Dacia Maraini e i 4 anni della Giulio Perrone Editore

Matteo Chiavarone

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sullamafiaGiovedi 26 marzo è stato presentato a Roma presso la libreria Feltrinelli,  in Galleria Alberto Sordi, “Sulla mafia“, il nuovo libro di Dacia Maraini. La serata culturale romana è stata anche l’occasione per festeggiare i primi quattro anni della Giulio Perrone Editore, casa editrice che, con questo titolo, s’inizia sempre di più a muovere tra i “grandi”. Le presenze di Luciano Violante, Walter De Mauro e le letture di Maria Letizia Gorga hanno impreziosito un compleanno di lusso per l’editore romano. Chi lo avrebbe mai detto che la Giulio Perrone Editore, da piccola casa editrice “over trenta” sarebbe arrivata a festeggiare i quattro anni dalla nascita con la presentazione di un libro di un autrice così importante. Eppure il 26 marzo, presso la Feltrinelli alla Galleria Alberto Sordi di Roma, ha fatto effetto vedere i ragazzi della redazione accanto al volto intelligente e dolce di Dacia Maraini. Non una scrittrice, ma la scrittrice: tradotta in tutto il mondo grazie ai suoi racconti, alle sue piece teatrali, alle sue poesie che hanno appassionato generazioni su generazioni.

La sala piccola, soffocante per il caldo artificiale, si è riempita di persone quasi subito. Persone che hanno certamente gradito il “salotto” creato per presentare Sulla mafia (Perrone 2009), uno sguardo partecipe e attento su questo male incurabile italiano, un insieme di storie, vicende che mescolano passato e presente e che partono dalla morte di Falcone e Borsellino per arrivare alla ribellione dei ragazzi di Locri dopo l’omicidio Fortugno. Una società che ha pagato un prezzo troppo alto alla criminalità organizzata, a uomini senza scrupoli, agli errori di politici e amministratori locali troppo presi dai propri interessi.

Coordinati dal giovane Paolo di Paolo, si sono susseguiti nel parlare l’editore Giulio Perrone, che ha ringraziato i propri collaboratori, quelli presenti e quelli passati, per i risultati raggiunti in questi anni, Walter Mauro, presidente “onorario” della casa editrice e naturalmente la scrittrice, Dacia Maraini. Come rappresentanza politica non ha potuto partecipare, per impegni inderogabili, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, di cui era prevista la presenza, ma è stato graditissimo l’intervento dell’onorevole Luciano Violante. L’ex presidente della Camera, da sempre attento alla questione mafiosa, ha voluto dare un messaggio di speranza e di impegno che si deve protrarre nel tempo.

La letteratura può e deve avere una funzione di scossa, non bisogna aspettare l’avvenimento tragico ma si deve lottare costantemente in ogni momento della giornata. Per questo un libro come quello della Maraini, può avere un ruolo importantissimo. Un ruolo ottenuto perché alla scrittura semplice, accessibile anche ai più giovani, unisce un rapporto diretto e viscerale con la realtà. Quelli raccontati dalla scrittrice sono fatti veri, storie reali, momenti che difficilmente non rimarranno impressi dentro gli occhi di chi, direttamente o indirettamente, li ha vissuti.

La voce suadente e sensuale di Maria Letizia Gorga ha poi letto alcuni brani del libro, pronunciando ogni parola con il timbro intenso e antico del dialetto siciliano.  Ci commuove la forza dell’incipit: la voce di una madre, il monologo lento e straziante, quasi un preludio ad un pianto dal sapore ancestrale, il dolore di una famiglia, di chi perde un figlio per l’assurda geometria della irrazionalità. Ancora una volta Dacia Maraini accende la nostra sensibilità, il nostro desiderio di giustizia. Un bel libro e un graditissimo regalo ai lettori, e a questa piccola grande realtà editoriale che anno dopo anno ha continuato a lavorare. E i risultati si vedono.

Dacia Maraini è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie, narrazioni autobiografiche e saggi, tradotti in venti paesi. Ricordiamo Memorie di una ladra(1973), Isolina (1985), Bagheria (1993), Voci (1994), Dolce per sé (1997), Colomba (2004) e Il treno dell’ultima notte (2008).Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel 1999 il Premio Strega con Buio. Scrive sul “Corriere della Sera”.

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Matteo Chiavarone

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