La trilogia del commissario Mancini

Antonia del Sambro

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Mirko Zilahy ha deciso di regalare alla narrativa italiana qualcosa di profondamente diverso da tutto quanto si era visto fino a ora, qualcosa di unico nel genere del giallo nazionale e che sta appassionando migliaia di lettori perché la trilogia dedicata al commissario Mancini è audace e affascinante, tormentata e lieve, vicina ai best seller internazionali eppure così sentimentalmente italiana.


Una trilogia da leggere in sequenza e tutta d’un fiato per poi salutare uno dei personaggi letterari più straordinari creati negli ultimi anni. A tutto questo va aggiunto che Zilahy ha una padronanza della parola assoluta, perfetta, unica nel suo genere che rende ogni suo scritto una esperienza di lettura assolutamente sublime.

È così che si uccide

In una Roma tormentata dalla pioggia di fine estate un pericoloso killer semina morte seviziando le sue vittime con precisione chirurgica. Al ritrovamento del primo cadavere viene chiamato a indagare il commissario Enrico Mancini che si reca sul posto ma non riesce a proseguire nel suo lavoro perché gli ultimi avvenimenti personali lo hanno gettato in una cupa disperazione. L’odore del sangue, la vista della morte…lo sconvolgono profondamente e lo fanno rinunciare al caso. Proprio lui, un profiler che ha studiato e si è specializzato a Quantico, in grado di comprendere i pensieri dei criminali seriali e che servirebbe, per carriera e capacità a seguire la pista del killer e magari a fermarlo. Mancini è decisissimo ad abbandonare tutto ma i delitti che seguono e che insanguinano Roma lo riportano al suo lavoro e alla cosa che sa fare meglio. Fermare gli assassini.

In un crescendo di suspense ed emotività È cos’ che si uccide dà vita al primo stupendo capitolo della trilogia.

La forma del buio

Probabilmente uno dei migliori gialli pubblicati in Italia da un autore italiano negli ultimi dieci anni, questo secondo romanzo della trilogia presenta ancora una volta una Roma divisa tra bellezza senza tempo e violenza che genera morte. Un misterioso killer trasforma e trasfigura le sue vittime in opere ispirate alla mitologia classica: il Laocoonte, la Sirena, il Minotauro. Certamente il ritrovamento di questi poveri corpi è un punto di partenza ma non è sufficiente per comprendere la mente disturbata dell’assassino né i probabili indizi che si nascondono dietro il rito dell’uccisione. Enrico Mancini non è più al suo posto. Il tormentato e sfortunato commissario ha ben altri demoni personali con cui combattere e non ha nessuna voglia di scandagliare anche la mente altrui. Eppure, si lascia convincere dalla squadra che lo ha sempre affiancato nelle precedenti indagini e torna sul campo. La sfida che lo attende è terribile. Probabilmente la più difficile della sua carriera.

Una tensione narrativa da grande maestro e un linguaggio e uno stile ad altissimi livelli fanno de La forma del buio la più grande prova letteraria che poteva fornirci Zilahy.

Così crudele è la fine

Ultimo atto dedicato alla trilogia di Enrico Mancini e in qualche modo anche all’antica, superba città di Roma. La cappa del Male che anche questa volta sembra gravare sulla capitale e sull’esistenza dei protagonisti della narrazione di Zilahy, però, questa volta ha una espiazione inaspettata. Il tormentato e oscuro commissario Mancini ha scoperto la salvificazione della parola, del conforto della stessa e dell’interazione con gli altri. Dopo mesi passati a confrontarsi con la sua psicologa è un uomo diverso, più maturo, più forte e del tutto intenzionato a buttarsi alle spalle la voragine disfattista in cui era caduto. Per questo, quando viene chiamato a indagare sui nuovi sconvolgenti delitti che insanguinano la sua città comprende che capireil killer, la sua indole e la sua psiche risulterà fondamentale per risolvere il difficilissimo caso inun gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione dove la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.Così crudele è la fine è assolutamente tutto quello che si aspettano i lettori dall’ultimo romanzo della serie

Mirko Zilahy ha insegnato lingua e letteratura italiana a Dublino ed è cultore di lingua e letteratura inglese presso l’Università per stranieri di Perugia. Molto attivo su vari fronti editoriali, è stato fra l’altro editor per minimum Fax e traduttore dall’inglese di testi molto importanti, quali per esempio Il cardellino di Donna Tartt. Nel 2015 è uscito per Longanesi il suo romanzo d’esordio, È così che si uccide, a cui seguono La forma del buio (2017) e Così crudele è la fine (2018).

Autore Mirko Zilahy
Titolo: È così che si uccide – La forma del buio – Così crudele è la fine –
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2015 – 2018

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Antonia del Sambro

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