“Un giorno questo dolore ti sarà utile” (Adelphi, 2010), di Peter Cameron è uno di quei libri che appena l’hai terminato ti rammarichi d’esser stato tanto rapido e ingordo nel giungere all’ultima pagina.
Archivio ‘Letteratura Straniera’
L’utilità del dolore esistenziale secondo Peter Cameron
Il fantasma esce di scena. L’uscita di Nathan Zuckerman
Toccata dalle tenebre: un libro che sembra uno sparatutto!
«Capii di essere in pericolo non appena vidi il necrologio. Il fatto che ci fosse scritto il mio nome fu certo più di un indizio». Karen Chance in “Toccata dalle tenebre” (Fanucci): sono uno di quelli che la prefazione se non c’è, è meglio: non è da questa che decido se voglio continuare. Le prefazioni sono come trabocchetti in un “dungeon”: delle volte funzionano alla grande, altre magari “scattano” con un po’ di ritardo, e l’efficacia e la forza degli effetti che si volevano produrre nel lettore vengono depotenziati al massimo.
L’ultima carovana della Patagonia
“L’ultima carovana della Patagonia“ (La Nuova Frontiera, 2010) è un nuovo, intenso, libro di Raúl Argemí, autore che da sempre si occupa di quello squarcio incantevole di storia e di terra. Come tutte le storia dell’America Latina, si assiste ad un racconto tra il veritiero e l’immaginario, tra l’onirico e il leggendario, quasi a rispolverare costantemente quel realismo magico novecentesco mai totalmente assopito. Ma in questo libro non ci sono Macondo o magiche apparizioni.
“Il trono di Dio”: i predatori delle meraviglie del mondo
Il mio nome è Nessuno. “Nobody” di Charlotte Link
Gli adolescenti nel crollo del sogno americano
In “Uomini si diventa” la vita accade proprio ora
Ripubblicato “La fuga di Tolstoj”
“La fuga di Tolstoj“ (Skira, 2010), volumetto di Alberto Cavallari, nel quale, giocando tra la forma-romanzo e la cronaca, prova a ripercorrere, con viva intensità, i giorni tra la scelta dello scrittore russo di scappare via dalla propria casa e il momento della morte. Sullo sfondo di questa fuga c’è la “Santa Russia”, gli stessi paesaggi che proprio Tolstoj raccontò nelle opere migliori, con una “carica” diversa, come se ad accompagnare il cammino di questo vecchio uomo, ci fosse una grigia e fredda inquietudine.
Ritorno a Memphis, tornando a casa vent’anni dopo
E se tuo figlio fosse una porno star?
Imbarazzante. Una sola parola per descrivere tutto un universo di sensazioni, di emozioni che esplodono quando una madre come tante, scopre di avere come figlio un adolescente non proprio come tanti. Per mano di una vicina assai pettegola, questa povera madre nella buca delle lettere scopre con imbarazzo (parola oggi più che mai priva di qualsivoglia significato e lontana soprattutto dal suscitare accesi rossori) una cosa che mai si sarebbe aspettata di scoprire del suo “bambino”. Nick Hornby con “E’ nata una star” (Guanda).
L’ultima stazione: la morte di Lev Tolstoj
La campana suona per Robert e Gerda
In “Istantanea di un amore” di Susana Fortes (Editrice Nord, 2010), Gerta una dei due protagonisti del romanzo si presenta “Mi chiamo Gerta Pohorylle. Sono nata a Stoccarda, ma sono una cittadina ebrea con passaporto polacco. Sono appena arrivata a Parigi, ho ventitré anni e sono viva”. Mentre “il treno si allontanava dalla parte opposta della frontiera” Gerta ripensa alla propria famiglia, al padre “un uomo all’antica, della Galizia orientale”, alla madre “sbattuta fuori da un negozio da un commerciante”.

















