Fratelli divisi dalla fede: intervista a Tahmima Anam

Michela Gelati

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suonodelrespiro-edella-preghieraPeccato per la versione italiana, perché il titolo originale (“The Good Muslim”) de “Il suono del respiro e della preghiera(Garzanti 2011), nuovo romanzo di Tahmima Anam, è ben più evocativo e rappresentativo del secondo libro della scrittrice bangladese, che come già fatto nel suo esordio “I giorni dell’amore e della guerra” riesce a partire dal piccolo (la famiglia, i rapporti tra fratello e sorella) per parlare di temi grandi e di stretta attualità.

In questo caso, la fede e i diversi approcci ad essa di un fratello e una sorella, Sohail e Maya. Lei scettica verso l’Islam, lui, soldato durante la guerra di liberazione del Bangladesh dal Pakistan negli anni ’70, protagonista di una radicale e inaspettata conversione. Per Maya, medico e attivista politica, Sohail è ormai un estraneo: ha bruciato tutti i suoi libri tranne il Corano, è diventato un fanatico religioso e ha iniziato a predicare, seguito da folle di credenti che lo venerano come un musulmano esemplare. Ha un figlio, il piccolo Zaid, che si aggira per la grande casa di famiglia dimenticato dal padre e lasciato completamente a se stesso.

La Anam non ci dice cosa è giusto e sbagliato, “Il compito di uno scrittore non è dare risposte, ma suscitare domande” spiega. “Ho scelto un titolo provocatorio, volevo far riflettere su cosa voglia dire essere un buon musulmano, ma anche un buon padre, un buon cittadino. Una brava persona, insomma”.

Perché hai deciso di parlare ancora del Bangladesh degli anni ’70 e ’80, degli anni immediatamente successivi alla guerra d’indipendenza?
“La guerra d’indipendenza non è qualcosa di passato, ma un momento fondamentale per la storia del Bangladesh, e ancora molto presente nella vita sociale e politica dei cittadini: dopo la guerra le persone non sapevano dove andare, cosa fare delle proprie vite, il Paese era a pezzi. Tutti ricordano gli anni della guerra, compresi i politici che la usano spesso per fini elettorali.”

Perché la famiglia sembra ancora essere il miglior punto di vista, in letteratura, per parlare di società, religione, politica?
“La famiglia è un microcosmo in cui c’è tutto: società, politica, amore. È il terreno più fertile per uno scrittore. Ho pensato prima di tutto al personaggio di Sohail: mi interessava capire come una persona diventa molto religiosa e che conseguenze questa “conversione”, e le differenze di approccio alla fede possono avere per la vita di una famiglia.”

Le donne hanno un ruolo importante in entrambi i tuoi romanzi, non solo per la famiglia ma per la società intera. Al lettore occidentale può sembrare strano, pensando a un Paese conservatore come il Bangladesh.
“Il tema delle donne mi sta molto a cuore: quando si parla di Paesi poveri come il Bangladesh si pensa che le donne abbiano un ruolo marginale nella società, le si immagina solo confinate tra le mura domestiche. Invece le bangladesi durante la guerra le donne lavoravano nei campi profughi e negli ospedali curando malati e feriti, hanno creato movimenti di liberazione diventando attiviste politiche anche di primo piano. Come Maya, donna molto determinata nel suo ruolo di attivista, ma attraverso il rapporto con il nipote, il piccolo Zaid, riscopre anche il suo istinto materno.”

Come vedi il Bangladesh di oggi?
“È un Paese ancora molto povero, ma c’è grande ottimismo e desiderio di cambiamento. Complice anche la crescita economica che ha interessato l’Asia, e che viene vista come uno stimolo a crescere. Non solo nell’economia: la scena culturale bangladese è molto vivace e variegata, i prossimi saranno gli anni del Bangladesh sulla scena letteraria internazionale.”

Tahmima Anam è nata a Dacca, in Bangladesh, nel 1975. È cresciuta tra Parigi, Bangkok e gli Stati Uniti, dove si è laureata in antropologia sociale ad Harvard. Ha pubblicato articoli e racconti su The New Statesman e Granta. Il suono del respiro e della preghiera è il suo secondo romanzo. Attualmente vive a Londra, ma torna spesso nel suo Paese d’origine.

Autore: Tahmima Anam
Titolo: Il suono del respiro e della preghiera
Editore: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 17,60 euro
Pagine: 312

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Michela Gelati

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