L’Italia nascosta

Antonella Stoppini

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italia nascostaL’Italia nascosta di Carlo Vulpio (Skira 2016) è un viaggio nella bellezza sconosciuta del nostro Paese attraverso città, villaggi, chiese abbazie, affreschi e mosaici che custodiscono un patrimonio culturale di grandissimo valore che molti non hanno mai potuto visitare.


Il nostro itinerario parte dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, sita nel Comune di Asciano in provincia di Siena, fondata nel 1319 dal monaco benedettino Bernardo Tolomei (1272 – 1348).

Le colline d’argilla fanno da contorno al complesso medioevale posto su un’altura all’interno di un bosco di cipressi, querce e pini. “Lo vedono gli occhi, ammaliati dalle ondulazioni delle Crete senesi, colline d’argilla i cui colori vengono decisi dalle stagioni e dalle ore del giorno”. Nel chiostro, le pareti delle quattro gallerie sono interamente dipinte, “attraverso un ciclo di trentasei meravigliosi affreschi” da “Le storie di San Benedetto” realizzate da Luca Signorelli, “che cominciò a lavorarci nel 1497, e poi da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, che arrivò nel 1505 e li completò”. Nell’edificio dedicato a San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale, vige ancora la regola “Ora et labora”. Infatti, sette ettari di vigneto danno vita a un ottimo vino rosso corposo e intenso chiamato “Monaco Rosso”.

Una bellissima biblioteca, un lungo ambiente diviso in tre navate, contiene duemila tra opuscoli, volumi e incunaboli. Fortunato il viandante che avrà l’occasione di visitare questo posto mistico ove il tempo sembra essersi fermato e l’animo anela a una benefica pausa. Riprendiamo il cammino per giungere nell’Alta Tuscia a Civita di Bagnoreggio, in provincia di Viterbo. “La città che muore”, come viene chiamata a causa dell’erosione della collina e della vallata circostante, è una frazione di Bagnoreggio che fa parte dei borghi più belli d’Italia. E’ la sua precaria base d’appoggio che ha reso difficile nei secoli la vita di Civita facendola sprofondare un po’ alla volta. Il borgo, “acropoli preziosa e unica” abitato da una decina di persone si può raggiungere tramite un ponte, lungo trecento metri, percorribile a piedi. La sua concezione urbanistica è costituita da cardi e decumani secondo l’uso romano. Civita, luogo fiabesco per i colori del paesaggio e il silenzio che lo avvolge, è in realtà una città che vive e vuole vivere in forza della sua unicità e del suo fascino etrusco e medioevale.

“Sono partito senza alcun timore né soggezione. Al contrario, mi sentivo impaziente e pronto ad applicare un metodo di indagine e a imbastire racconti che intrecciassero la storia con la storia dell’arte”, così chiarisce l’autore nella Prefazione il motivo per il quale è nato il volume. La perfetta comunione di questi due elementi rendono il testo interessante e stimolante. Dal Nord in provincia di Varese a Castelseprio, con gli affreschi di Santa Maria Foris Portas, datati tra il VI e il X Secolo, dipinti da un pittore anonimo probabilmente bizantino, fino a Sud nella chiesa di Santa Maria della Croce di Casaranello, in provincia di Lecce, dove si trova uno dei più antichi e meravigliosi mosaici paleocristiani, il lettore assiste a un piacevole carosello di “grande bellezza”.

“L’Italia dei tesori nascosti è un altro Paese, un’altra Italia, tutta un’altra storia. Però gli italiani non lo sanno”.

Carlo Vulpio giornalista del “Corriere della Sera” dal 1990 è autore d’inchieste e reportage culturali dall’Italia e dall’estero. Ha scritto anche Roba nostra (2008), La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa (2009) e Un nemico alla Rai (2012).

Autore: Carlo Vulpio
Titolo: L’Italia nascosta
Editore: Skira
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo: 16 euro
Pagine: 224

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Antonella Stoppini

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