Cinema: da Lumière al digitale nel breviario di Moscariello

Chiara Pieri

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Dedicato agli appassionati del grande schermo o anche semplicemente a chi desidera approfondire i meccanismi e il linguaggio della settima arte, il Breviario di estetica del cinema (Mimesis, 2011) di Angelo Moscariello è un percorso teorico-critico alla scoperta delle evoluzioni e dei cambiamenti che in poco più di cent’anni hanno portato dalla pellicole al cinema digitale.

In principio erano i fratelli Lumière, che in una Parigi di fine ‘800 proiettarono per la prima volta le “vedute animate”.  Poi è stata un’escalation continua,  dai film muti degli anni ’20 all’avvento del sonoro,  dall’industria hollywoodiana, che ha canonizzato i generi e consacrato i divi, alle correnti e agli sperimentalismi dei grandi maestri,  passando per la nouvelle vague e il post-modernismo e arrivando fino al giorno d’oggi, tra digitale e 3d.

Nonostante l’evoluzione della tecnica, quello che accomuna il cinema di ieri e di oggi è la sua natura profondamente “democratica”, perché il cinema è : “un’arte che sa parlare a tutte le fasce di pubblico”, riuscendo a coniugare “momenti di autentica poesia con momenti di autentico intrattenimento”.  Proprio per la sua capacità evocativa e immaginifica il cinema è anche un’arte magica e affascinante, perché, come spiega efficacemente Moscariello, i film dialogano direttamente con l’inconscio dello spettatore, prestandosi a molteplici chiavi di lettura e creando un legame indissolubile tra realtà e finzione.

Se, tuttavia, non ci si vuole limitare a una pura fruizione, ma si vuole anche “leggere” un film è necessario conoscere le basi del linguaggio cinematografico e i grandi passaggi che ne hanno decretato lo sviluppo e il cambiamento. Con questo intento Moscariello prende per mano il lettore e lo accompagna lungo un percorso che si snoda tra immagini filmiche e inquadrature, tra intenti registici e ruolo degli attori, tra il rapporto con la pittura a quello con la letteratura e il teatro, senza tralasciare un accenno alla storia del cinema e alle riflessioni dei maggiori critici, da Artaud a Godard.

Non è indispensabile essere un cinefilo per addentrarsi nelle dinamiche del linguaggio filmico, ma la conoscenza di alcune pietre miliari della storia del cinema (da Ejzenstejn a Murnau, da Hitchock a Kubrik, da Truffaut ad Antonioni)  è condizione necessaria per assaporare al meglio il manuale di Moscariello. Una volta finito il libro, non vi resta far altro che immergervi nel buio di una sala cinematografica e godervi il fascino e le suggestioni dell’arte dell’immagine e del movimento.

Angelo Moscariello, critico e saggista, è docente di Storia del Cinema presso l’Accademia dell’Immagine dell’Aquila. Tra le sue pubblicazioni Claude Chabrol (Firenze, 1977), Come si guarda un film (Bari, 1982), Come si gira un film (Roma, 1995), Horror (Milano, 2008), Gag. Guida alla comicità slapstick (Roma, 2009), Cinema e pittura (Bari, 2011).

Autore: Angelo Moscariello
Titolo: Breviario di estetica del cinema
Editore: Mimesis
Anno: 2011
Pagine: 141
Prezzo: 14 Euro

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Chiara Pieri

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