Capoferro

Viviana Filippini

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capoferroCapoferro è un piccolo centro sperduto sui monti. Capoferro, romanzo di Nicola Minessi, edito nel 2016 da EKT edikit, è ambientato in Italia durante la Seconda guerra mondiale e la dimensione sociale narrata dall’autore bresciano è caratterizzata da un piccolo universo umano che sembra vivere dentro ad una sorta di protettiva campana di vetro.


Chi si avvicina a Capoferro, prima di entrarci, deve conoscere le origini antiche della gente del posto e, non a caso, Minessi le va a ripescare nella preistoria a dimostrazione del fatto che chi vive nella piccola comunità, non solo ha origini primordiali, ma ha attraversato il mondo nel corso dei secoli. Gli abitanti della località montana sono personaggi letterari noti al lettore grazie ai loro originali nomignoli e sono la rappresentazione di un’umanità che a tratti potrebbe sembrare grottesca e caricaturarle, ma che ha in sé una saggezza profonda e un rispetto del diverso che ha molto da insegnare a tutti i lettori.

Chi abita a Capoferro? Nelle pagine si incontra per esempio Ornella, una giovane donna arrivata a Capoferro sola e incinta. Tutti l’hanno accettata senza fare troppe domande sul perché o per come si sia trovata nella sua situazione. Ad un certo punto ci si imbatte in Niuton, un geniale contabile che ha una particolare competenza, sgangherata e personale, in ambito scientifico. Accanto a lui Lomo, il disertore dell’Armata Rossa riparato nel paese di montagna. C’è posto per Mungibeddu, uno scanzonato pianista jazz di origine bergamasca, il Garrincha, arrivato direttamente dall’Ecuador, ed esperto produttore del vino tanto amato e consumato nelle sagre del paese. C’è Giasone dalle mani enormi e dallo schiaffo supremo, l’estroso Karlu dall’abbigliamento e carattere insoliti.

Attorno a questa umanità si innesta poi il Branco capitanato da il Griso e composto da Isidona, Gavetta, Gambalino, Scintilla e Viperina. Gli stranieri che arrivano da fuori, in questo caso la pattuglia di soldati tedeschi guidata dall’SS von Krappen, sono affascinati da questa gente semplice e dalla magica atmosfera di pace e tranquillità che anima il paesello. Tanto è vero che i militari, ad un certo punto, sembrano dimenticarsi del tutto della missione che lì devono compiere e a chi importa più di verificare l’esistenza vera o presunta del Passo dell’Oca. Questo è il segno evidente della capacità inclusiva della piccola comunità di Capoferro, la quale non considera tanto la superficie delle persone e cose, ma accoglie tutti coloro che hanno bisogno di un cambiamento esistenziale radicale. Gli individui che vengono inclusi sono soldati, fuggitivi, poveracci che hanno perso tutto o che sono maltrattati per le proprie origini, e per loro il paesello di montagna è un punto di arrivo dal quale rinascere e dove: “ciò che non ha padroni non è in vendita, si può condividere con chiunque, perché ciò che non appartiene a nessuno è di tutti”.

La località di Capoferro forse non esiste nella realtà, ma essa rappresenta a livello metaforico quei tanti piccoli centri abitati che durante il conflitto bellico riuscirono a rimanere, per loro fortuna, un po’ immuni dai bombardamenti, dalla distruzione e dalle tragiche notizie che raccontavano la morte e i drammi della guerra. Capoferro di Nicola Minessi è un universo umano a tratti primordiale e atemporale, nel quale chi vi arriva percepisce quella purezza e libertà che, una volta vissute, non possono più essere abbandonate.

Nicola Minessi nasce a Brescia nel maggio 1972. L’amore incondizionato per musica e letteratura si manifesta in lui già in fanciullezza e in età adulta si sintetizza nel cantautorato. Pubblica due album (Addosso 2009 – Lina voglio ucciderti 2013), scritti, cantati e suonati interamente da lui. Dopo essersi esibito dal vivo avvalendosi dei servigi di musicisti di livello internazionale, approfondisce l’esperienza della scrittura maturata nel redigere i testi delle sue canzoni. Si dedica alla narrativa scrivendo racconti brevi e caricature fantasiose di vita quotidiana. Con una di queste (Lettera al direttore) vince nel 2014 il Concorso Letterario “Scrivimi una storia” dell’associazione culturale Don Chisciotte. Capoferro è il suo primo romanzo.

Autore: Nicola Minessi
Titolo: Capoferro
Editore: EKT edikit
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo: 12 euro
Pagine: 220

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Viviana Filippini

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