Una famiglia decaduta

Viviana Filippini

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Una famiglia decadutaUna famiglia decaduta di Nicolaj Leskov, (Fazi 2016). Nikolaj Leskov. Chi è costui? Ad alcuni lettori il suo nome potrebbe suona del tutto sconosciuto. Per altri, invece, potrebbe essere noto, anzi alcuni lettori potrebbero metterlo sullo stesso piano di Dostoevskij e Tolstoij.


Nikolaj Leskov, assieme agli altri due autori russi citati, è uno dei maggiori esponenti della letteratura russa del XIX secolo, che l’editore Fazi vuole riportare all’attenzione dei lettori con il romanzo Una famiglia decaduta. Il libro venne pubblicato in Russia per la prima volta nel 1874, mentre la prima edizione stampata in Italia risale al 1946, ad opera dell’editore Longanesi. Questo romanzoera affiancato ad altri due libri Tempi antichi nel villaggio di Plodomasovo e I preti della cattedrale con i quali costituiva una vera e propria trilogia denominata Cronache di Sargorod.

Protagonista di Una famiglia decaduta, ambientata nella Russia dell’Ottocento, è Varvara Nikanorovna. La donna è un giovane vedova di guerra che abita nella sua residenza di campagna, impegnata e dedita alla crescita dei tre figli (due maschi e una femmina) e al benestare dei contadini che vivono e lavorano nelle sue proprietà. Varvara è bella, non ha nemmeno 30 anni quando il marito Lev Jacovlevič viene ucciso durante una delle battaglie napoleoniche, ma lei non vuole risposarsi, in quanto Lev è stato e sarà sempre il suo amore e, non a caso, la donna rifiuterà tutti gli spasimanti che le gironzolano attorno. Ad aiutare la protagonista nella gestione della casa, e ancora di più nella crescita dei figli, c’è la tata Olga Fedotovna.

Quello che affascina della scrittura di Leskov è la sua capacità di penetrare nell’animo della protagonista, una donna di umili origini, appartenente alla piccola-media nobiltà, “figlia” di un’ascesa sociale che le ha permesso di entrare nell’alta aristocrazia russa quando, a cinque anni, venne accolta dai Protazonov. Varvara crescerà, diventerà moglie, madre, vedova, ma nonostante la ricchezza non perderà mai il ricordo delle sue umili origini, tanto da restare sconvolta dalla corruzione, dall’insulsaggine e dalla mancanza di valori esistenziali della nuova nobiltà emergente di Pietroburgo. Uno strato sociale rinnovato del quale anche lei sarà vittima, quando il conte di origine tedesca Funckendorff, da lei rifiutato come sposo, si unirà in matrimonio ad Anastasia, la figlia della principessa stessa. Varvara, imbrogliata dal meschino genero, perderà quasi tutti i suoi averi e, impotente, assisterà allo svolgersi del drammatico destino dei suoi amati contadini – siamo ancora ai tempi dei servi della gleba-, sottomessi ad un cinico e disumano amministratore nominato dal genero.

Il romanzo di Leskov è un attento affresco di un’epoca, di una società nella quale i suoi componenti sembrano aver perso il senso della ragione. Varvara è consapevole di questo degrado e questa coscienza, le permette di mantenere viva quell’umile umanità che la distingue dal corrotto mondo che la circonda.

Nicolaj Leskov nasce a Gorochovo, nel governatorato di Orël, nel 1831. La sua è una giovinezza difficile, trascorsa prima come agente reclutatore dell’esercito e poi al servizio di un ricco proprietario terriero. Nel 1864 pubblica un duro romanzo antinichilista, Senza uscita, che gli procura un pesante ostracismo, rotto soltanto dall’interessamento di Dostoevskij. Il decennio 1865-1875 è comunque il momento più fecondo del suo lavoro: scrive i capolavori L’angelo sigillato (1873), Il viaggiatore incantato (1873), Una famiglia decaduta (1874). Muore a San Pietroburgo nel 1895. Leskov è oggi considerato, insieme a Tolstoj, Dostoevskij, Goncarov, Turgenev e Gogol, uno dei più grandi scrittori russi dell’Ottocento. Una famiglia decaduta è tradotto da Flavia Sigona.

Autore: Nicolaj Leskov
Titolo: Una famiglia decaduta
Editore: Fazi
Pubblicazione: 2016
Prezzo: 16 euro
Pagine: 282

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Viviana Filippini

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