Selvaggi, eremiti o new age? Gnostici

Michele Lupo

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un-segreto-di-boschi-e-di-stelleC’è anche l’Italia in questo romanzo americano intriso di suggestioni on the road ma in versione wilderness. David Guterson, l’autore di “Un segreto di boschi e di stelle“, adombra nel romanzo pubblicato da noi dalla Longanesi, vicende autobiografiche in una narrazione fluviale e non di rado prolissa. Neil, il narratore, in Italia incontra peraltro Jamie, la connazionale che diventerà sua moglie.


Dalle Dolomiti a Roma secondo le parole dell’autore, l’Italia è ancora un luogo dell’immaginario, di quello romantico per la precisione. Con il che ci s’imbatte nel limite più evidente del libro, di cospicua mole peraltro: quello di una certa facilità di intenti – meno di resa stilistica, non straordinaria ma dignitosa – che attraversa un po’ tutto il senso della storia. Il mondo della natura, selvaggio, come sfera mitica dal sapore un po’ new age – a mio avviso accentuato dal titolo della traduzione italiana Un segreto di boschi e di stelle (in luogo di “The Other”), e dallo stesso concept editoriale, copertina inclusa, dal paratesto insomma, considerata evidentemente l’appetibilità dell’operazione per un pubblico consistente.

Sono i primi anni Settanta quando inizia l’amicizia fra John e Neil. Andarsene a zonzo, dormire dove capita, godersi la natura e desiderare di scoprire i segreti nascosti della vita, sono tutt’uno. Le differenze di classe fra i due non sembrano un problema. Solo che John, il ragazzo più che benestante, prenderà sul serio ciò che ha vissuto da giovane e finirà con il vivere un’esperienza estrema lontano dal mondo. Chiuso in una grotta accucciata in un bosco che solo l’amico conosce. Un libro mainstream sulla ricerca dell’autenticità, dunque. All’amico narratore (scrittore e insegnante, come l’autore), il compito di testimoniare la vicenda.

Il libro è stato avvicinato a quello di Krakauer, Nelle terre estreme, e al film Into the wild di Sean Penn. Nemmeno questi due titoli ci hanno fatto impazzire – il libro di Krakauer lo abbiamo abbandonato presto.

Il fatto è che a fronte di un messaggio non particolarmente originale il romanzo dispiega una messe di mezzi spropositata. L’accumulo di dettagli diegetici è impressionante. Si sprecano i nomi di oggetti, riviste, libri, mobili, luoghi, città, fiumi, colline, ci si perde in una miriade di fatti inutili, di considerazioni mai particolarmente impressionanti – l’eremitaggio del co-protagonista sembra inficiato dallo spessore multistrato di questa narrazione fagocitante, ampollosa, svelta ma pedante insieme. Sembra quasi che l’alacrità narrativa voglia esorcizzare la scelta autocratica dell’amico. La superfetazione dei nomi è accentuata inoltre dal deragliamento della visione: si fuma marijuana in questa storia, si prova l’LSD, perciò “si vede “ di tutto. L’ingordigia narrativa, l’acribia descrittiva mandano avanti la storia in maniera un po’ macchinosa; l’inventario di clichè legati al vagabondaggio fa altrettanto.

Vero che non mancano momenti interessanti, Guterson è uno scrittore che sa il mestiere, si destreggia con abilità nella mole ragguardevole del mondo rappresentato; i due personaggi non sono rappresentanti di quella che alcuni definivano ai tempi sottocultura, non sono nemmeno new age sprovveduti; sanno se mai di gnosticismo, sono piuttosto attrezzati quanto a riferimenti culturali; ma resta l’ingolfamento materiale degli oggetti, e la stessa scelta estrema – non priva di elementi oscuri – dell’amico del narratore non toglie il sonno.

David Guterson, nato a Seattle nel 1956, è l’autore del bestseller La neve cade sui cedri, vincitore di numerosi premi, da cui è stato tratto l’omonimo film interpretato da Ethan Hawke.

Autore: David Guterson
Titolo: Un segreto di boschi e di stelle
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 352 pagine
Prezzo: 18,60 euro

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Michele Lupo

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