Una piccola libreria a Parigi

Alessandra Stoppini

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una piccola libreria a parigiJean Perdu, il libraio protagonista di “Una piccola libreria a Parigi” di Nina George (Sperling & Kupfer, 2014), “era diventato molto abile a ignorare ciò che poteva suscitare in lui un sentimento di nostalgia. Odori. Melodie. La bellezza delle cose”.
Nell’appartamento parigino semivuoto di Monsieur Perdu situato al civico 27 di Rue Montagnard, dove si potevano notare un letto, una sedia e un bastone per vestiti e nel soggiorno solo un gigantesco puzzle, dietro la parete di libri nel corridoio c’era una camera chiusa. Una camera che non veniva aperta da ventun anni, ventuno estati e ventuno mattine di capodanno. “In quella stanza un tempo c’era stato l’amore”, ora erano sepolti i sogni e il passato di un cinquantenne disilluso. Se quella sobrietà di vita nascondeva il fluire silenzioso dei suoi pensieri, “lo spazio bianco tra le immagini del passato, l’oscurità dei sentimenti”, era la Farmacia letteraria, la libreria galleggiante di Perdu, il balsamo nel quale lenire i propri dolorosi ricordi. “I ricordi sono come lupi, non puoi rinchiuderli e sperare che ti lascino in pace”. Erano tanti i clienti-lettori che frequentavano con assiduità la famosa e insolita libreria, una chiatta chiamata Lula che era ormeggiata nel caratteristico porticciolo degli Champs-Elyseés.
Jean era convinto che le pagine di un libro avessero il potere di curare un’anima ferita, proteggere dalla stupidità, dalla falsa speranza ricoprendo gli esseri umani di amore, forza e conoscenza. “È vita che viene da dentro”. A motivo di ciò Monsieur Perdu aveva regalato, oltre a un tavolo e una sedia, un libro “che consoli” alla sua nuova vicina, Madame Catherine Le P. La donna era stata appena abbandonata dal marito che si era trasferito “chissà dove” con la sua nuova fiamma, portando con sé i vecchi mobili. Grazie alla lettera d’amore scritta più di vent’anni prima dalla bella Manon – che il libraio finora si era ostinatamente rifiutato di leggere – trovata per caso da Catherine all’interno del tavolo regalatole da Perdu, quest’ultimo avrebbe lasciato una quasi estiva Parigi carica di fiori di tiglio e di aspettative per giungere in Provenza. Navigando attraverso una tortuosa Senna a bordo della libreria galleggiante, Jean, una volta arrivato in quella terra luminosa e odorosa di lavanda, avrebbe abbandonato il suo cuore in inverno e ritrovato il suo amore perduto. “Non esiste un libro che insegni anche a me a suonare la canzone della vita?”.
Una piccola libreria a Parigi che ha venduto oltre 200.000 copie in Germania ed è stato per 20 settimane in testa alla classifica di Der Spiegel è dedicato “A coloro che si sono persi. E a quelli che ancora li amano”. Il romanzo è accompagnato da gustose ricette provenzali e da una serie di “rimedi dal rapido effetto, per anima e cuore, che risolvono catastrofi sentimentali lievi e mediamente gravi” che si possono trovare in appendice al volume.
Non può che catturare la delicata storia del libraio solitario Jean che possiede il talento della “trasmiranza” cioè il dono “di riconoscere di che cosa avesse bisogno l’anima, come se gli parlasse”. Percepire e vedere attraverso la maschera dietro cui si nascondono molte persone. Perdu riusciva a capire “tutto quello che li preoccupa, quello che sognano e quello che gli manca”. Esistevano tre tipologie di clienti per Jean: quelli per i quali i libri rappresentavano l’unica boccata d’aria fresca nella loro soffocante quotidianità, i clienti che entravano nella sua barca chiamata Lula attratti dalla scritta Pharmacie littéraire, Farmacia letteraria e quelli che “si credevano dei re ma purtroppo non si comportavano come tali”. A ciascuno di loro Monsieur Perdu trovava il volume adatto, allo stesso modo nel quale il libraio si interessava della vita dei suoi stravaganti vicini di casa, perché Jean “stava inspiegabilmente meglio quando sapeva che a loro andava tutto bene”. Come non restare sedotti da un personaggio così generoso, fedele al ricordo della donna amata? “Lei era il respiro del mondo”.
Nina George nata nel 1973 ha iniziato la sua attività di scrittrice e giornalista fin dal 1992. Autrice di romanzi e racconti ha vinto numerosi premi in Germania. Vive ad Amburgo con il marito scrittore Jens Kramer.
Il romanzo Una piccola libreria a Parigi è tradotto da Valentina Rancati.
Autore: Nina George
Titolo: Una piccola libreria a Parigi
Editore: Sperling & Kupfer
Pubblicazione: 2014
Prezzo: 16,90 Euro
Pagine: 320

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Alessandra Stoppini

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