“La ballata di Hambone” (Coconino Press, 2010) di Leila Marzocchi e Igort
. Gli anni ‘20 americani e le cittadine di Huzlehurst e Vicksburg, ammalate di povertà da troppo tempo perché le parole “Grande Depressione” significhino davvero qualcosa; tanti attori diversi, ognuno portatore della sua personalissima miseria, che sembrano in fondo recitare lo stesso monologo disperato: un canto al sentimento, all’ambizione, alla vita, da parte di chi ormai impegna il 120% delle proprie energie per sopravvivere.
Archivio ‘Fumetti’
La ballata di Hambone
Un uomo chiamato Kev
Kevin Handrew Hawkins ha militato sette anni nel S.A.S. e diciannove nel M.I.5: ne ha davvero viste di tutti i colori, più di quanto un solo uomo possa sopportare, percio’ ha deciso di ritirarsi.
Daltronde è quasi impossibile abbandonare del tutto il tipo di vita che ha scelto e cosi’ un bel giorno un nuovo capo, armato di documenti compromettenti, costringe Kev a lasciare per sempre la cara vecchia Inghilterra.
Dentro la musica di Fats Waller
Tante storie nella Storia, legate da fili quasi invisibili e accompagnate dalla stessa colonna sonora: le canzoni di Fats Waller.
Due mostri sacri del fumetto contemporaneo quali Igort e Carlos Sampayo ci regalano un particolare ritratto, che ignora il musicista e rende la sua musica reale protagonista.
La dottrina: questo non è regime
La comunità vive secondo i dettami dell’Interno; l’Interno è una manifestazione diretta della volontà del Nocchiere ed il cittadino una sua proiezione mentale: tutto ciò che il cittadino vede e fa ha luogo unicamente perché il Nocchiere vuole che sia così. Bastano poche righe per dare un assaggio concreto de “La dottrina“(Magic Press), 2010 immaginata da Alessandro Bilotta e Carmine di Giandomenico.
Farsi un fuoco
Un mostro sacro del fumetto francese come Christophe Chabouté attinge da una novella di Jack London per raccontare la realtà della corsa all’oro esplosa negli U.S.A. al termine del 19° secolo: l’autore segue le sorti di un singolo esploratore, eppure allo stesso tempo racconta un male sociale, una crisi economica tanto grave da accecare ogni ragione e lanciare nel cuore del Klondike un numero imprecisato di improvvisati avventurieri americani, totalmente immersi in sogni di ricchezza e gloria.
La dura legge del giudice Bao
“Il giudice Bao e la fenice di giada” (Coconino Press, 2010) è il primo capitolo di un romanzo grafico in 9 volumi dedicato ad una figura realmente esistita e divenuta quasi leggendaria nella tradizione cinese: parliamo di Bao Zheng (999-1062), giudice plenipotenziario dell’imperatore Ren Zong (1010-1063) a cui venne affidato il compito di scovare ed abbattere la corruzione dilagante nelle amministrazioni provinciali.
Sulle orme di Pratt con Cubana
«… ma soprattutto non dovete fare domande di nessuna specie e non vedere nulla di ciò che non vi riguarda. Un idiota di ficcanaso lo troviamo dappertutto!“». Si legge in “Cubana” (Edizioni Voilier, 2010) di Lele Vianello e Guido Fuga. Prima di poter spendere qualsiasi considerazione in merito a questo volume edito da una casa editrice leccese, mi preme specificare alcune cose.
Signorina Else da Coconino press
Rilettura del piccolo capolavoro di Arthur Schnitzler, “La signorina Else” (Coconino press, 2009) di Manuele Fior, è un omaggio grafico e letterario alla scuola viennese del tardo 1800. Else è una giovane borghese ospite degli zii in un albergo sulle Alpi; bellissima ed annoiata, trascorre le sue giornate tra una partita a tennis, una passeggiata e quattro chiacchiere col cugino Paul, molto attratto da lei e per nulla interessato a nasconderlo.
L’astuzia di Jimmy Corrigan
Di solito leggere un fumetto o un libro è un procedimento automatico. Aperta la copertina, si saltano o si spulciano le pagine introduttive e alla prima pagina numerata si inizia la lettura. Tutto questo non avviene in “Le avventure di Jimmy Corrigan” (Mondadori, 2009), l’unico fumetto che io abbia mai visto dove ogni singolo elemento, da una angolo all’altro delle due copertine, diventa oggetto di lettura.
Grande storia della piccola Marzi
La storia con la maiuscola non racconta mai la vita delle persone comuni, ma nella vita di una persona si può trovare la storia, anche se in frammenti. Succede proprio questo con “Marzi”, si entra nella testa di una bambina e si rivive la Polonia di trent’anni fa, quella della Solidarność, di Černobyl e del razionamento.
Lady Oscar: un capolavoro
La D-Books ha presentato in sei volumi un’edizione che vuol essere definitiva, come fedeltà all’originale e come cura de “Le rose di Versailles“, meglio noto come Lady Oscar di Riyoko Ikeda. Considerato ormai un classico degli shojo manga, tanto che l’autrice ha anche ricevuto lo scorso anno in Francia la Legion d’Onore per come ha divulgato la cultura francese nel mondo.
Piazza Fontana, 40 anni di dubbi
Le vicende giudiziarie sono difficili da comprendere e soprattutto da far comprendere. Un evento dirompente come l’esplosione di sette chili di tritolo può far nascere un’infinità di trame e coinvolgere centinaia di persone, la realtà può mutare con ogni nuova rivelazione e la verità viene seppellita sotto le macerie del tempo.
Nate Powell ci porta lontano
Esiste un abisso tra chi soffre di disturbi mentali e il resto del mondo, una voragine chiamata comprensione. Nate Powell riesce, con “Portami via” (Rizzoli Lizard, 2009), ad accorciare questa distanza con un utilizzo equilibrato ma potente di immagini e parole, andando oltre l’asettico linguaggio clinico e svelando ai nostri occhi la vita quotidiana di persone con problemi mentali.
“Georgie”, di Izawa e Igarashi
La Magic Press ha ripresentato in quattro volumi uno dei più famosi shojo manga anni Settanta ed Ottanta, Georgie, di Yumiko Igarashi (già autrice di Candy Candy, la cui pubblicazione è bloccata da tempo per dissidi con l’altra autrice Kyoko Mizuki) e Man Izawa, in una veste molto curata, con sovracoperta e illustrazioni a colori all’interno e senso di lettura alla giapponese.








