Io non mi chiamo Miriam

Michela Gelati

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Io non mi chiamo Miriam“Io non mi chiamo Miriam”: lo dice all’improvviso, un’anziana signora di 85 anni, in una tranquilla cittadina svedese, circondata dalla famiglia e dagli affetti di una vita, il giorno del suo compleanno. Ha davanti il bracciale ricevuto in dono dalla sua famiglia, con il suo nome inciso. Ma il nome, dice per la prima volta nella vita, è sbagliato, non è il suo. Lei non si chiama Miriam.


Inizia così, con questa signora che nega il suo nome, con i familiari confusi e preoccupati (sarà ammattita? pensano senza avere il coraggio di ammetterlo) lo splendido romanzo Io non mi chiamo Miriam della scrittrice, drammaturga e giornalista Majgull Axelsson (Iperborea 2016). Ma Miriam non è ammattita. Miriam davvero non è il suo vero nome, e solo a 85 anni ha avuto il coraggio di dirlo. Nelle quasi 600 pagine del libro, Miriam racconterà infatti alla giovane nipote il suo segreto tenuto nascosto per lunghissimi anni: la storia di una ragazzina rom di nome Malika che sopravvisse ai campi di concentramento fingendosi ebrea, infilando i vestiti di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbrück.

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Michela Gelati

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