L’invenzione della scrittura

Michele Lupo

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invenzione-scritturaLouis Godart, professore di Filologia Micenea all’Università di Napoli “Federico II”, Accademico dei Lincei, e molte altre cose, ricostruisce ragioni e modalità e conseguenze dell’invenzione fondativa dell’uomo (o almeno, di una certa idea dell’uomo): la scrittura. Antiche civiltà dell’Egeo. Creta e la Grecia continentale come scenari originari. Ma anche Anatolia, ittiti, popoli mesopotamici. L’Egitto. Il grande Mediterraneo di cui siamo ancora figli forse inconsapevoli, insomma.

Non manca niente in questa storia fondamentale della specie umana. Perché gli albori della scrittura scrivono – è il caso di dire – una traccia nuova nella vita dell’uomo. “L’invenzione della scrittura” (Einaudi, 2011), ossia di una pratica in virtù della quale niente è più stato come prima, ha poi determinato nell’articolazione difforme di codici differenti, anche peculiari modelli sociali, e persino religiosi.

E dunque, storia del geroglifico cretese, della lineare A, della lineare B e della scrittura cipro-minoica. Della loro decifrazione. Godart mostra come la nascita della scrittura fosse il risultato di un processo evolutivo inarrestabile, legato alle necessità di disposizioni amministrative, di codici di legge, di sistemazioni economiche: della vita organizzata nel suo complesso. Di ordinamento dei sistemi sociali e politici. Tutto nel grande bacino del Mediterraneo, per secoli il centro del mondo, crocevia di scambi culturali e scontri militari, contaminazioni inevitabili di mondi in conflitto o avvicinati attraverso l’elaborazione delle prime scritture: ideografiche, sillabiche e alfabetiche.

Concentrandosi sui popoli che nell’età del bronzo hanno abitato il bacino del Mediterraneo, lo studioso riassume i passi decisivi nelle vite degli archeologi che per primi hanno ricercato e studiato i segni incisi (Schliemann, Evans, Ventris e Champollion); ripercorre luoghi e oggetti dell’archeologia mediterranea (le tombe di Micene, il palazzo di Cnosso a Creta, i resti di Troia, la stele di Rosetta e l’enigmatico disco di Festo).

La prima edizione del libro è del 1992. Altre scoperte nel frattempo hanno aggiornato le conoscenze sull’argomento. Godart ne tiene conto ma non manca di notare che sostanzialmente restano nel solco tracciato dai suoi studi. Che restano un ottimo esempio di storia materiale, ossia di quella visione del mondo in cui i segni concreti e tangibili dell’esperienza non sono accidentali rispetto ad astratti principi “spirituali” ma ne costituiscono le stesse determinazioni di base. Scrittura e supporto materiale, grafia e architettura, ordine dello spazio e ordine simbolico dei segni sono intrecciati in un unicum indissolubile. Chi volesse conoscerne alcuni dei tratti sorgivi legga il libro di Godart.

Louis Godart insegna all’Università di Napoli, e dal 1982 dirige la missione archeologica di quella stessa università a Creta. Presso Einaudi ha pubblicato: Il disco di Festo. L’enigma della scrittura, L’invenzione della scrittura e con Gianni Cervetti L’oro di Troia. La vera storia del tesoro scoperto da Schliemann.

Autore Louis Godart
Titolo: L’invenzione della scrittura. Dal Nilo alla Grecia
Editore Einaudi
Anno di pubblicazione:
2011
Prezzo: 24 euro
Pagine: 318

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Michele Lupo

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