Il profumo delle foglie di tè

Alessandra Stoppini

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Il profumo delle foglie di tèIl profumo delle foglie di tè scritto da Dinah Jefferies (Newton Compton 2016) è una coinvolgente storia d’amore, gelosia, tradimenti e segreti.


Ceylon, 1925.
“Non c’è posto più lontano del Gloucestershire”.
Finora la diciannovenne Gwendolyn non si era mai spinta oltre Owl Tree Manor se non per un paio di viaggi a Londra con la cugina Fran. Adesso, stava per sbarcare dalla nave che dall’Inghilterra, dal porto di Southampton, l’aveva condotta a Colombo, capitale dello Sri Lanka dove la aspettava Laurence Hooper, suo marito, un coltivatore di tè che possedeva una piantagione nell’isola di Ceylon.

Con il cappello di paglia in mano, Gwen, sporgendosi dalla balaustra ricoperta di salsedine, mentre nell’aria risuonavano i versi dei gabbiani che si avventavano sulle piccole barche ammassate in acqua, aveva preso una bella boccata di un’aria che avrebbe creduto salmastra, meravigliandosi del profumo molto più forte. Era un misto di cannella, sandalo e fiori di gelsomino, perché c’erano molti fiori di questo tipo a Ceylon. Niente però aveva preparato Gwen allo shock del caldo afoso di Ceylon, né ai colori stridenti o al contrasto tra il bianco luminosissimo della luce e la profondità dell’ombra. Era stato un sollievo per la giovane donna rivedere Laurence nella hall del Galle Face Hotel, dopo tutti quei mesi di lontananza.

Aveva amato Laurence dal primo momento in cui l’aveva notato alla serata di musica a Londra, dove l’aveva portata Fran e “quando lui le aveva sorriso e le era andato incontro deciso a presentarsi, lei era già perduta”. Nonostante i genitori di Gwen non fossero stati molto contenti che un vedovo di trentasette anni volesse sposarla, la ragazza non aveva sentito ragioni. Laurence, alto, capelli castani e corti un po’ brizzolati sulle tempie, con una bella schiena ampia, era il classico prodotto uscito dal college di Winchester e dava l’impressione che la sicurezza gli scorresse nelle vene. Adorato dalle donne e rispettato dagli uomini, leggeva Robert Frost e William Butler Yeats. “Gwen lo amava per questo…”.

“Era il suo primo mattino nel suo nuovo mondo” nella piantagione nelle colline, Gwen si era alzata presto a causa della luce che filtrava nella stanza attraverso le tende di mussola. Fuori, i giardini pieni di fiori scendevano fino al lago susseguendosi in tre terrazze, con sentieri, scalinate e panchine messe tra gli alberi in modo strategico. Lo stesso lago era più luccicante che mai. Dietro il lago si elevava un tappeto verde fatto di arbusti di tè così simmetrici che sembravano cuciti in file. Le raccoglitrici che indossavano sari dai colori brillanti e sgargianti, erano simili a minuscoli uccellini ricamati. Eppure tutta questa lussureggiante vegetazione e l’atmosfera quasi da fiaba esotica nascondevano un bruciante segreto…

The Tea Planter’s Wife, il miglior romanzo dell’anno secondo Sunday Express, tanto evocativo quanto misterioso, si legge tutto di un fiato.
“Prima volta in Oriente?”

Dina Jefferies è nata a Malacca, in Malesia, e si è trasferita in Inghilterra all’età di otto anni. Ha insegnato Studi teatrali e Inglese e iniziato a scrivere nei cinque anni che ha trascorso in un piccolo villaggio sulle montagne andaluse. Ha esordito con il romanzo La separazione, pubblicato da Penguin in Inghilterra, e in Italia dalla Newton Compton. Il profumo delle foglie di tè alla sua uscita ha raggiunto il primo posto dei più venduti in Inghilterra e vi è rimasto per diversi mesi.

The Tea Planter’s Wife è tradotto da Elisa Tramontin e da Angela Ricci.

Autore: Dinah Jefferies
Titolo: Il profumo delle foglie di tè
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo: 9,90 euro
Pagine: 416

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Alessandra Stoppini

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