Quattro soli a motori: una storia che sa rischiare

Andrea Camillo

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quattro_soli_a_motoreQuello di Nicola Pezzoli non era un compito facile. In Quattro soli a motore (Neo Edizioni), l’autore ha provato a immaginarsi un mondo in miniatura, o meglio, a misura di bambino.

Corradino, il protagonista di questa storia, racconta in prima persona la sua estate del 1978, fatta di cinghiate paterne, scorrazzate tra i campi di granturco e disavventure con i bulletti di paese. Ma il mondo immaginato da Pezzoli non è solo questo.

Raccontare una storia dal punto di vista di un ragazzino di undici anni può essere arduo. Di romanzi di formazione ce ne sono a migliaia e sono davvero pochi quelli riusciti. L’autore di Quattro soli a motore, però, si misura con questa sfida e non ne esce poi così malconcio. Il suo Corradino è un personaggio autentico, così come autentica è la sua voce. Il lettore entra in contatto e si mescola con le sue paure, col suo amore ferito per la piccola Cristina che è pronta ad andarsene con la famiglia sul Veneto, con le umiliazioni inflitte da Glauco dalla sua spietata banda di ragazzini. Ma Pezzoli riesce anche a mettere sulla scena un padre manesco e una madre rassegnata e alcolizzata, costruisce una scenografia riprodotta al dettaglio, con gli odori, le luci e i contorni della campagna squallida di Cuviago, dove a tratti il paesaggio sembra quasi poetico se lo sguardo non comprendesse la statale piena di camion e i profili minacciosi delle fabbriche. La scena c’è e gli attori anche, con la vecchia zia Trude, la tenera nonna Corinna, la perfida viceprete De Ropp, don Gioele, il compagno di giochi Gianni e il misterioso signor Kestenholz.

Quattro soli a motore, così, ha tutto il necessario per tracciare i contorni di una vicenda semplice solo in apparenza, che quando meno te lo aspetti diventa sfuggente e appassionante. L’inizio, come detto, è di quelli classici: un protagonista di undici anni e la sua estate trascorsa tra le botte del padre, le avventure con l’amico Gianni e le incursioni nella misteriosa e paurosissima villa di Kestenholz, il vecchio centenario su cui circolano strane leggende che animano e turbano la fantasia dei due ragazzini. E la storia va avanti senza sorprese, mostrando le difficoltà economiche della famiglia di Corradino, le messe come chierichetto, le cattiverie dei bulli. Niente di nuovo sotto il sole? Quasi, perché a riaccendere l’attenzione arriva il mistero del taccuino rosso che, secondo Corradino, avrebbe degli strani poteri, in grado di decidere la vita e la morte delle persone.

Arrivati alla metà del romanzo, ci si interroga e si prova a immaginare cosa succederà, cosa salterà fuori. Le avventure di Corradino scorrono sotto una luce diversa e suscitano una curiosità e un’attesa che attira il lettore verso la fine, una fine rapida e incalzante, che a tratti disorienta e lascia appena appena la sensazione di essere capitombolati troppo velocemente. Ma a questo punto, la storia si è fatta avvolgente e il desiderio di andare avanti si tramuta quasi in sfida rivolta al romanzo e al suo autore, che gioca bene la sua partita, pur rischiando molto. Nella parte centrale di Quattro soli a motore, infatti, si corre il pericolo di rimanere invischiati in un temibile già visto e già sentito, che fortunatamente si supera abbastanza in fretta ma può minacciare non poco l’interesse. Per l’ultima parte, invece, Pezzoli ingrana la marcia a tiene il lettore inchiodato sulla pagina, offrendogli un finale avvincente, forse troppo rapido. Gli eventi corrono e bisogna essere abili per stare al passo. Nonostante questo, l’epilogo impreziosisce l’intera opera e rimedia ai nei sparsi qua e là. L’unica pecca che resta è quel dialetto a tratti troppo invadente. Una scelta che appare quasi gratuita, dal momento che l’autore ha saputo ricostruire con efficacia sia il contesto sociale e geografico della sua storia, sia la sua patina linguistica.

Nicola Pezzoli è nato in un angolo lacustre della Lombardia occidentale, nel 1967. Poiché sente di avere la narrativa nel sangue, ha deciso da tempo di non essere altro che scrittore, sfidando così un più che probabile futuro da clochard; mentre il suo alter Ego Zio Scriba – meno normale di lui – imperversa nel cyberspazio col blog “il linkazzo del skritore”. Ha esordito nel 2008 con Tutta colpa di Tondelli (Kaos Edizioni). Quattro soli a motore è il suo secondo romanzo.

Autore: Nicola Pezzoli
Titolo: Quattro soli a motore
Editore: Neo Edizioni
Pagine: 304
Prezzo:  15 euro

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Andrea Camillo

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