L’eterno ritorno del razzismo

Luca Pantarotto

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razzismo-stellaPer chi, come Gian Antonio Stella, è da sempre studioso attento del fenomeno dell’emigrazione, innestarne le problematiche nel quadro di un più ampio discorso sul razzismo e l’intolleranza che spesso attendono l’emigrante sull’altra sponda, era il logico passo successivo. Difficilmente, tuttavia, avremmo potuto sperare in un’analisi così ampia, brillante e straordinariamente documentata come quella che l’autore de “La Casta” offre in “Negri froci giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro (Rizzoli, 2009).

Un titolo che è tutto un programma, e in cui quel “co.”, nella sua brevità, è posto a sottintendere una gamma di alterità talmente vaste da far spavento: dallo zingaro al barbone, dal clochard al rom, dal marocchino al disabile. Tutti toccati, con maggiore o minor violenza, dalla deriva xenofoba che, negli ultimi anni, è tornata ad investire l’Occidente, riappropriandosi di linguaggi, ideologie, “esche” psicologiche e stratagemmi mediatici che si credevano sepolti, e che si riscoprono ora, invece, soltanto accantonati. Cori da stadio contro giocatori di colore, pestaggi di omosessuali o barboni, razzismo sfrenato su internet, rivolte a furor di popolo contro l'”invasore” nelle strade: questo lo scenario che dà l’avvio, e fornisce lo sfondo, all’analisi di Stella.

Un lavoro che non conosce limiti né di tempo né di spazio, e che, unendo storia, letteratura e cronaca in un’unica esposizione, cerca di ricostruire non una storia del razzismo (come ce ne sono già tante, a partire da quella fondamentale di G. L. Mosse su Il razzismo in Europa), ma la storia, lunga e sofferta, dei molteplici “razzismi” che hanno insanguinato e contaminato l’Occidente nel corso dei secoli. E che, con tutta la loro violenza, con tutta la loro boria, derivavano i loro tratti essenziali da un unico minimo comun denominatore: la paura, folle e rabbiosa, dell’altro.

Sorreggendosi su un background documentario davvero stupefacente (non un paragrafo resta senza fonte), Stella si lascia andare al gioco, libero ed istruttivo, dei parallelismi. E così scopriamo che il retore greco Isocrate si permetteva, nel suo Panegirico, accenti indistinguibili da quelli della contemporanea Lega Nord; o (nel bellissimo capitolo L’insopportabile puzza dell’altro, su quello che si può definire il “razzismo del naso”) che i viaggiatori inglesi del XIX secolo, arrivando in Italia, descrivevano disgustati le nostre condizioni igieniche come noi descriviamo quelle degli immigrati africani o albanesi appena sbarcati sulle nostre coste. E oltre: dalle leggi razziali del 1938 alla formazione dei terrori legati all’immagine del “barbaro invasore”, elaborata nel Medio Evo e in fondo immutata ancor oggi; dal revisionismo moderno sui campi di sterminio (“Macché gas, Auschwitz aveva la piscina”) all’ambiguo atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’Africa durante il colonialismo, fino al razzismo di matrice nazista verso i rom, con le sue analogie con l’omofobia e l’odio nei confronti degli omosessuali.

Cambiano i nemici, insomma, ma non gli armamenti. Nel corso dei secoli, nei più lontani paesi, troviamo usati lo stesso linguaggio, lo stesso bagaglio ideologico di pregiudizi, rancori, paure; lo stesso atteggiamento di chi, mentre parla di bombe da gettare sul capo dell’invasore, recisamente nega di definirsi razzista, o anche solo intollerante. Il tutto riassunto nel gustoso capitoletto finale, Lo stupidario dei fanatici, le cui citazioni di incredibili formulazioni sedicenti scientifiche, ci mostrano quale sia “il destino del razzismo: sempre in bilico tra il ridicolo e il mostruoso“.

Gian Antonio Stella (Asolo, 1953), giornalista e scrittore, è inviato ed editorialista del “Corriere della Sera”. Per molti anni inviato nel Nord-Est, ha cominciato ad interessarsi al fenomeno dell’emigrazione fin dal suo primo libro, Schei. Dal boom alla rivolta. Il mitico Nord-Est (Mondadori, 1996), continuando poi a occuparsene anche negli anni successivi, con L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi (Rizzoli, 2003), sull’emigrazione italiana all’estero, e La nave della Sila. Guida al museo narrante dell’emigrazione (Rubbettino, 2006). Nel 2007, in collaborazione con Sergio Rizzo, pubblica il celeberrimo La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli), vero e proprio fenomeno mediatico che, con più di 1 milione di copie vendute e 22 edizioni, rappresenta il più grande successo della sua carriera.

Info: videochat con l’autore

Autore: Gian Antonio Stella
Titolo: Negri froci giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 19,50 euro
Pagine: 332

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Luca Pantarotto

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