Gli dei della Grecia

Michele Lupo

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“Una giusta comprensione della religione greca antica non è cosa facile per l’uomo moderno”. Cominciava così, nel 1934, il corposo e prezioso studio su Gli dei della Grecia, di Walter Otto, filologo e storico tedesco delle religioni antiche, non notissimo ai lettori italiani.


Quasi un secolo dopo la frase potrebbe essere trascritta pari pari. L’opera, che Adelphi riporta in libreria in edizione economica (come spesso accade con la casa editrice milanese quando ristampa titoli dalla preziosa collezione “Il ramo d’oro” si fa fatica a dire “tascabile”), si inserisce in un complesso lavoro sul mondo pagano del quale Otto è stato uno degli interpreti maggiori del secolo scorso.

Il libro traccia un percorso interpretativo sull’Olimpo omerico: fondazione, senso complessivo e rappresentazione di alcune figure decisive (Zeus ne è escluso “perché in lui convergono tutte le linee e nessuna questione può essergli estranea”). Otto va alla ricerca di una specificità greca che sebbene definisca ‘religiosa’ nulla, come detto, ha da spartire con il senso invalso dai monoteismi in avanti, né con il mondo orientale né con qualsiasi accezione del termine ‘magia’. L’incantesimo nel mondo omerico è fenomeno sporadico – al punto che resta nella memoria dei lettori proprio per la sua rarità. Né vi si accampa il peso di una qualche solenne e torva morale quali quelle che un’oppressione secolare ha reso per lo più indigeste alla vita di milioni di persone : è “la necessità vitale” la sola a dettare legge. In questa religione, “a tal punto naturale che il sacro pare non trovarvi luogo”, gli dèi vengono rappresentati con pochi tratti – come i personaggi danteschi nella celebre lettura di Borges; occupano uno spazio naturale, accanto agli uomini, partecipano delle stesse esperienze.

Il divino è alla portata del quotidiano, sebbene estraneo alla corruzione degli anni – come sottratto al tempo – secondo un principio che Otto definisce di “ideale naturalezza”. Ora, se la bellezza degli dèi resta inscalfita, la prossimità all’imperfetta vita degli uomini ne fa una ‘religione’ il cui lascito più prezioso è proprio nelle virgolette che la contrassegnano. Perché non mettono fra parentesi la realtà, qualsiasi cosa sia purché terrena, e il corpo vi resta intatto. Gli dèi non vengono dall’esterno a regolare il mondo ma ne fanno parte integrante. Certo, hanno un diverso potere: Apollo scrive le norme che regolano la vita degli uomini, ma da una distanza attingibile. Che gli umani non intendono raggiungere – l’ascesi è altra nozione sconosciuta.

Tutto è già presente in Omero, che eredita concezioni del mito arcaico, divinità che appartengono tutte alla terra ma si contrassegnano spesso come ‘”potenze oscure” che lasceranno poi spazio maggiore ai nuovi dèi. E con essi la preponderanza del femminile tramonterà in favore della mentalità maschile. Una serie di saggi che, giusta la nozione di mito, si leggono come un grande racconto – al posto della polvere archeologica, limpida sapienza interpretativa.

Walter Otto (anche Walter F. Otto; Hechingen, 22 giugno 1874 – Tubinga, 23 settembre 1958) è stato uno storico delle religioni e filologo tedesco.

Autore: Walter Otto
Titolo: Gli dèi della Grecia
Traduzione: Giovanna Federici Airoldi
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2016
Pagine: 343
Prezzo: 15 euro

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Michele Lupo

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