L’amico ebreo

Alessandra Stoppini

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amico ebreoL’amico ebreo di Gian Piero Bona (Ponte alle Grazie Editore 2016) è un romanzo di formazione dedicato dall’autore “A mio padre, uno dei Giusti”, che narra la vera storia di un salvataggio miracoloso dalle tenebre dell’Olocausto.


“Un cuore ormai vecchio” tralasciando gli infiniti orrori della società umana che si sono perpetrati nei secoli, si sofferma sulla mostruosità della II Guerra Mondiale che ha vissuto da adolescente e di cui “Hitler fu il grande artefice infernale”. Alcuni esemplari di quei nazisti che furono capaci di eliminare sei milioni di ebrei e altri due tra zingari, cristiani, intellettuali, malati e omosessuali, “ho avuto modo di vederli per tre anni dentro e fuori dalla mia casa”. Nonostante fosse pericoloso, nella primavera del 1943 a Carignano, paese in provincia di Torino, la famiglia dello scrittore già da due anni ospitava il quindicenne Sergej, un ebreo russo, compagno di banco di Gian Piero al Conservatorio. Il ragazzo viveva quasi sempre in un nascondiglio in soffitta, perché c’era il forte rischio che la vera identità di Sergej fosse scoperta dal perfido Hauptsturmführer Richtel, il prussiano comandante locale delle SS. Non si poteva evitare di invitare qualche volta a cena Richtel “per tenercelo buono”, il quale seduto a capotavola di fronte alla madre di Gian Piero, brindava ogni sera alla vittoria. Sergej era stato fatto passare come il nipote dei padroni di casa, ma le cose si erano complicate da quando Richtel aveva iniziato a occupare una camera all’ultimo piano del palazzo, ignorando che proprio quella stanza fosse infestata dagli spiriti fin dai tempi degli antichi proprietari, i conti Provana del Sabbione.

Quel male che dilagava in Europa aveva portato nell’abitazione di Gian Piero “una vittima designata”, che anni dopo ripensando a quel periodo avrebbe scritto nel proprio diario che “il dolore è un liquido in cui si solidifica la nuova vita”. Nel frattempo cominciavano a trapelare dalla Germania notizie di orrori anche se non confermati, che parlavano esplicitamente di campi di sterminio organizzati dalle SS, anzi di camere a gas non solo in Germania, ma in Austria e in Polonia. Carri bestiame pieni di gente, cavie umane usate per esperimenti scientifici, cataste di scheletri accumulati nelle fosse, detenuti nudi sbranati da cani affamati, sevizie, stupri, torture di ogni genere, ecco cosa veramente avveniva nei “campi della gloria ariana”. Anche per questo l’odio dei due ragazzi per Richtel aumentava di giorno in giorno. “Io lo uccido”.

L’amico ebreo rappresenta il testamento letterario di un uomo che ricorda il suo amico del cuore, insieme con il quale non solo condivise gli anni più duri del conflitto, ma anche la scoperta del “vero male e del vero bene intorno a noi”. Sergej e Gian Piero, amavano entrambi la musica e la poesia, la biblioteca del padre di Gian Piero era il loro rifugio, ma avevano opinioni radicalmente opposte dovute alla diversa educazione. Nonostante ciò, grazie “alla bellezza morale” dell’atto di un uomo che aveva salvato la vita di un adolescente, un ragazzo ebreo e uno cristiano erano diventati fratelli di viaggio. Intanto il tempo passava e i giorni della paura si alternavano a quelli della speranza. “Rome est libre!”, quello spiraglio di luce che conduceva alla libertà finalmente si era disvelato. “Amico mio, aspetta, devo dirti un segreto. La vita è tutto quello che non sappiamo e che non sapremo mai”.

Gian Piero Bona (Carignano, 1926) è poeta, romanziere e commediografo. Esordisce con un libro di poesie tenuto a battesimo da Jean Cocteau. Nel tempo ne seguono altri che gli valgono i premi Carducci, Penna, Chianciano. Fra i suoi importanti romanzi ricordiamo Il soldato nudo (1960), I pantaloni d’oro (1969), Il silenzio delle cicale (1981). Ha tradotto molti autori francesi, fra cui per Einaudi l’intera opera di Rimbaud (premio Grinzane Cavour per la traduzione, 2000); per Guanda ha tradotto Il profeta di Gibran. Ha sceneggiato per la tv l’Odissea e il Leonardo da Vinci.

Autore: Gian Piero Bona
Titolo: L’amico ebreo
Editore: Ponte alle grazie
Pubblicazione: 2016
Prezzo: 14 euro
Pagine: 208

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Alessandra Stoppini

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