“Tre io” (Neo Edizioni, 2009) di Mario Rossi, pseudonimo di un autore che gioca sulla linea del “detto” e del “non detto” muovendosi nell’intricata vicenda dell’esistenza col bisogno di mischiare ripetutamente realtà e immaginazione. Protagonista di questo piccolo romanzo a più livelli è la notte, intesa come luogo al tempo stesso ancestrale e presente, crogiolo di esistenze che si sfiorano e toccano o si osservano solo da lontano.
I tre attori della storia vivono in questa dimensione, soffusi in una leggera luce onirica, quasi incapaci di legare pensieri ed azioni, realtà preesistenti e derive future. Dante, l’antieroe per eccellenza, che inizia la sua personale rivincita sulla vita, la lotta contro l’abbrutimento di certi uomini in un reiterato e ossessivo unpolitical correct. E poi Giulia e Andrea, la prima “madre e moglie” incapace di ostacolare la propria alienazione attraverso una sciatteria morale e fisica; il secondo, operaio, gradevole nell’aspetto e perennemente alla ricerca di storie sempre uguali, sesso e nient’altro.
L’autore innesca un meccanismo vorticoso, atto ad intrecciare le storie caoticamente; la scelta dei caratteri a tre cromature, un colore per ognuno dei personaggi, all’inizio appare inutile ma poi mette un po’ di ordine alla narrazione, volutamente confusionaria.
Bizzarro e sincopato il linguaggio di Mario Rossi ci introduce in un viaggio quasi infernale sul lato oscuro della nostra società, nel profondo dolore nascosto e invisibile insito nell’inconscio dell’uomo moderno. Ogni figura, oggetto o luogo diventa simbolo di qualcosa fino a perdersi, tutto, in un mantello oscuro e palpabile, intimamente notturno.
Mario Rossi è uno pseudonimo. Uno pseudonimo ma anche un pretesto. È l’alibi perfetto. È un’entità ambigua, proteiforme. È l’uomo che potresti o non vorresti mai essere. È un elogio all’anonimato come diritto da difendere e dovere da esercitare. Poche e frammentate notizie su di lui. Alcune voci dicono che sia un giornalista ammanicato con le alte sfere, altre che sia stato parlamentare, altre ancora che sia un uomo di fede. Di certo è una personalità schiva che non ama parlare di sé, se non attraverso la propria scrittura. Per Neo Edizioni ha scritto “La bella e la bestia” nell’antologia di fiabe non più fiabe E morirono tutti felici e contenti (2008).
Voto: 6
Autore: Mario Rossi
Titolo: Tre io
Editore: Neo
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 13 euro
Pagine: 138
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