Blu come la notte

Alessandra Stoppini

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Blu come la notteBlu come la notte (Ponte alle Grazie 2016) di Simone van der Vlugt, rappresenta, dopo il clamoroso successo del bestseller “La ragazza con l’orecchino di perla” (1999) di Tracy Chevalier, il grande ritorno del romanzo che attraversa il Secolo d’oro olandese.


Paesi Bassi. De Rijp, marzo 1654. La venticinquenne Catrijn Barentsdochter era rimasta da poco vedova di Govert “un uomo come tanti, non particolarmente degno di attenzione”. Una settimana dopo il funerale nell’animo della giovane a prevalere era ancora il sollievo. Forse era una cosa sbagliata provare questa sensazione ma Catrijn non poteva fingere ripensando alle angherie fisiche e psicologiche di Govert. Ora era una donna libera perché tutte le proprietà del marito, dopo un solo anno di matrimonio, erano passate a lei. Infatti, Catrijn dopo aver venduto all’asta il bestiame e le masserizie della fattoria aveva deciso di lasciare il paese natale cercando di realizzare un suo antico sogno: mettere in piedi un’attività tutta sua, come dipingere vasellame, per esempio. Già da bambina Catrijn decorava i mobili con il succo delle rape rosse.

“Quando contadini ricchi e notabili del paese hanno cominciato a commissionarmi la decorazione di cassettiere e sgabelli, sono passata ai colori veri”. La prima tappa verso la nuova vita di Catrijn Barentsdochter era l’impiego di governante ad Amsterdam presso la famiglia del commerciante Adriaen van Nulandt, uno dei direttori della Compagnia delle Indie Occidentali. Catrijn era felice di andare a vivere in città, perché era lì che accadevano le cose, “ci sono divertimenti e passatempi e io voglio esserci”.

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Alessandra Stoppini

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