“Gli studenti di storia”

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Otto studenti si preparano per l’ammissione all’università. I giovani neo-diplomati di una scuola superiore di Leeds, per una brillante idea del preside, dovranno accedere al corso di laurea in storia di Oxford. Tre professori li seguiranno passo passo nel loro apprendimento. È proprio durante questo corso propedeutico, ambientato negli anni Ottanta, che l’autore Alan Bennett ha deciso di scrivere Gli studenti di storia (Adelphi, 2012), commedia in due atti. Può un gruppo di studenti, uscito da un istitituto non proprio di alto livello, riuscire a frequentare una delle più prestigiose università al mondo? Quale ruolo gioca l’istruzione ricevuta? Trascurabile, se si sanno usare le tecniche giuste. L’esame è come una prova teatrale dove gli esaminati convincono i loro commissari. Ne sa qualcosa Rudge, per cui la storia è una serie di stronzate messe in fila. Il golf è la sua passione, non certo le vicende di Napoleone o di Hitler. Verrà ammesso ad Oxford come gli altri sette. L’importante è essere originali, far finta di essere padroni della materia, di aver capito che la storia è cambiamento. Proprio come Dakin, il cui tema sulla seconda guerra mondiale ha un metodo d’analisi storica del tutto assimilabile alla più brillante letteratura ucronica. Cosa sarebbe successo se, nel 1940, Halifax avesse accettato il ruolo da primo ministro anziché Churcill? Oppure se il generale Gott avesse preso il posto di Montgomery al comando dell’ottava armata?

Spirito critico, innovazione nell’indagine storica sono le caratteristiche che più possono impressionare i commissari e non le fanno mancare di certo Hector ed Irwin. Questi due professori, immaginati da Bennett, sono la risposta reale ai bisogni educativi, non soddisfatti, dell’autore. Rispetto alla professoressa Lintott, persona solida, quadrata, pragmatica, che ricorda tanto Hill, un suo vecchio professore delle superiori, questi due eccentrici personaggi stimolano lo spunto critico nello studio della storia. Oltre a questo altri elementi autobiografici s’innestano nella commedia arricchendo un pesante interrogativo: quanto conta il caso nelle vicende della vita e nella storia umana? Un peso significativo può averlo avuto per lo stesso Bennett che ripropone nella sua opera un’esperienza vissuta in prima persona. Quando decise di prendere la borsa di studio a Oxford fu stimolato dall’illusione di poter essere considerato dal ragazzo di cui era innamorato. Lo stesso sentimento, provato dallo stesso Posner per Dakin e non contraccambiato. In un turbinìo di gag, discussioni filosofiche, bassezze della vita quotidiana, Alan Bennett ci fornisce uno sguardo critico dai toni leggeri sul significato della cultura.

Alan Bennet è  uno scrittore e drammaturgo inglese. Dopo aver vinto una borsa di studio a Oxford e aver conseguito la laurea presso L’Exeter college è diventato ricercatore in storia medievale.

Autore: Alan Bennett
Titolo: Gli studenti di storia
Editore: Adelphi
Anno: 2012
Pagine: 178
Prezzo: 12 Euro

Articolo di Lorenzo Carrega

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