Di notte sognavo la pace

Viviana Filippini

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dinottesognavolapaceDi notte sognavo la pace. Diario di guerra 1941-1945 (Longanesi 2018), di Carry Ulreich. Tutti, più o meno, abbiamo sentito parlare del Diario di Anna Frank, ne abbiamo letto il libro o visto il film.


Quello della Frank, come gli scritti di Etty Hyllesum, sono alcune delle testimonianze più note del dramma dell’Olocausto, ma ecco che stanno uscendo altri vicende umane che narrano a noi di oggi il dramma del passato. Per la Giornata della Memoria del 27 gennaio, Longanesi edita Di notte sognavo la pace. Diario di guerra 1941-1945 di Carry Ulreich, un’adolescente ebrea residente a Rotterdam, in Olanda. Il diario, è giunto a noi grazie ai nipoti dell’autrice che hanno scoperto i diari con la testimonianza della nonna.

Il testo racchiude diversi quaderni, che per la stampa italiana sono stati suddivisi in tre sezioni, certo è che l’arco di tempo coperto dai manoscritti della Ulreich è molto ampio, perché va dal dicembre del 1941, fino al 1945, anno in cui la guerra finì. A differenza di quello che conosciamo con il diario della Frank, in quello della Ulreich si vive in modo completo l’arrivo e il radicarsi sempre più consistente del Nazismo in Olanda. Pagina dopo pagina il lettore vede cambiare e trasformarsi la vita della protagonista e della sua famiglia. Carry narra il vissuto quotidiano, fatto di scuola, feste tra amici, incontri in sinagoga e attività sociali tipiche degli anni Quaranta.

La libertà sembra essere inattaccabile, ma il tutto si complica con il passare del tempo e con l’arrivo dei divieti imposti dai nazisti come la requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei potevano uscire di casa, l’obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni, compresa quella del padre di Carry che era sarto, l’imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche. La famiglia Ulreich cominciò a mettere in atto diversi piani per evitare la deportazione, poi un colpo di fortuna inaspettato: gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, offrì a Carry e ai suoi familiari di nascondersi nella loro casa. Gli Zijlmans, consapevoli di correre un rischio altissimo, non si fermarono e andarono avanti, imperterriti, nella loro missione di salvezza. La famiglia Ulreich trascorre anni e giornate intere sul filo del rasoio, vivendo nell’ombra, con piccole uscite (andare dal dentista, in farmacia, brevi passeggiate) e trascorrendo ogni singolo attimo con la consapevolezza che la loro sorte sarebbe potuta cambiare da un momento all’altro.

La pagine del diario di Carry sono la vicenda umana di una ragazza che diventa donna in un contesto di pericolo e di privazioni. Giorno dopo giorno scopriamo il farsi della guerra grazie a quelle notizie che Carry riporta nel suo diario perché lo sente alla radio, però parla anche della progressiva e consistente diminuzione di cibo, delle difficoltà a sapere quello che è accaduto ad amici e parenti. Al dramma, alla paura si alternano anche momenti di spensieratezza come i compleanni festeggiati con la propria famiglia e gli Zijlmans, che lei chiama Mamma II e Papà II, e non mancano alcune riflessioni derivanti dalla convivenza forzata di loro ebrei osservanti con un famiglia olandese cattolica che non sempre riusciva a comprendere e ad accettare i loro usi e costumi.

Il volume è curato da Bart Wallet, storico e studioso esperto di antisemitismo e presenta un’accurata appendice nella quale viene ricostruito il contesto storico olandese bellico nel quale visse Carry Ulreich, permettendo in questo modo al lettore di avere un quadro completo degli spazi e dei tempi, dove si svolse il dramma della famiglia Ulreich e non solo. Interessante anche la documentazione fotografica che restituisce al fruitore i volti di Carry, della sorella Rachel, dei famigliari e di chi gravitò loro attorno in quegli anni bui.

Quella di Carry Ulreich è un testimonianza intensa e travolgente, che porta tutti noi a confrontarci con un tempo appartenente ad un passato non troppo lontano. Non solo, nelle pagine del libro oltre alla incognite per il futuro, trovano spazio l’amore e le speranze di libertà di una giovane donna costretta dagli eventi a vivere nascosta.

Di notte sognano la pace. Diario di guerra 1941-1945 della Ulrich è la storia vera di una vita messa in pericolo, che ebbe un esito diverso da quello di Anna Frank e di Etty Hillesum, ed è un altro importante tassello da conoscere e da aggiungere al lavoro, importante e necessario, di continuare a fare memoria, per evitare che nel presente si manifestino di nuovo i terribile e insensati spettri del male passato.

Carry Ulreich (1926), ora Carmela Mass, vive attualmente in Israele. Dopo l’arrivo delle truppe canadesi a Rotterdam nel 1945 rimase in città con la famiglia dove seguì le lezioni dei soldati della Brigata ebraica. Il giorno dopo aver finalmente conseguito il diploma, si sposò e si trasferì con il marito a Gerusalemme dove vive tuttora in compagnia di tre figli e più di sessanta pronipoti. Il 15 novembre 2017 ha compiuto 91 anni.

Autore: Carry Ulreich
Titolo: Di notte sognavo la pace. Diario di guerra 1941-1945
Editore: Longanesi
Traduzione: G. Testa
Anno di pubblicazione: 2018
Prezzo: 18,90 euro
Pagine 432

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Viviana Filippini

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