“I canti di Maldoror” (Feltrinelli, 2010) sono un caposaldo della letteratura maledetta dell’ottocento. Si tratta di una raccolta di sei canti, poemi in prosa, scritti dal Conte di Lautréamont, pseudonimo di Isidore Ducasse. Apprezzato successivamente dai surrealisti, “I canti di Maldoror” sono fondamentali e insuperati ancora oggi, visionari ed eccentrici, geniali e compatti.
Lautréamont li scrive febbricitante, il suo stile è ossessivo e nevrotico, asfissiante, le vicende richiamano alla memoria una filosofia sadiana imbevuta di maledettismo rimbaudiano e le immagini offerte, crudeli, necessarie per descrivere l’orrore di una società ipocrita e bestiale, sono presentate con poesia e vigore.
Lo scrittore, morto a 24 anni, è una vera e propria meteora nella letteratura francese e Maldoror, angelo del male, grida disperatamente contro un Dio spietato, “straccione ebbro” o addirittura “frequentatore di prostitute”. Nei sei canti vuole mostrare all’uomo il silenzio di un Dio complice, che ha creato l’uomo appoggiandone addirittura i difetti e i vizi, un Dio che viene costantemente insultato da Maldoror ed estromesso dal suo mondo.
Pur essendo accostabile, per certi versi, a Baudelaire, a Byron e, addirittura, a Poe, nei “Canti di Maldoror” non c’è spazio per l’amore ma solo per la crudeltà, la rabbia e l’aggressione, anche fisica, messa a punto con veri e propri strumenti di tortura. Sono versi liberi, senza freni, variegati e catartici, potenti e blasfemi, non sono di facile lettura, pongono dinanzi al lettore un labirinto da percorrere, pieno di ostacoli e insidie.
Un libro grottesco e affascinante, una vera provocazione che, ancora oggi, colpisce forte allo stomaco. Breton scriveva che “I Canti di Maldoror scintillano di una luce senza pari; sono l’espressione di una rivelazione totale che sembra andare al di là delle possibilità umane” e aveva centrato in pieno il senso di un’opera straordinaria.
Lautréamont usa lo stile romantico per ribaltarlo, presentarlo al negativo, dissemina citazioni nel corso della narrazione, in “Maldoror” sono presenti in nuce tutti i temi della letteratura a venire. Quindi è assolutamente consigliabile quest’edizione Feltrinelli se ancora non si conosce questo testo, un buon modo per avvicinarsi all’universo devastante di Ducasse.
Conte di Lautréamont , pseudonimo di Isidore Ducasse, è stato un poeta francese. Figlio di un funzionario dell’ambasciata francese a Montevideo, studia in Francia per poi trasferirsi a Parigi dove scrive i famosi “Canti di Maldoror”. Muore improvvisamente a 24 anni lasciando solo i Canti e una raccolta di poesie.
Autore: Lautréamont
Titolo: I Canti di Maldoror
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 9 euro
Pagine: 192
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