Le otto montagne

Alessandra Stoppini

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Le otto montagne“… al centro del mondo c’è un monte altissimo, il Sumeru. Intorno al Sumeru ci sono otto montagne e otto mari. Questo è il mondo per noi”. Nel romanzo Le otto montagne di Paolo Cognetti (Einaudi 2016), un vecchio nepalese indica al protagonista del libro la strada da percorrere d’ora in poi.


La passione per la montagna di Pietro era nel suo DNA scaturita da quel matrimonio di montagna tra suo padre e sua madre “mito fondativo della nostra famiglia”, celebrato ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, davanti alla chiesetta che c’è lì, una mattina d’autunno. Ciò che aveva unito i genitori di Pietro era stato il comune amore per le Dolomiti, se Giovanni Guasti saliva verso la cima senza dosare le forze, sempre in gara con qualcuno o qualcosa, senza mai fermarsi, sua moglie invece dopo un po’ di tempo aveva preferito sedersi sui prati, o immergere i piedi in un torrente, o riconoscere i nomi delle erbe e dei fiori. Marito e moglie reagivano in maniera diversa alla stessa nostalgia, emigrati entrambi a Milano dal Veneto contadino. Vagheggiare quindi la purezza delle alte quote, sognare il ghiacciaio del Monte Rosa, mentre in città in quel palazzone al settimo piano dove vivevano con Pietro, il frastuono delle automobili toglieva il respiro. Pietro aveva imparato dal padre il modo di andare in montagna, “la cosa più simile a un’educazione che io abbia mai ricevuto da lui”.

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Alessandra Stoppini

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