Nando Vitali e il racconto delle foibe

Chiara Pieri

Tagged: , , ,

imortinonserbanorancoreLa tragedia delle foibe e delle battaglie nel Carso riemergono in tutta la loro atrocità nel romanzo di Nando Vitali, I morti non serbano rancore” (Gaffi). A raccontarle è Lorenzo, figlio del Capitano Goretti, che ai giorni nostri, prova a ricostruire la storia di suo padre e della sua famiglia. Non è un libro di guerra, ma sulla guerra, non un testo di Storia, ma un romanzo che prova a ricostruire la storia personale di un singolo, sopravvissuto agli orrori del secondo conflitto mondiale e a una delle più controverse e meno appurate vicende degli scontri: le foibe.

È un’umanità straziata quella che emerge dal romanzo di Nando Vitali, devastata dalle atrocità della guerra, che mischia per tempi che sembrano interminabili i vivi e i morti e impedisce ai sopravvissuti di riprendere in mano il corso delle proprie esistenze. Non può non venire in mente Primo Levi e il suo Sommersi e salvati e quel senso di colpa che i reduci si portano incollato addosso, senza poter far nulla per eliminarlo. Tuttavia il racconto di Nando Vitali, non è solo la cronaca di una guerra e di un ritorno, ma anche e soprattutto una riflessione poetico-filosofica sul tempo, sulla vita, sull’amore e sulla morte.

/ 155 Articles

Chiara Pieri

Comments Closed

Comments for this post are now closed.