Una mutevole verità

Roberto Bisogno

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veritàUna mutevole verità di Gianrico Carofiglio (Einaudi 2014) segna la comparsa nel “giallo” italiano di un nuovo personaggio, le cui indagini investigative sono di certo destinate ad essere al centro di altre storie. E’ il maresciallo dei Carabinieri (un “omaggio” dell’Autore all’Arma nel bicentenario della sua fondazione) Pietro Fenoglio, un piemontese immigrato “controcorrente” a Bari, che ama la musica classica e che abbandonò gli studi classici per arruolarsi nell’Arma per rispetto alla memoria del padre. Un uomo, single, viene ucciso a coltellate alla gola nella cucina di casa sua abitazione. Il caso sembra risolto dopo poche ore dal momento che tutti gli indizi e le prove non sembrano lasciare dubbi e indicano l’omicida in un ragazzo, visto da una testimone fuggire dal palazzo e gettare l’arma del delitto in un cassonetto vicino al portone. Ma l’atteggiamento del presunto assassino e la mancanza di un movente rendono assai dubbioso Fenoglio. C’è qualcosa che non lo convince, ha la percezione che nel quadro complessivo dell’indagine ci sia qualcosa, che non è riuscito ad identificare, “fuori posto”. Decide di non accontentarsi, di approfondire l’indagine. L’esperienza gli ha insegnato che quando un’indagine prende un’accelerazione cosi immediata e rapida si corre sempre il rischio di metter a fuoco una cosa soltanto e di trascurare ogni altro dettaglio, che può rivelarsi decisivo. Perciò, ritorna sul luogo del delitto, ascolta di nuovo la testimone chiave, legge e rilegge con maggiore attenzione i verbali delle varie testimonianze nel tentativo di identificare quella che lui stesso definisce un’incoerenza, un elemento dissonante. La capacità di dubitare – è il messaggio dell’Autore in questo breve e godibilissimo romanzo – premierà il maresciallo Fenoglio portandolo alla soluzione del giallo.

Gianrico Carofiglio ha già preannunciato la pubblicazione a novembre di un nuovo romanzo che avrà di nuovo protagonista l’avvocato Guerrieri e, sempre in autunno, una “sorpresa”. Vedremo.

Gianrico Carofiglio, nato a Bari nel 1961, è uno degli scrittori italiani più venduti (quattro milioni di copie a tutt’oggi) e tradotti (in ben 24 lingue diverse). Figlio d’arte (sua madre è la scrittrice Enza Buono), è giunto all’attività letteraria solo dopo aver percorso una breve e brillante carriera di magistrato intrapresa a 25 anni, ricoprendo prima le funzioni di pretore a Prato, quindi di Pubblico Ministero a Foggia e conclusasi come Sostituto Procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia a Bari. Nel 2008 viene eletto Senatore nelle liste del Partito Democratico. Al termine del mandato parlamentare si ritira dalla vita politica e rinuncia alla Magistratura per dedicarsi interamente all’attività letteraria. Nella narrativa ha esordito nel 2002 con “Testimone inconsapevole” (protagonista l’avvocato Guerrieri, un personaggio di grande successo) con il quale ha ottenuto i primi Premi di una lunga serie di riconoscimenti. Dei successivi romanzi si ricorda: “Il passato è una terra straniera”, Premio Bancarella 2005, dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto da Angelo Vicari, “Le perfezioni provvisorie” (2010), “Il silenzio dell’onda” (2011) e “Il bordo vertiginoso delle cose (2013). Con il fratello Francesco, regista e illustratore, ha pubblicato “Cacciatori nelle tenebre” graphic novel che è stata a lungo nei primi posti delle classifiche, e, quest’anno, “La casa nel bosco”.

Autore: Gianrico Carofiglio
Titolo: Una mutevole verità
Editore: Einaudi
Anno: 2014
Prezzo: 12,00 Euro
Pagine: 118

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Roberto Bisogno

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