Zero

Antonia del Sambro

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ZeroZero (Pagnini Editore 2016) di Nicoletta Agricoli, quando il racconto diventa viaggio e scoperta di un territorio. Cosa succede quando una donna ne incontra un’altra che ha voglia di raccontare la propria storia e si scopre che questa narrazione è quella di un intero popolo, di una magnifica città e di un terra che ancora lotta e sogna di essere Libera?


Zero è un romanzo strano, costruito partendo da una Legge, la famosissima Merlin, che desiderando dare una dignità e un percorso diverso a tante povere giovani sfortunate finisce con il nulla di fatto più clamoroso della penisola italiana. Intanto perché le ragazze di “vita” prive di istruzione, di consapevolezza di se stesse e provenienti tutte da numerosissime famiglie poco abbienti, non sapevano come altro fare per sopravvivere e poi perché molte di esse alla chiusura delle case di tolleranza erano già belle e grandicelli per pensare realisticamente di potersi rimettere in gioco in un modo o nell’altro. Eppure qualcuna, per buonasorte, coraggio, destino o incontri fortuiti alla fine in qualche modo ce la faceva. Mariannina ex entreneuse della Casa di Madame Corinne è una di queste e di cose e di vita e di amore e di morte ne ha da raccontare davvero tante.

E così in una trama che si dipana tra passato prossimo e futuro presente e anteriore Nicoletta Agricoli costruisce un romanzo di riscatto e di desiderio di libertà, di decadenza e splendore, di gente del nord e gente del sud ognuna racchiusa nella sua bruttezza, bellezza, saggezza. Zero è il punto da cui tutto parte per fare un giro completo e a tratti inenarrabile e ritornare esattamente da dove tutto è iniziato: dal desiderio di sogni da realizzare e indipendenza da conquistare. E non importa se le luci soffuse e velluti consunti di una casa di tolleranza sembrano lontani anni luce dalla corruzione edilizia e delle infrastrutture di una città del Mediterraneo che lotta ancora con se stessa e con la abita. Quello che importa è il perseguire della verità che rende sempre liberi come nella migliore tradizione.

Agricoli, però, per questo lavoro non ha solo in mente di scrivere un romanzo ma di confrontarsi anche con una vera e propria lingua, quel palermitano che molti autori prima di lei hanno cercato di riportare e utilizzare in tanti scritti e che la cinematografia di metà ‘900 ha imposto come qualcosa di divertente e da scimmiottare, tranne rari casi. Zero contiene così anche un linguaggio che nulla o quasi ha a che fare con la narrazione o con i personaggi in sé ma che è impegno autoriale, confronto ricercato, alibi per una storia che sarebbe stata lo stesso in piedi da sola. Presentato all’ultimo Salone del Libro di Torino da uno dei responsabile dell’Associazione Libera e facendosi notare subito per la sua originalità e coraggio, Zero, rimane un romanzo di facile lettura, scritto con il cuore e che piacerà molto più ai lettori non palermitani. Giusto, così, per capire quanto a volte siano tortuose le vie degli scrittori italiani.

Nicoletta Agricoli è nata a Firenze nel 1953 e da oltre 25 anni vive e lavora a San Godenzo, comune fiorentino del Parco Nazionale delle Foreste del Casentinese. Nel 2008 ha pubblicato sempre con Pagnini Editore La Signorina romanzo sull’occupazione nazifascista italiana e che ha ricevuto il plauso dell’Istituto di Studi sulla Resistenza di Firenze.

Autore: Nicoletta Agricoli
Titolo: Zero
Editore: Pagnini
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo: 15 euro
Pagine: 206

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Antonia del Sambro

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