La suora giovane

Massimo Stillo

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La suora giovaneLa suora giovane (Ponte alle Grazie 2017) di Giovanni Arpino. Siamo nella Torino dei primi anni Cinquanta. Una città, molto diversa da quella odierna, dominata dalla FIAT, dalla fabbrica come luogo per eccellenza del lavoro e dall’operaio come figura cardine. In questo scenario si sviluppa la storia del romanzo breve La suora giovane di Giovanni Arpino, pubblicato da Einaudi nel 1959 e ora meritoriamente riproposto da Ponte alle Grazie.


“Non ho coraggio”. Così si apre questo romanzo che ha come protagonista Antonio Mathis, un uomo senza qualità che vive una vita scialba, sospesa tra il lavoro da ragioniere e la fidanzata Anna, con la quale il rapporto è abitudinario e privo di emozioni. La storia narra della relazione tra il quarantenne Mathis e una giovane novizia. Si osservano alla fermata del tram ma prima di parlarsi passerà diverso tempo. L’attrazione però aumenta e si vedono continuamente alla solita ora, a volte lasciando passare il tram in modo da prolungare il tempo sulla pedana. Mathis studia i gesti, i movimenti, gli sguardi della novizia. L’innamoramento è una piccola-grande rivoluzione nel grigiore quotidiano. È Il tempo dell’attesa che sa farsi spazio mentale e palpitazione del cuore, dell’intenzionalità che è anche ricerca dell’ intenzionalità dell’altro/a. E del trovare le parole, le giuste parole da pronunciare di fronte a lei. Arriverà il momento di parlarle ed inizierà una seconda fase, sul pianerottolo dell’appartamento dove la novizia assiste un avvocato malato.

Sin dalle prime pagine il lettore è immerso nel racconto. Con semplicità e stile limpido, Arpino ci coinvolge in una passione inattesa. Di contro, il rapporto di Mathis con i colleghi e con la fidanzata diventa subito chiaro nella sua insignificanza. Ne è una prova la cena trascorsa insieme con Anna e i colleghi di lavoro Iris e Mo alla vigilia di Natale dove il suo comportamento stride rispetto alla frivolezza della compagnia.

La fessura della porta del pianerottolo dove la novizia si intrattiene con Mathis lascia passare frasi lievi, corrispondenti ai moti del cuore. Un dialogo composto da fremiti e sussurri a cui non corrisponderà nessuna decisione. Mathis non troverà più Serena (questo il nome della novizia) sulla consueta pedana del tram. Spinto dalla curiosità e dal desiderio conoscerà a Mondovì, dai genitori di lei, il suo trasferimento a Ferrara.

Mathis e Serena rappresentano due vite non volute e quindi non pienamente vissute. Mathis si confida con il padre di Serena: “Mi ha cambiato vita. Ho sempre pensato a sposarla, gliel’ho detto. Mi sono persino comperato due vestiti. Solo che non ho capito che dovevo far presto, ecco tutto. Ma alla mia età si comincia ad andar piano…”.

Non sappiamo se la raggiungerà a Ferrara. Quando si reca alla stazione di Mondovì la biglietteria è ancora chiusa. Così si perpetua il tempo dell’attesa e della sospensione.

La storia raccontata è misteriosa e resa magnetica dalla scrittura. Un diamante cristallino di letteratura che parla anche in termini universali come solo i capolavori sanno fare.

Giovanni Arpino nasce a Pola nel 1927 e muore a Torino nel 1987. La sua città d’adozione è Torino. Scrittore e giornalista, ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Il Giornale e La Stampa e il settimanale Il Mondo. Si è aggiudicato diversi premi letterari come il Campiello e il Premio Strega. Scrisse numerosi romanzi tra cui ricordiamo L’ombra delle colline. Grande appassionato di calcio, scrisse Azzurro tenebra, romanzo sulla partecipazione della nazionale italiana ai mondiali del 1974.

Autore: Giovanni Arpino
Titolo: La suora giovane
Editore: Ponte alle Grazie
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo: 12,50 euro
Pagine: 144

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Massimo Stillo

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