Viaggio verso Samarcanda

Francesco Bove

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samarcandaLa No Reply, recita la home page, è “uno spazio di interazione tra editoria, musica, video e grafica” e sfogliando il suo catalogo, ci si rende conto della politica che portano avanti. La collana “tracks” vuole valorizzare i grandi dischi della storia del rock e della musica italiana raccontandoli al lettore attraverso aneddoti, curiosità, analisi dei testi e delle musiche.

Non si tratta di saggi o manuali ma semplicemente sono “libretti” da leggere ascoltando il disco trattato.

A Mario Bonanno è stato affidato l’incarico di raccontare “Samarcanda” (No Reply, 2010) di Roberto Vecchioni, il primo album di rottura del cantautore milanese. Bonanno introduce pian piano il lettore nelle note di “Samarcanda” e parte descrivendo il 1977 in Italia, anno di uscita del disco ma anche del funerale mediatico di Carosello, dei primi scontri tra studenti e forze dell’ordine, degli attentati terroristici.

Lucio Battisti e Umberto Tozzi scalano le classifiche rispettivamente con “Amarsi un po’” e “Ti amo” ma “Samarcanda” comincia la sua gestazione, Roberto Vecchioni vuole ripartire da “Ipertensione” del 1975 e cominciare ad utilizzare un linguaggio più preciso e definito.

Si arriva così al disco, uno dei momenti più alti della produzione di Vecchioni e del cantautorato italiano, e a Samarcanda, una “metafora articolata sul destino dell’uomo”. Bonanno descrive minuziosamente, avvalendosi di un’intervista esclusiva allo stesso Vecchioni, ogni nota e parola dell’album, traccia per traccia, fa riaffiorare i ricordi e le letture di un artista giovane, ancora disorientato nella selva della discografia italiana, dando in pasto al lettore racconti succulenti, divertenti ma anche molto commoventi.

L’ultima parte del libro, invece, si concentra sui dischi successivi di Vecchioni, da “Calabuig” ai nostri giorni, mantenendo lo stesso piglio analitico nell’analizzare pregi e difetti di un artista a tutto tondo. Fatta eccezione per l’intervento francamente inutile di Edoardo De Angelis, le tre interviste finali raccontano il backstage, le sensazioni che si respirano negli studi di registrazione, l’impatto di “Samarcanda” nell’Italia di fine anni ’70.

Un lavoro di ottima fattura che – al di là di qualche errore tipografico – si presenta maneggevole anche nel formato pocket, scorrevole e appassionante anche per il neofita. Un libro da tenere accanto alla copia del disco e da sfogliare con parsimonia.

Mario Bonanno è un giornalista musicale, autore di numerosi libri sui cantautori italiani, ha fondato e dirige il periodico Musica&Parole. Ha scritto per Duel, Anna, Left, Diario e il quotidiano La Sicilia.

Autore: Mario Bonanno
Titolo: Samarcanda. Roberto Vecchioni
Editore: No Reply
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 12 euro
Pagine: 176

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Francesco Bove

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