Morte di un maestro del Tè

Roberto Bisogno

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Morte di un maestro del TèMorte di un maestro del Tè di Yasushi Inoue (Skira 2016). Il capolavoro scritto dall’autore che viene unanimemente riconosciuto come uno dei principali scrittori giapponesi del XX° secolo, è rimasto finora in gran parte sconosciuto ai nostri lettori per l’assenza di un’edizione italiana.


Il libro, una delle opere più importanti della letteratura del Sol Levante, ci trasporta in un mondo, quello giapponese del XVI° secolo, con una concezione dell’esistenza e, in particolare, della libertà individuale, distanti dai canoni della nostra “civiltà occidentale” e per questo motivo per noi tanto affascinante quanto difficile ad essere interamente penetrato. Al centro della narrazione, infatti, è un monaco buddista, maestro della cerimonia del Té – “la cui essenza è condensata nei principi di armonia, rispetto, purezza” – un’”arte” importante nella cultura popolare e tradizionale nipponica. E’ un libro, quindi, che si impone non solo per l’intrinseco valore letterario ma, soprattutto, per i suoi contenuti di profonda spiritualità.

L’Autore narra di essere venuto in possesso di un diario scritto dal monaco Honkakubo, vissuto tra il XVI° ed il XVII° secolo, in cui vengono rievocati gli ultimi giorni di vita del suo Grande Maestro, cultore della Via del Tè, Sen no Rikyu,“sistematizzatore”della cerimonia del Tè, che ebbe un grande seguito nel XVI° secolo (morì nel 1591 all’età di 69 anni. L’allievo prediletto ha dedicato tutta la sua vita per comprendere i motivi dell’oscura morte del suo maestro, e di altri maestri del Tè dell’epoca, che, senza alcuna apparente colpa, accettarono di eseguire, senza discutere, gli ordini del potente leader militare Thietomi Hideyoshui: togliersi la vita facendo “seppuku” (il suicido rituale buddista). Eppure Sen no Rikyu si era sempre dimostrato osservante delle leggi e delle regole che legano il subordinato al suo Signore ed, anzi, si era conquistato un grande seguito e altrettanti meriti nella vita (1522/1591) riformando incisivamente la cerimonia del Tè e fondando una scuola nella quale praticare la Via del Tè secondo l’indirizzo Ura Skuke.

Come deve essere interpretata, quindi, la condotta del Maestro: un’estrema protesta contro il potere dominante ovvero la solenne rivendicazione della libertà individuale? Intorno a questo tema si dipanano i ricordi e le profonde riflessioni sul destino umano dell’Autore del Diario, che dovrà trovare da sé le risposte che si aspettava dal Maestro.

Yasushi Inoue (1907-1991) è una delle figure di maggior rilievo della letteratura giapponese. Skira ha pubblicato i suoi Vita di un falsario (2014) e La lotta dei tori (2015). 23, dal quale nel 1989 è stato tratto l’omonimo film diretto dal regista Kei Kuma, è tradotto da Gianluca Coci.

Autore: Yasushi Inoue
Titolo: Morte di un maestro del Tè
Editore: Skira
Pubblicazione: 2016
Prezzo: 16 euro
Pagine: 192

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Roberto Bisogno

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