L’uroboro di corallo

Alessandra Stoppini

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L'uroboro di coralloL’uroboro di corallo (Salani 2017) di Rosalba Pirrotta racconta la storia di un riscatto al femminile nella Sicilia dei giorni nostri.


“Vivevo a Catania, in un palazzetto ai margini di un quartiere malfamato. Ma ero malfamata anch’io: straniera e concubina (e poi vedova) di un anziano possidente”.
Una lettera scritta in Lituania, a Vilnius, che non sarebbe mai giunta alle eredi, perché rimasta dentro una vecchia agenda e mandata al macero.

Parte da qui il nuovo romanzo della brava autrice siciliana capace nei suoi scritti di coniugare ironia, sagacia, amore per le dotte citazioni e passione per la cucina. Anastasia Buonincontro si trovava in un momento difficile della propria esistenza. La donna, 71 anni, che portava il nome della santa di Sirmio, venerata in Occidente e in Oriente, due figlie, la perfezionista Doriana e l’insicura Nuvola, e un nipotino, Antonio, era stata lasciata dal marito. Il fedifrago, di professione archeologo aveva preferito ad Anastasia, una ricercatrice anzi una “mammadrava” con la chioma fiammeggiante. Ora Anastasia si considerava come una madre e una nonna incapace, come una pensionata inutile.

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Alessandra Stoppini

One Comment

  1. Rosalba Perrotta

    Grazie per la bella recensione!