“Lo sguardo di Lily”

Alessandra Stoppini

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“Wilson, sei venuta a prenderti cura di me?”. “Sì, miss”. Nel romanzo Lo sguardo di Lily di Margaret Forster (La Tartaruga 2012), questo breve dialogo tra padrona e cameriera sarebbe stato l’incipit di un lungo rapporto nel quale la cameriera Lily Wilson avrebbe presto compreso l’importanza e il valore del legame che la univa alla sua padrona la poetessa inglese Elisabeth Barrett. “Sentiva che le era necessaria e dipendeva da lei, e rispondeva dando di sé più di quanto il mero dovere richiedesse”.

Londra 1844. Nella “casa rispettabile e accogliente” al numero 50 di Wimpole Street di Mr Barrett, Wilson, chiamata per cognome perché domestica, era giunta da Newcastle per prendersi cura della figlia preferita del padrone di casa. La fragile Elisabeth, dipendente dagli oppiacei, trascorreva la maggior parte del tempo rinchiusa nella sua stanza in compagnia dello spaniel Flush viziato e “ben nutrito”. La poetessa aveva avuto finora “una vita triste con tante malattie e delusioni”, circondata dall’amore del padre e degli 11 fratelli. In una stanza che sembrava una tomba, sempre surriscaldata perché Elisabeth temeva il freddo, la donna talmente “magra che sembrava una bambina”, si lasciava vivere perché la sua vera malattia “era l’infelicità”. Lo stesso anno dell’arrivo di Lily, Elisabeth aveva pubblicato Poems la sua prima raccolta di poesie che aveva ottenuto un buon successo. Una lettera “è del poeta Robert Browning sul mio lavoro. Sono contenta di averla ricevuta”, avrebbe cambiato il corso degli eventi. Anche se per Mr Barrett “la felicità di sua figlia era la cosa più importante del mondo”, egli era profondamente “contrario a tutti i matrimoni, chiunque sia lo spasimante”, quindi dopo essersi sposati di nascosto, Robert ed Elisabeth erano fuggiti verso l’Italia “dove il sole splendeva tutti i giorni”. “Era come se fosse su una giostra, tutto girava e l’euforia del movimento soffusa del desiderio che si fermasse”. Unica testimone della nascita del loro amore “era evidente che lì c’era amore in tutto il suo splendore” la fedele e devota Lily che aveva deciso spontaneamente di non abbandonare la sua padrona. “Verrai? Ci resterai fedele?”. La figura e l’impegno costante di Wilson sarebbero stati essenziali per Ars Barrett Browning sia durante il faticoso e sfibrante viaggio, sia durante la vita in Italia prima a Pisa e poi a Firenze “era vivace e piena di donne inglesi” a Palazzo Guidi e sia durante la gravidanza di Elisabeth e la nascita del piccolo Wiedemann chiamato Pen. “Un salto nell’ignoto, ecco cos’era. Tutta la sicurezza e tutta la stabilità sarebbero scomparse. La responsabilità della sua padrona sarebbe toccata a lei, per quanto buono fosse il marito”.

Lady’s Maid è il sensibile ritratto di un lungo rapporto, sfociato in confidenza e amicizia reciproca tra Elisabeth Barrett Browning e la sua governante. Nelle lunghe lettere che Lily inviava alla madre “lei scrive e scrive, mamma… ”, alle sorelle e alle amiche Lizzie Treherne e Minnie Robinson, governante di casa Barrett, piano piano il lettore scopre il mondo di Elisabeth visto attraverso lo sguardo acuto, partecipe e intelligente di Lily. È, infatti, la devota governante, la protagonista di questo bel volume, la sua vita all’ombra di una delle più stimate poetesse della letteratura inglese del XIX secolo. Nella postfazione l’autrice precisa che “in questo romanzo fatti e finzione sono stati intrecciati così strettamente che potrebbe essere utile sapere esattamente in quale misura siano basati sulla realtà. Elisabeth Wilson è realmente esistita… ”. Non era stato semplice per Lily lasciare la madre e le sorelle anche perché “ciò che lei amava era il familiare, lo sperimentato. Per lei non c’era piacere nel cambiamento”. E invece Lily avrebbe conosciuto Londra, Parigi e l’Italia, imparato ad amare la poesia, la bellezza annullando la propria esistenza a favore di quella della sua padrona, sempre un passo indietro, su e giù per le scale, devotamente fedele fino alla scomparsa della poetessa avvenuta nel 1861, nonostante tutto. “Adesso poteva essere se stessa e non avvelenare quello che le restava della propria vita con rimpianti e risentimenti”.

Margaret Forster è nata a Carlisle in Gran Bretagna nel 1938. Romanziera, biografa e critica letteraria, è una delle scrittrici inglesi più amate e acclamate. Tra i suoi maggiori successi ricordiamo le biografie su Elizabeth Barrett Browing e Daphne Du Maurier e i romanzi Diary of an Ordinary Woman, Is there Anything You Want?, Over e Isa and May. Per La Tartaruga edizioni nel 2010 è uscito Lasciando il mondo fuori che ha conseguito un buon successo di critica e pubblico.

Lo sguardo di Lily è tradotto da Fenisia Giannini Iacono

Autore: Margaret Forster

Titolo: Lo sguardo di Lily

Editore: La Tartaruga

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 22,00 Euro

Pagine: 564

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Alessandra Stoppini

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