Pakistan Express: dichiarazione d’amore tra storia e cucina

Michela Gelati

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pakistan-expressOltre alle tristi cronache dei giornali, della cultura e tradizioni del Pakistan si legge poco o nulla in Italia. Prova a rimediare la scrittrice italo marocchina Anna Mahjar Barducci nel bel libro Pakistan Express (Lindau, 2011).

Con un’introduzione di Oliviero Toscani, il volume ci porta a conoscere il Paese asiatico in modo brillante, leggero ma sempre attento alle contraddizioni, i rischi politici e la miseria che ancora attanagliano il Paese.

La scrittrice parte proprio da Abbottabad, la cittadina nel Nord del Pakistan dove è stato trovato e ucciso Osama Bin Laden, e tratteggia in veloci ed efficaci capitoli, come piccoli quadri senza la pretesa di diventare trattati di storia e geopolitica, storie, cultura e tradizioni di un Paese in bilico tra antico e moderno, enormi ricchezze e estreme povertà, e le tendenze oscurantiste di una parte della società e del clero e il pericolo del terrorismo, a cui fa da contraltare  il coraggio di tanti giovani che sognano un futuro diverso per sé e per il proprio Paese.

Dalle feste nascoste, persino party sfrenati che nulla hanno da invidiare a quelli dei ragazzi occidentali, alle giovani donne che lottano per i propri diritti e non accettano di dover indossare solo il shalwaar kamez, la veste tradizionale per le donne pakistane, che ne nasconde le forme, fino agli intellettuali pakistani esuli all’estero. Dalle antiche città alla bellezza struggente della natura, vallate, ghiacci e boschi tra le più alte montagne della terra, “le vallate verdi, la via della Seta che conduce al mitico K2 e poi il mese dei monsoni, quando l’aria si carica di umidità e calore e le abbondanti piogge producono quasi l’effetto di un rituale di purificazione”.

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Michela Gelati

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