“Le ho mai raccontato del vento del Nord? Quando tengo la finestra aperta è insopportabile. (…) Non riesco a dormire, stasera.”. In una email c’è il titolo del romanzo “Le ho mai raccontato del vento del Nord” (Feltrinelli, 2010) di Daniel Glattauer, traduzione di Leonella Basiglini. In una città austriaca, forse Vienna, Emmi Rothner e Leo Leike conducono ciascuno la propria vita. Lei sposata con un musicista e due figliastri di cui occuparsi, lui psicolinguista all’università reduce da una relazione finita male.
Archivio ‘Letteratura Straniera’
Le parole tra noi leggere
La magia dell’estate irlandese di Trevor
La piccola comunità di Rathmoye, cittadina rurale nell’Irlanda degli anni Cinquanta è la protagonista di “L’amore, un’estate“ (Guanda, 2009) di William Trevor, traduzione di Laura Pignatti. Un centro cittadino dove non accade mai nulla, così almeno la pensano i suoi abitanti, ma l’esperienza insegna che nelle cittadine dove si dice che non accada mai nulla qualcosa cova sempre sotto la cenere. In una calda mattina di giugno viene celebrato il funerale di Eileen Connulty, pilastro della comunità e della chiesa del Santissimo Redentore.
“An education” di Nick Hornby. Una cenerentola a Parigi
“
An education” (Guanda, 2010) di Nick Hornby, traduzione di Elettra Caporello, è l’éducation sentimentale di una diciassettenne che si affaccia alla vita e la sua conseguente perdita dell’innocenza.
L’India di Aravind Adiga. Troppa miseria e poca nobiltà
Se i saggi di Arundhaty Roy sono un’analisi lucida e impietosa dell’India moderna, il corrispettivo in forma di narrativa sono sicuramente i lavori di Aravind Adiga, da poco in libreria con “Tra due omicidi” (Einaudi, 2010).
Un fervente musulmano si converte alle libertà di Parigi
Cosa accade ad un convinto musulmano che improvvisamente decide di godere della libertà e delle meraviglie che offre Parigi? Tra emancipazione e libertà il protagonista di “Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi” (Edizioni e/o, 2009) di Leïla Marouane si troverà in balìa di situazioni paradossali e stravaganti, che, con spiccata ironia, testimonieranno la difficile integrazione culturale, soprattutto dal versante femminile.
Una battaglia a colpi di libri. Contro il terrorismo la scuola
Greg Mortenson in “La bambina che scriveva sulla sabbia” (Rizzoli 2009), prefazione di K. Hosseini, riprende il racconto del bestseller “Tre tazze di tè”. Una storia di promesse, con tante difficoltà incontrate per mantenerle.
Il diario di Christine
“Mamma carissima, eccomi qui, sana e salva. Prima di disfare i bagagli o fare qualsiasi altra cosa voglio scriverti due righe per dirti che ti voglio bene”. Siamo a Berlino anno 1914 nella pensione di Frau Berg all’indirizzo Lutzowstrasse 49 dove è ambientata “La storia di Christine“ (Bollati Boringhieri, 2009) di Elisabeth von Arnim. Alla fine di Maggio la giovane violinista Christine Cholmondeley, dotata di un notevole talento musicale arriva dalla natia Inghilterra in terra tedesca per studiare un anno con il Maestro Kloster.
Il deserto americano di Percival Everett
“Deserto americano” (Nutrimenti, 2009) è l’ultima creazione di Percival Everett, autore dalle qualità artistiche notevoli. Il protagonista Theodore Street, decide di porre fine alla sua vita perché stanco di vivere. Egli ha fallito su tutti i fronti: la carriera universitaria si è inceppata, il matrimonio a rotoli. Nemmeno l’amore per i figli e le scappatelle con le studentesse gli bastano più. E mentre a bordo della sua Lancia si sta recando sul luogo prescelto per togliersi la vita, viene centrato da un camion. Risultato: un corpo senza testa e una testa.
“Melancholia” di Jon Fosse. Dentro la follia di Hertervig
“Melancholia” (Fandango libri, 2009) di Jon Fosse, massimo scrittore norvegese vivente, è un libro decisamente suggestivo, capace di avvolgere nel suo folle vortice di parole il lettore che rimarrà sconvolto.
Paule, Simon e Brahms. Straordinaria modernità
Da poco meno di un mese è in libreria il romanzo “Le piace Brahms?“ (Longanesi, 2010) della scrittrice Francoise Sagan. Uno spaccato importante sugli anni ‘50 e una varazione del tema amoroso.
“La fine degli ebrei”: saga famigliare… in rap
Sembrerebbe una tipica saga che si snoda per decenni, “La fine degli ebrei” (Minimum fax, 2009) di Adam Mansbach. Sbagliato: il romanzo del 33enne ebreo americano, cresciuto a Boston, scrittore e appassionato di cultura e musica rap, fa sua la tradizione delle grandi storie familiari ebraiche e la rinnova, con testo classico ma anche moderno, che unisce linguaggio alto e basso, brillante ironia e profonda tristezza del tempo che passa. La cultura afroamericana e l’identità ebraica, in un affresco appassionante.
Gente che va, gente che viene
Il “Grand Hotel“ (Sellerio, 2009) descritto nel romanzo di Vicki Baum, è “l’albergo più caro di Berlino“, vicino Potsdamer Platz. Gestito in maniera gerarchica con una folta schiera di dipendenti tutti altamente qualificati, dal Direttore della reception, al portiere il Signor Senf che resta in attesa di notizie della moglie ricoverata in ospedale prossima a partorire. L’addetto al frigidaire Mattoni, “il piccolo tirocinante Georgi“, fino all’ultima cameriera ai piani e al boy di turno che porta le valigie.
“Un uomo solo” di Isherwood. Dentro la vita di George
In “Un uomo solo” (Adelphi, 2009) di Christopher Isherwood, vengono raccontate in sintesi le ultime 24 ore di vita di George maturo professore inglese, presso il San Tomas College, trapiantato da molti anni in California.
Quattro cuori in affitto
In “A casa di Mrs Lippincote” di Elisabeth Taylor (Neri Pozza, 2009) traduzione di Claudia Valeria Letizia, ci troviamo nell’Inghilterra degli anni Quaranta agli inizi della II Guerra Mondiale. Roddy, pilota della Royal Air Force, sua moglie Julia, il loro figlio di sette anni Oliver e la cugina di Roddy, Eleanor si trasferiscono nell’abitazione della distinta vedova Lippincote, in un sobborgo di Londra, lasciato vuoto dalla proprietaria dopo la morte del marito.
Olocausto: la guerra, l’infanzia. I bambini ci guardano
“Il bambino con il pigiama a righe” di John Boyne (BURextra, 2009) traduzione di Patrizia Rossi, narra la storia di una grande amicizia tra due bambini fino alle sue drammatiche conseguenze.
“La stasi dietro il lavello”. Claudia Rusch racconta la DDR
Davvero un bel libro “La stasi dietro il lavello” (Keller, 2009) di Claudia Rush. Tragico e grottesco allo stesso tempo, appassionante e leggero, duro ed elegante. La vita all’ombra del Muro attraverso gli occhi di una bambina.
“L’amante di Damasco”: amore e religione
Rafik Schami, dopo il grande successo de “Il lato oscuro dell’amore“, torna con un nuovo libro. “L’amante di Damasco” (Garzanti, 2009), è un romanzo sull’amore tra due giovani, che si amano al di là delle differenze culturali, religiose e politiche. Ambientato a Damasco nel 1957. I protagonisti sono una giovane sposa Nura che cerca l’amore, capisce quasi subito che il suo matrimonio combinato con il calligrafo Hamid non la rende felice, piuttosto schiava di una realtà familiare ma anche culturale.









