Il coltello

Antonia del Sambro

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Leggere Jo Nesbø è meravigliosamente devastante perché oltre a una tensione narrativa come non ce ne sono uguali i suoi romanzi scavano nell’animo umano e riportano alla luce quelle ombre che anche gli stessi lettori, molte volte, non desiderano affrontare.


Da quando, poi, c’è lo straordinario personaggio di Harry Hole anche chi non ama particolarmente il genere o gli autori stranieri si è dovuto ricredere perché l’investigatore maledetto è talmente realistico da far accapponare la pelle anche ai più arditi.

Il coltello è quindi un thriller prima di tutto psicologico dove la suspense è palpabile in maniera sfacciata ma anche in maniera subdola. E mentre Hole cerca di venire a capo di quello che è il suo caso più lacerante, Nesbø scava e riscava nella vita e nelle pulsioni del suo protagonista fino a lasciare il lettore sfinito e senza fiato.

La storia parte tutta da un risveglio, quello di Hole nella sua casa in un quartiere depresso quanto lui dopo la separazione dalla sua compagna Rakel, che lo ha cacciato di casa. Solo, demoralizzato, incattivito e disorientato, Hole ha come unica compagnia un divano letto e bottiglie di whisky sparse ovunque. Ma Harry non è mai abbastanza sobrio da curarsene. Così la maledetta domenica in cui si sveglia da una sbornia colossale, non ha il minimo ricordo di cosa sia successo la notte precedente. Quel che è certo, però, è che ha le mani e i vestiti coperti di sangue. È colpevole di qualcosa di terribile, è diventato davvero un mostro?

Il coltello parla quindi di solitudine e disorientamento prima di tutto; prima di affrontare demoni e vendette e omicidi e misfatti perché è facile costruire un thriller su assassini psicopatici, più complicato è farli apparire solo a latere, come corollario di una vita perduta e sconfortante dove l’unica cosa che conta è ormai la caccia forsennata ai nemici di sempre.

Hole non si capacita e non vuole arrendersi di fronte all’ingiustizia che vede i colpevoli farla franca, non pagare mai, vivere felici nonostante i loro misfatti. No, questo Harry non lo può tollerare e allora è meglio morire da cacciatore che da sfigato alcolista su un divano letto da quattro soldi.

La solitudine di Hole diventa input, pungolo, adrenalina. Se deve soccombere come Sansone con i propri nemici e i propri fantasmi allora così sia.

Nesbø è supremo come sempre. Magnifico nella costruzione narrativa, preciso con la descrizione dei personaggi, superbo con la suspense e l’emotività. Eppoi c’è la sua scrittura. Nessuno scrive come lui. Nessuno al mondo. Neppure i più bravi. Perché Nesbø è pura essenza creativa e leggerlo è sempre appagante.

Jo Nesbø è uno dei piú grandi autori di crime al mondo. I suoi libri hanno venduto oltre 40 milioni di copie. È nato a Oslo nel 1960. Ha giocato a calcio nella serie A del suo Paese, ha lavorato come giornalista free lance, ha fatto il broker in borsa. Tutt’oggi suona regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. Della serie con protagonista l’ispettore Harry Hole, presso Einaudi ha pubblicato: Il leopardo, Lo spettro, Polizia, Il pipistrello, Scarafaggi, Nemesi, Il pettirosso, La stella del diavolo, Sete, L’uomo di neve e Il coltello. Presso Einaudi sono usciti anche i thriller Il cacciatore di teste, Il confessore, Sangue e neve e Sole di mezzanotte. Nella uniform edition in Super ET, con le copertine di Peter Mendelsund, sono finora usciti: Il pipistrello,Lo spettro, Scarafaggi, Il leopardo, Nemesi, La stella del diavolo, La ragazza senza volto, Sole di mezzanotte, Il confessore, Polizia, Il pettirosso, Sete e L’uomo di neve. (fonte: sito Einaudi)

Autore: Jo Nesbø
Titolo: Il coltello
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2019
Traduzione: Eva Kampmann
Pagine: 623
Prezzo:

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Antonia del Sambro

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