Le vacanze del topo che non c’era

Antonella Stoppini

Tagged: , , ,

Le vacanze del topo che non c'era-largeLe vacanze del topo che non c’era (Topipittori 2016) di Giovanna Zoboli e Lisa D’Andrea è una favola per riflettere su cosa conta davvero in un’amicizia.


L’estate stava arrivando e allora: “Partiamo”, disse il gatto. “Per dove?” chiese il topo, orecchie rosa e pelo rasato dal color grigio tenue. “Per dove vogliamo!” rispose il gatto dal pelo rigato bianco e grigio chiaro e le zampe bianche. Era promettente. Il topo aprì l’armadio, in cui vi erano dai giocattoli ai pantaloncini corti fino alle pinne da nuoto, e tirò fuori la valigia mentre il gatto prima prese la valigia e poi aprì l’armadio. Poi entrambi si misero a riflettere su cosa metterci dentro.

Il topo pensò che voleva andare al mare, perché l’aveva visto solo in cartolina. “Il mare era azzurro, più o meno color cielo. In alto, a destra, passava un gabbiano e lontano, all’orizzonte, si vedeva un’isola”. Invece il gatto non era mai stato in montagna ma l’aveva vista su una rivista e si ricordava che era tutta bianca come la neve. In basso a sinistra c’era uno slittino e al centro un paesaggio con lago, pini e montagne. “Sarà avventuroso”, pensarono entrambi. Finirono di fare la valigia “piene di cose dimenticate per l’emozione.

Una volta usciti di casa i due compagni di viaggio si trovarono alla stazione. Era una stazione graziosa, di quelle con l’orologio in fronte in modo che anche chi le guarda da lontano, o di notte sogni treni, sa che è arrivato il momento di partire. Entrambi gli animali erano emozionati di ritrovarsi e si salutarono con un “Ciao” esclamando “Si parte!”. Il gatto e il topo che non c’era decisero a testa o croce la loro meta. Perse il mare. Il gatto non aveva mai visto la neve né aveva mai conosciuto i suoi famosi cugini gatti montanari.

Quando arrivarono, era già tardi. La tavola era apparecchiata, gli ospiti, i cugini montanari dal colore rosso, grigio, bianco e nero e uno tutto bianco, aspettavano solo loro. Il giorno seguente il gatto, affacciato alla sua finestra accanto al topo, si era stupito che non ci fosse la neve. “È estate” esclamò il topo. La montagna era tutta verde come un campo di trifoglio. Nessun slittino né il lago e soltanto tre pini. Il felino rimase deluso. Il gatto, per movimentare il soggiorno, aveva proposto al topo una gita. Lo zio gli aveva raccontato che in gita ci si diverte molto: si canta e si raccolgono funghi, si mangiano panini e si cammina oppure ci si riposa sdraiati sull’erba profumata.

/ 38 Articles

Antonella Stoppini

Comments Closed

Comments for this post are now closed.