il 9 marzo 2010

piazzeCon la comparsa della politica nella vita dei ceti medio bassi della popolazione, nacquero le piazze. “Piazze d’Italia” (Carocci, 2008) di Daniela Orta affronta, attraverso un’analisi comparativa a livello nazionale, la funzione politica della piazza. Dal 1848 la piazza, intesa come spazio simbolico del popolo, dove ci si raduna e ci si mostra, occupa un posto di rilievo; essa infatti rappresenta un segmento significativo e sintetico del nuovo agire politico.

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Non fiori ma Opere di Bene!

scritto da Francesco Bove il 5 marzo 2010

opere_beneOpere(Bompiani, 2008) di Carmelo Bene, raccoglie tutti i testi di uno dei più grandi attori del teatro europeo del Novecento. Uno strumento fondamentale per gli appassionati dell’attore salentino nonché un volume indispensabile per capire le evoluzioni della storia del teatro italiano. Carmelo Bene è stato un grande protagonista del teatro del Novecento dalla Voce inconfondibile, un genio che ha proposto all’attenzione della critica e del pubblico un nuovo tipo di teatro, non del testo scritto a monte ma della performance vocale.

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“Il Linguaggio della Dea”, l’archeomitologia europea

scritto da Redazione il 27 febbraio 2010

illinguaggiodelladea1Il linguaggio della Dea” (Venexia, 2008) di Marija Gimbutas è stato recentemente ripubblicato con traduzione italiana di Selene Ballerini. Testo fondamentale, che ha reso famosa in tutto il mondo la grande archeologa di origini lituane, scomparsa nel 1994, costituisce un vero caposaldo non solo per gli studiosi di archeologia ma per tutti i lettori che aspirano a ritrovare le antiche radici culturali del vecchio continente.

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“Ho Magalli in testa e non riesco a dirlo”

scritto da Matteo Chiavarone il 25 febbraio 2010

homagalliintesta“Ho Magalli in testa e non riesco a dirlo” (Noubs, 2009) è piccolo volume del giovane Marco Marsullo che cerca, con ironia, di osservare il mondo che lo circonda e riproporcelo in una visione personale, tagliente e volutamente anti-poetica. Storie e microstorie diverse e diversificate che a volte si avvicinano ma molto spesso si allontanano; storie che trovano il proprio centro nel tempo in cui sono ambientate.

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Bomarzo e il “Sacro Bosco”

scritto da Redazione il 18 febbraio 2010

bomarzo_bosco_sacroBomarzo: il Sacro Bosco. Fortuna critica e documenti‘” (Ginevra Bentivoglio Editoria 2009), opera pregevole curata da Sabine Frommel, è un testo di cui si attendeva da tempo la pubblicazione. Raccoglie una cospicua messe di documenti riguardanti la rinomata e potente famiglia romana degli Orsini, in particolare le proprietà e le attività da essi gestite nell’Alto Lazio tra il XIV ed il XVII secolo.

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Le polifonie vitali di Charles Mingus

scritto da Francesco Bove il 18 febbraio 2010

mingusStefano Zenni, docente di Storia della musica afroamericana presso i Conservatori di Bologna e Pesaro oltre che a Siena Jazz, è l’autore di “Charles Mingus. Polifonie dell’universo musicale afroamericanoedito da Stampa Alternativa nell’ambito della collana “New Jazz People”. Il libro è incentrato principalmente sull’opera del grande compositore e contrabbassista jazz soffermandosi anche sulla sua vita e su un periodo storico americano difficile ma pieno di fermento culturale.

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“Shantaram”, l’epopea personale di G.D. Roberts

scritto da Dario De Cristofaro il 6 febbraio 2010

shantaramHo impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro“. È un incipit che si imprime all’istante nel cuore del lettore quello di “Shantaram” (Neri Pozza, 2005), scritto dal poliedrico Gregory David Roberts, scrittore dai trascorsi avventurosi e decisamente movimentati.

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Ricette per il matrimonio e l’adulterio

scritto da Daniela Allocco il 4 febbraio 2010

ricette-zivagoIl matrimonio, forse, è ciò che spesso la donna desidera, una famiglia, dei figli, ma poi il sogno si infrange e iniziano i problemi, le incomprensioni, le delusioni. Nel romanzo “Le ricette di Chole Zivago per il matrimonio e l’adulterio” (Garzanti, 2007) di Olivia Lichtenstein, ci sono tutti questi ingredienti, sempre attuali. La protagonista Chloe, psicoterapeuta di successo, ascolta e aiuta gli altri, ma non abbastanza se stessa quanto dovrebbe.

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“L’Anarchiste” di Francesca Mazzucato

scritto da Redazione il 29 gennaio 2010

anarchisteL’Anarchiste” (Aliberti, 2005) di Francesca Mazzucato non avrebbe potuto avere titolo migliore. Senza dubbio. Nulla si trova in questo libro di controllato o regolato. Tutto segue un proprio, travolgente corso. Un fiume in piena di emozioni, ricordi, sesso. Una serie di pagine liquide e dense allo stesso tempo, che ad ogni svolta, però, tagliano l’aria, la fendono come ali desiderose di assumere un assetto controllato e stabile. E invece sfuggono.

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Speciale Dino Campana 1: “Dolce illusorio sud”

scritto da Matteo Chiavarone il 19 gennaio 2010

dolce-illusorio-sudOgni volta che torna in mente il nome di Dino Campana si pensa ad un grande protagonista del novecento, ma soprattutto all’unico poeta italiano di questo secolo su cui sia sorto un vero e proprio mito di “maledettismo”: un mito che rimanda ad un’aria decadente tutt’altro che nazionale, un’aria “francesizzante” e squisitamente europea.

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Le poesie di Emanuele Marcuccio

scritto da Matteo Chiavarone il 9 gennaio 2010

per-una-stradaIn questa silloge poetica di Emanuele Marcuccio, “Per una strada” (Sbc, 2009), ci sono continui rimandi ad un senso profondo di immediatezza, l’attimo che viene colto nella sua bellezza furtiva, quella che appare e velocemente scompare. I testi della raccolta seguono una parabola che ha la durata di quasi un ventennio, segno che la poesia è frequentata con assiduità ma anche con il rispetto dovuto ad una forma artistica così nobile.

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I suoni della Bossa Nova

scritto da Francesco Bove il 7 gennaio 2010

chegaChega de Saudade (Angelica editore, 2005) è un libro di Ruy Castro. In un appassionato racconto, l’autore descrive personaggi, luoghi, immagini e suoni della bossa nova in un lavoro minuzioso destinato non solo agli appassionati di MPB ma a tutti coloro che sono desiderosi di scoprire una terra non sempre conosciuta attraverso alcuni suoi personaggi come Tom Jobim, ormai considerato il Gershwin brasiliano, o Joao Gilberto, inventore della famosa “batida”.

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“Il sangue dello scorpione”

scritto da Elena Romanello il 4 gennaio 2010

il-sangue-dello-scorpioneC’erano una volta i gialli e i romanzi storici: da un po’ di tempo sono comuni le mescolanze tra i due generi (e non solo quelle), e ci sono tanti gialli che sono anche romanzi storici, ambientati in epoche più o meno lontane, dall’antica Roma al Medio Evo all’epoca vittoriana. A questo genere misto appartiene di diritto “Il sangue dello scorpione” (Piemme, 2006) di Massimo Marcotullio.

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I non luoghi di Isabella Borghese

scritto da Matteo Chiavarone il 24 dicembre 2009

autogrillCon Subliminal autogrill e Minimal Hotel(18:30 Edizioni, 2009), piccolissimi volumi della collana “Microlit” diretta da Luca Moretti, Isabella Borghese penetra da una parte nel mondo dei non luoghi, quegli spazi costruiti con un fine specifico –transito, trasporto, commercio, tempo libero – e dall’altra nel rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi spazi.

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“Una storia impossibile” di Giorgio Tagliafico

scritto da Francesca Camponero il 21 dicembre 2009

storia-impossibileUna storia impossibile” (La Teca, 2009) di Giorgio Tagliafico è un breve ma intenso quaderno di appunti che trasporta i lettori in una dimensione “aliena”, rendendoli partecipi e protagonisti del viaggio di un uomo alla ricerca di sé stesso, dall’ordinario quotidiano allo straordinario di sempre. L’autore racconta di aver più volte desiderato scrivere la sua biografia, ma di aver sempre rimandato per pigrizia, ma è stato un fatto che gli ha cambiato la vita a fargli trovare la forza necessaria per portare a termine il suo progetto.

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“Heartjob”, Mazzucchelli racconta il nostro tempo

scritto da Matteo Chiavarone il 18 dicembre 2009

heartjobIn “Heartjob” (Il filo, 2008), opera prima del bravo Marco Mazzucchelli, abbiamo una serie di racconti vivaci e generazionali, ma non generazionalisti. L’autore gioca, facendo largo uso di un’ironia sottilissima e spesso nascosta, con una materia nient’affatto banale: il proprio tempo. Riprendendo un verso di Vasco Brondi, in questo “Heatjob” è messa sotto scacco l’indecifrabilità e l’evanescenza di “questi cazzo di anni zero”.

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Anime tagliate

3 febbraio, 2012