La speranza oggi

Massimo Stillo

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L’Espoir maintenant è un testo che suscitò non poche polemiche e scandalo quando venne pubblicato. Si tratta di una serie di interviste del 1980 che Sartre rilasciò a Benny Lèvy (il suo ultimo segretario personale) quando il grande filosofo francese stava  progettando un libro di filosofia morale. Lo scandalo proviene dagli stessi amici di Sartre, con in testa Simone de Beauvoir, che non riconoscono più il suo pensiero. La stessa Simone de Beauvoir discuterà con Benny Lèvy sulla opportunità di pubblicare queste interviste.  Due anni prima, nel 1978, Benny Lèvy (che in precedenza si faceva chiamare Pierre Victor) voleva pubblicare un testo sartiano sul conflitto arabo-israeliano.


Anche qui si crea una opposizione da parte di Simone de Beauvoir fino al formarsi di un vero e proprio “tribunale sartriano” contro Sartre stesso, o meglio contro un Sartre non più riconoscibile ai loro occhi. In questo caso, Sartre si piegò alla De Beauvoir provocando la reazione di Benny Lèvy ma nel 1980 fu Sartre stesso a telefonare al direttore de Le Nouvel Observateur per farsi pubblicare L’Espoir maintenant. Ora l’editore Mimesis  pubblica queste interviste nella traduzione di Maria Russo che ne scrive anche l’introduzione. 

Sartre ragiona su una possibile etica della fraternità e della reciprocità su cui aveva già steso appunti in chiave esistenzialista  nel 1947-48. Così, non si tratta di temi nuovi ma la forma che assumono e il confronto con Lèvy ne offrono una prospettiva particolare. Non solo, ma la ricerca di un autentico rapporto intersoggettivo apre il suo pensiero ad una nuova visione relazionale.

Nelle considerazioni sulla sinistra e, più in generale, sul senso della politica Sartre delinea uno scenario per noi oggi molto attuale: la morte dei partiti e la loro sostituzione con movimenti di massa tematici. Che ne è dell’azione complessiva? Se lo scacco è sempre dietro l’angolo come continuare a perseguire dei fini? Le domande che si incrociano nelle interviste ci riportano alla morale che chiama in causa la presenza dell’altro. Senza questo riconoscimento che è reciprocità non ci sarebbe morale perché ci si trova sempre in presenza d’altri. Questo legame morale basato sulla fraternità è più fondamentale della politica. Abbiamo qui una diversa idea di società rispetto a quella delineata nella Critica della ragione dialettica. 

Gli spunti che si offrono al lettore sono molti: le questioni legate alla sinistra ma anche il rapporto con la violenza, l’ebraismo, il legame primario con la famiglia e, dunque, con il gruppo che fonda la fraternità. E, naturalmente, la speranza che dà il titolo al libro. Non è un percorso sempre lineare: c’è un riflettere su se stesso da parte di Sarte. Da un lato lo scacco, il fallimento; dall’altro una spinta ad agire, a realizzare un fine nel futuro. C’è qui una difficoltà perché lo scacco conduce alla paralisi ma la speranza ci induce ad agire per realizzare uno scopo. Sono pagine in cui Sartre riflette in maniera aperta, stimolato dalle domande del suo interlocutore. Nel testo edito da Mimesis vi troviamo anche la presentazione scritta da Benny Lèvy ed una conclusione del medesimo segretario in cui emergono ulteriori questioni filosofiche. In definitiva si tratta di un documento interessante che getta luce sull’ultima fase dell’autore de L’essere e il nulla.

Jean-Paul Sartre è stato uno dei più significativi filosofi contemporanei. Oltre ad opere filosofiche fondamentali come L’essere e il nulla (1943) e L’esistenzialismo è un umanismo (1945) è stato autore di numerose opere letterarie e teatrali. Il suo impegno politico si muove nel solco del marxismo per poi assumere, dal 1956, posizioni di distacco dall’URSS. Nel 1964 rifiuta il premio Nobel per la letteratura. Muore a Parigi il 15 aprile 1980.

Autore: Jean-Paul Sartre
Titolo: La speranza oggi
Editore: Mimesis
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo: 10 euro
Pagine: 164

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Massimo Stillo

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