Le mie cene con Edward

Antonella Stoppini

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Le mie cene con EdwardLe mie cene con Edward di Isabel Vincent (Garzanti 2016) è un romanzo che ricorda che nella vita c’è sempre l’occasione per donare e per imparare.


“Mi ero da poco trasferita a New York dopo essere stata assunta come giornalista in un quotidiano. Il mio matrimonio faceva acqua da tutte le parti, nonostante mi sforzassi con tutta me stessa di fingere che le cose andassero bene”. La quarantenne Isabel lavorava come giornalista investigativa al “New York Post” e avendo passato la maggior parte della sua vita professionale a fare la corrispondente dai paesi in via di sviluppo “adoravo il caos” della Grande mela, anche se era difficile, tra il traffico cittadino e il suo lavoro, conciliare tutto come, per esempio, dover correre a prendere la figlia Hannah a scuola. La famiglia, che proveniva dal Canada, aveva traslocato dall’Upper East Side a Roosevelt Island, dietro l’insistenza del marito, in un ultimo disperato tentativo di salvare il loro matrimonio. Il marito si rifiutava di adattarsi in quello che per lui sembrava il posto peggiore del mondo. I due coniugi ormai non andavano più d’accordo e Isabel era consapevole che per molto tempo “avevamo portato i nostri bagagli emotivi su e giù attraverso due continenti” facendo e disfacendo valigie e scatoloni evitando di misurarsi con un rapporto che si stava logorando.

La sua amica Valerie, la quale aveva perso da poco la madre Paula di circa novantacinque anni, era molto preoccupata per il padre Edward di novantatrè anni che stava soffrendo moltissimo per la scomparsa, dopo sessantanove anni di matrimonio, della sua amata moglie. Il sensibile Edward “componeva a mano poesie e racconti brevi”, poco prima che Paula morisse, le aveva promesso a malincuore, che avrebbe cercato di continuare a vivere pur senza di lei. L’anziano signore trovava impossibile tenere fede alla promessa e trascorreva le sue giornate nell’appartamento silenzioso. Isabel era rimasta molto commossa nell’ascoltare la tenera e infinita storia d’amore dei genitori dell’amica, che le aveva proposto di andare a cena dal padre “È un cuoco meraviglioso”. La giornalista, per la loro prima cena, aveva indossato un tubino nero, e portando come dono una bottiglia di vino, era giunta da Edward il quale abitava al quattordicesimo piano di un signorile condominio con ampie terrazze le cui grandi finestre panoramiche si affacciavano sull’East River.

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Antonella Stoppini

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