Manuela Mandracchia legge “Una stanza tutta per sé”

Alessandra Stoppini

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La bella voce di Manuela Mandracchia racconta Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf (Emons Audiolibri 2011), saggio evergreen della scrittrice britannica universalmente riconosciuta come uno dei più eminenti letterati del XX Secolo. “Se vuole scrivere romanzi, una donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sé”. Il libro che si basa su due conferenze tenute dall’autrice presso l’Arts Society di Newnham e l’Odtaa di Girton nell’ottobre del 1928, fu pubblicato per la prima volta il 24 ottobre del 1929.

Con uno sguardo critico e ironico la scrittrice affrontava il tema non facile della rivendicazione dei diritti femminili proprio negli anni in cui in Inghilterra il dibattito sull’emancipazione della donna era al culmine. “La verità è che spesso le donne mi piacciono. Mi piace il loro anticonformismo. Mi piace quel loro essere così complete. Quel loro essere anonime”. Scrittrice, saggista e attivista all’interno dei movimenti femministi per il suffragio alle donne, Virginia esortava le giovani allieve ad avere un luogo riservato per impegnarsi nella scrittura e nell’arte in generale, per accedere alle porte del sapere, fino allora appannaggio solo dell’uomo. Per potersi quindi esprimere pariteticamente. Un luogo visto soprattutto come posto dell’anima, trascendentale per realizzarsi, per essere se stesse. Indispensabile però “avere cinquecento sterline l’anno” perché l”indipendenza economica era necessaria allora, come lo è oggi, per svincolarsi dalla tutela del padre, fratello o marito. “È davvero straordinario il cambiamento di carattere che il possesso di una rendita fissa è in grado di produrre. Nessuna forza al mondo può portarmi via le mie cinquecento sterline. Cibo, alloggio e vestiario sono miei per sempre. Pertanto cessano di esistere non soltanto gli sforzi e la fatica, ma anche l’odio e l’amarezza. Non ho bisogno di odiare nessun uomo; egli non può ferirmi. Non ho bisogno di adulare nessun uomo; egli non ha niente da darmi”. Parole forti, dure, anticipatrici che fanno di A Room of One’s Own un saggio da tenere sul comodino, da leggere e rileggere e ora anche da ascoltare grazie alla voce potente, vibrante e appassionata di Manuela Mandracchia, una delle attrici più affermate del teatro italiano. L’audiolibro simbolicamente esce l’8 marzo, Festa della Donna. “Nessun essere umano deve precluderci la visuale; se guarderemo in faccia il fatto – perché è un fatto – che non c’è neanche un braccio al quale appoggiarci ma che dobbiamo camminare da sole e dobbiamo entrare in rapporto con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne… ”.

Manuela che cosa ha significato per Lei leggere Una stanza tutta per sé? Conosceva già le opere della Woolf? Sì, conoscevo le sue opere e inoltre molti anni fa avevo partecipato insieme a tanti giovani attori a uno spettacolo con la regia di Alessandro Fabrizi dal romanzo Le onde di Virginia Woolf. Erano racconti/monologhi di sei personaggi che avevamo portato in scena quasi integralmente. E recentemente ho letto in teatro anche Orlando. È una scrittrice che ho frequentato quindi e quando Emons mi ha offerto di fare un audiolibro di una STANZA TUTTA PER SÈ ero molto felice. La scrittura della Woolf è una scrittura ironica, anche se spesso il suo personaggio è principalmente connesso con il tema della depressione. Ed è un’ironia che appare anche nei testi delle due conferenze che si trovano in Una stanza tutta per sé che parlano della donna in rapporto con la letteratura. È stato da parte mia un ricollocarmi come donna nella lettura della Woolf. Ho riflettuto sul fatto di cosa significhi lavorare oggi per una donna nel mondo dell’arte e dello spettacolo, confrontandosi con questa grande autrice che un secolo fa aveva riflettuto sullo stesso tema.

Quali sono le ragioni che rendono il saggio sempre attuale? Da allora molte cose sono cambiate perché negli anni Venti del XX Secolo per una donna era veramente complicato esprimersi come scrittrice, pittrice e artista in generale. Ancora oggi però, nel Duemila, le donne sono costrette a fare tanti mestieri contemporaneamente: mogli, madri, figlie e donne lavoratrici Saper gestire tutto insieme e bene diventa complicatissimo. Quando una donna si dedica a se stessa, al suo lavoro e alla sua arte ancora agli occhi del mondo sembra tempo rubato.

Le donne del terzo Millennio hanno ancora bisogno di una stanza tutta per loro? Certamente sì! Ancora oggi non è così scontato che una donna abbia un tempo e uno spazio tutto per sé.

Investire nelle donne converrebbe alla società dal punto di vista dello sviluppo economico. Ma sono molte le cose che dovrebbero cambiare nell’organizzazione del mercato del lavoro” è l’incipit di un interessante articolo di Chiara Saraceno del 20 febbraio scorso sul quotidiano La Repubblica. Condivide l’opinione della sociologa? Sì, condivido perché molte cose dovrebbero cambiare. Come si può aiutare o tutelare una madre lavoratrice? Per potersi realizzare in ambito lavorativo la donna o deve avere a disposizione una grande quantità di denaro o deve essere sola. Devono cambiare molte cose, la strada è ancora lunga. Innanzitutto si potrebbe partire dalle quote rosa! Ce n’è di lavoro da fare!

Il fenomeno audiolibro è in continua espansione di vendite. Cosa ne pensa di questo successo? È una grande opportunità per diffondere la letteratura attraverso l’interpretazione di un attore che sia più o meno famoso. Inoltre secondo me sentirsi raccontare una storia ci riporta un po’ al tempo dell’infanzia, quando ci raccontavano le storie. Leggere in un luogo appartato, in totale solitudine sviluppa la propria fantasia è vero ma la voce di un attore che restituisce corpo a una parola scritta può far fare al “lettore” viaggi sorprendenti ed emozionanti. Infine l’audiolibro ci da anche modo di riscoprire classici dimenticati, meno frequentati.

Qual è la differente esperienza di lettura tra l’audiolibro e le Sue letture dei romanzi nella trasmissione Ad alta voce su Radio3? Per quanto mi riguarda, non c’è una grande differenza. La differenza è semmai tra romanzo e romanzo. Ci sono libri che sono di più facile lettura, altri invece che hanno un periodare più complesso, altri ancora che usano molto il discorso diretto tra più personaggi. L’attore di volta in volta deve trovare la chiave per restituire il romanzo all’ascoltatore-lettore.

L’audiolibro Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf letto da Manuela Mandracchia sarà presentato domenica 11 marzo alle 19 Sala A (Verde) del Garage nell’ambito della terza edizione di Libri Come la rassegna che si svolgerà da giovedì 8 a domenica 11 marzo negli spazi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Alla presentazione saranno presenti Nadia Fusini e Maria Antonietta Saracino. Letture di Manuela Mandracchia. L’incontro-dibattito avrà il titolo: Abbiamo ancora bisogno di una stanza?

Virginia Woolf (1882-1941) è una della più importanti e significative scrittrici inglesi. Tra le sue opere ricordiamo La signora Dalloway, Al faro, Orlando e Le onde.

Manuela Mandracchia ha lavorato, tra gli altri, con Luca Ronconi, Massimo Castri e Mauro Avogadro. Nel 2007 ha vinto il Premio ETI con lo spettacolo Roma ore 11, tratto da un’inchiesta di Elio Petri. È una delle interpreti più amate della rubrica Ad alta voce su Radio3.

Autore: Virginia Woolf

Titolo: Una stanza tutta per sé. Letto Manuela Mandracchia

Editore: Emons Audiolibri

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 15,90 Euro

1 CD Audio formato MP3

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Alessandra Stoppini

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