Con “Subliminal autogrill e Minimal Hotel” (18:30 Edizioni, 2009), piccolissimi volumi della collana “Microlit” diretta da Luca Moretti, Isabella Borghese penetra da una parte nel mondo dei non luoghi, quegli spazi costruiti con un fine specifico –transito, trasporto, commercio, tempo libero – e dall’altra nel rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi spazi.
Archivio ‘Racconti’
I non luoghi di Isabella Borghese
Italia Underground, racconti d’eccellenza
Ci sono nomi eccellenti nei racconti che compongono il libro “Italia Underground” (Sandro Teti editore, 2009) a cura di Angelo Mastrandrea. Il testo, presentato da Ascanio Celestini e Marco Philopat lo scorso maggio alla Fiera Internazionale del libro di Torino 2009, accoglie gli scritti di autori di tutto rispetto.
Venezia, le stagioni di una città
Inverno, primavera, estate, autunno. I volti di una città che muta al cambiar delle stagioni. Così viene mostrato il capoluogo lagunare in “Venice - Venezia” (Postcart, 2006). Venezia, con i suoi mille volti, scrutata da centinaia di occhi curiosi alla ricerca di un’ignara verità. Divisa tra calli e campielli continuamente percorsi da piedi trepidanti. Ammirata da migliaia di turisti bramosi di scoprire cosa si cela dietro ad ogni angolo. Attraversata da rii e canali, che magicamente cullano l’attraversare di gondole leggere sull’acqua.
Calandrini: nostalgia e solitudine
“Io non so fare niente” (Giovane Holden Edizioni, 2008), esordio narrativo di Franco Calandrini, è una raccolta di racconti che ha per leitmotiv l’impossibilità di relazioni affettive serene: assomigliano, i personaggi, alle famiglie infelici di un celebre incipit tolstojano, ognuno infelice a suo modo. Uno dei racconti più lirici è “Mille Miglia“, testimonianza d’affetto di un figlio nei confronti del padre, che gli ha trasmesso l’amore per le automobili.
“Il viaggio di un cuoco”, avventure culinarie di Bourdain
Tra gare di cuochi, programmi televisivi eno-gastronomici e guide sui migliori ristoranti, ce n’è per tutti i gusti. A lungo andare, però, sembra di avere difronte la solita minestra riscaldata. Se invece vi piace scoprire nuovi sapori e avete uno spiccato spirito d’avventura, fatevi guidare in giro per il mondo dal cuoco più sarcastico ed irriverente del panorama culinario: Anthony Bourdain.
Venezia, una guida sentimentale
Un libro diverso, dove luoghi e storia si fondono attraversati dall’amore per il territorio. Diego Valeri, scomparso nel 1976, in “Guida sentimentale di Venezia” (Passigli editori, 1997), porta il turista ma anche il cittadino veneziano al cuore della città lagunare. Un’esperienza emotiva da vivere sino in fondo, un tuffo nella storia e un ritorno nel presente per vivere in toto le emozioni in laguna. Pagina dopo pagina si svela l’amore per una perla senza pari: Venezia e le sue calli.
Il gioco della memoria nel racconto di Olga Karasso
Ne “I treni di Alina“, di Olga Karasso, (L’Autore Libri Firenze, 2008), il tempo e la memoria danzano assieme, evocando immagini cariche di energia che modificano la complessità e l’evanescenza del presente, rimodellando la realtà. Un viaggio nei molteplici piani dell’esistenza, indagati attraverso la rivisitazione dei ricordi e dei loro percorsi, attivati grazie ad un gioco di rimandi in cui la memoria individuale si confonde e si perde nel tempo.
Camden Town: promessa, viaggio, ricerca
“Camden Town“ (Round Robin, 2007) è un libro che inizia con una promessa, anzi con una richiesta di promessa. “Prometti” viene sussurrato, “prometti” viene urlato immediatamente dopo. L’autrice, la giovane e brava Diana Letizia, ci introduce di colpo nel microcosmo che ha tentato di disegnare attraverso il desiderio di dare ordine alla cose, all’universo circostante.
Stefano Benni e Miss Galassia
“Miss Galassia“ (Orecchio acerbo, 2008), è il primo albo illustrato di Stefano Benni, autore poliedrico che continua a stupirci, a farci sorridere e a farci riflettere. Età di lettura: dieci anni in giù. Oppure in su, se si vuole vedere il mondo con gli occhi diversi, quelli dei bambini. Una trentina di pagine, tavole coloratissime e accese dai disegni di Luci Gutierrez, con il suo tratto sempre semplice e immaginifico.
I luoghi di Genova e la favola di Paolo Lingua
“La gatta turchina e il gatto vagabondo” (Edizioni De Ferrari, 2009) di Paolo Lingua, è una metafora minima della città di Genova, dei suoi abitanti colti nei tic e nelle contraddizioni della vita sociale e dei difetti individuali. Una favola medioevale, recuperata da un lungo racconto scritto nel 1980, che vede protagonista una popolazione autoctona di gatti anarchici. Si scopre un autore diverso tra le righe di una favola da lui scritta circa trent’anni fa, tra l’autunno del 1980 e l’inverno del 1981.
Epitaffi d’autore: le penultime parole famose
“Quando non ci sarò più dite di me…“. Con questo spirito prende corpo “Le penultime parole famose” (Tullio Pironti editore, 2009) di Elsa Di Gati. L’autrice realizzare pagine divertenti e cariche di emozione allo stesso tempo. E dice: “Autocelebrare la propria vita, immaginandosi già nell’aldilà, non è uno sport in cui i personaggi di quest’Italia del terzo millennio eccellano. L’aldiquà ci piace assai, e ci restiamo ottimamente“. Un libro originale, sulla falsariga dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.
Nicoletta Santini, la Mummiona e altre storie
Sono storie genuine, scritte con la voglia di farlo. Nicoletta Santini nei racconti raccolti in “La Mummiona e altre storie” (Prospettiva editrice, 2009) spiega come ha realizzato la sua nasciita letteraria e come ha realizzato la scrittura. “Sono cresciuta leggendo Tiramolla, Tom e Gerry, gatto Silvestro e compagnia bella. Poi, quando ho iniziato a raccontare le favole a mia nonna e non viceversa, per farla addormentare, constatando che propio non ne voleva sapere di chiudere gli occhi, perchè troppo occupata a sganasciarsi dalle risate, mi sono scoperta di botto scrittrice con una fantasia esagerata“.
Il cielo piegato, la maestria narrativa di Ugo Poletti
“Poletti usa, con maestria, l’intreccio tra realtà e mistero, psicologia e filosofia: rivivono le atmosfere dell’Ottocento, si affaccia l’amato Baudelaire; ma ci sono anche i segni di questi tempi: le inquietudini, le scelte definitive, l’angoscia esistenziale, la paura del “vuoto” sociale e culturale“. Così il noto giornalista sportivo Darwin Pastorin descrive la scrittura di Ugo Poletti che in “Il cielo piegato” (Edizioni Prestige, 2008) mostra tutto il suo acume letterario.









