
“Avrai tempo per annoiarti, Maya. Approfitta per scrivere delle enormi sciocchezze che hai commesso, magari in questo modo ti rendi conto della loro portata”.
Ne Il quaderno di Maya di Isabel Allende (Feltrinelli 2011) questa frase pronunciata dalla nonna Nini fu il viatico che accompagnò la ragazza nel suo viaggio verso lo sperduto arcipelago di Chiloé nel Sud del Cile.




Parigi, 1865. Vicoli bui e tortuosi, bettole e taverne, la povertà del popolo allo stremo, il lusso opulento dei bordelli più rinomati: lo sfondo della Parigi di fine Ottocento si impone con forza sul romanzo, conferisce alle pagine de Il perfezionista (Piemme, 2011) un’impronta inconfondibile.
Pubblicato negli Stati Uniti nel 1993, apprezzatissimo da Saul Bellow (il più grande scrittore americano del secondo ‘900) Tony & Susan (Adelphi, 2011) di Austin Wright non ebbe fortuna. Nemmeno in Italia dove pure uscì presto da Rizzoli. Ora ce lo ripropone Adelphi (traduzione di Laura Noulian). C’è una storia, dai tratti noir, o thriller, è la storia di un romanzo, e riguarda Tony Hastings, un vile padre di famiglia, forse troppo per esser vero, ma in fondo mediocre come i più, e ce n’è un’altra, ed è quella che leggiamo sopra al noir, la vita “vera” di Susan, che legge il fattaccio tragico che cambia la vita “libresca” di Tony: l’uccisione della moglie e della figlia.



























