Diari a confronto

Viviana Filippini

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Diari a confrontoDiari a confronto. Anna Frank Etty Hillesum di Enzo Romeo (Àncora Edizioni 2017). Il testo mette confronto i diari di due giovani donne – Anna Frank e Etty Hillesum – diventate vittime dell’insensata macchina omicida messa in atto dal Nazismo, durante la Seconda guerra mondiale.


Il volume è caratterizzato da un’interessante parte introduttiva nella quale viene messo in evidenza come queste due ragazze, che mai si conobbero, abbiano affrontato stesse situazioni di vita, stessi temi e argomenti in quei quaderni scritti in modo fitto fitto. Più ci si addentra nella lettura del testo di Romeo, più si scoprono i parallelismi nelle vite delle due protagoniste. Etty nacque nel 1914, Anna nel 1929, ma i 15 anni di differenza non ostacolarono l’incombere della Storia che travolse entrambe le ragazze. Etty si trasferì ad Amsterdam nel 1932 per studiare Giurisprudenza, Anna arrivò nel 1933, lontana da Hitler che proprio quell’anno salì al potere in Germania. Nel 1941 Etty cominciò a scrivere il suo diario su consiglio di Julius Spier, uno psicochirologo suo amico e nel 1942 Anna, il 12 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno ricevette in regalo quel diario che divenne, di lì a pochi giorni, (il 6 luglio, fu il giorno in cui la famiglia Frank si rifugiò nell’alloggio segreto della ditta Opeka) il mezzo di conforto per combattere un futuro del tutto incerto. Oltre ad Amsterdam e alla necessità vitale di scrivere, Anna e Etty ebbero in comune il passaggio a Westerbok, il campo di smistamento dal quale partivano i vagoni stracolmi di ebrei diretti ai lager. La Hillesum ci arrivò nel 1942, su sua richiesta, per lavorare nella sezione dell’Assistenza sociale ai deportati, senza rendersi conto che a breve anche a lei e alla sua famiglia sarebbe toccata la stessa sorte. La Frank arrivò a Westerbork nell’agosto del 1944 e partì in direzione di Auschwitz ai primi di settembre e, come Etty, non fece più ritorno. Oggi di Anna ed Etty ci restano gli intensi diari. Quelle parole messe su carta per le due donne divennero una forma di salvezza, di attaccamento alla vita e di libertà, in un mondo nel quale per loro – ebree – la libertà stessa divenne un lontano miraggio, purtroppo, irraggiungibile.

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Viviana Filippini

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