“Una casa di acqua e cenere”: intervista a Kalyan Ray

Michela Gelati

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cover“Una casa di acqua e cenere” di Kalyan Ray (Nord 2015) si apre con un omicidio: due coniugi indiani vengono trovati morti nel loro letto, in una casa del New England. Perché sono morti? Chi li ha uccisi? Ci vorranno 500 pagine per scoprirlo, dopo aver letto una grande epopea che, partendo dalla storia di due ragazzini cresciuti insieme nell’Irlanda rurale ottocentesca, ci porta in tre diversi continenti, in Paesi diversi – dall’India, al Canada, agli Stati Uniti di inizio Novecento – con decine di personaggi, molti dei quali femminili. E tutti loro, chi per volontà, chi per caso, chi per sfuggire alla miseria, viaggiano. Ho sempre voluto esplorare il tema della migrazione, e quello ad esso connesso dell’identità” spiega l’autore. “La mia famiglia viene dal Bangladesh: terra travagliata, a cui sono molto legati i temi dell’identità, delle migrazioni, della perdita. Nel mio libro, ho voluto indagare cosa succede all’individuo perso tra le onde della storia. I miei personaggi si chiedono “chi sono? Qual è il senso della mia vita?”.

India, Irlanda, Nord America. Perché questi Paesi?

Sono i Paesi che conosco meglio: sono nato in India – allora il Bangladesh era ancora parte dell’India, ndr – e in India, tra l’altro, vivevano molti irlandesi, mandati lì dagli inglesi a lavorare. Ho conosciuto molti angloindiani nel subcontinente.

Una delle storie più toccanti del romanzo parla di un bambino lasciato solo a un anno, nella New York di inizio Novecento, dopo la morte della madre e della nonna. Avrà una vita terribile e sarà poi un pessimo padre. Da dove viene questo personaggio?

Non siamo solo quello che ci ha dato la natura: siamo soprattutto la nostra famiglia, il contesto in cui siamo cresciuti. E l’infanzia di Archie non è stata un’infanzia normale. È stato cresciuto nella sofferenza, nel dolore, non gli è rimasto amore da dare ad altri, nessun amore per il suo stesso figlio Billy.

Nel romanzo c’è anche l’Italia e uno dei personaggi è un italiano emigrato negli USA.

Ero in viaggio in Italia, vicino a Napoli, e la mia auto si è rotta proprio in un paesino dal nome bellissimo, Boscotrecase. Parlando con gli abitanti del posto, mi hanno raccontato che il paese era stato distrutto dall’eruzione del Vesuvio nel 1929. Ecco, così come questa, molta dell’ambientazione storica del romanzo viene da casualità, incontri, mie esperienze personali a cui si è unito il lavoro di vera e propria ricerca su documenti e testi storici.

 

Kalyan Ray, originario dell’odierno Bangladesh (allora Pakistan orientale) ha compiuto gli studi tra l’India e gli Stati Uniti ed è oggi considerato uno dei migliori traduttori di poesia indiana contemporanea. Ha vissuto e insegnato in diversi Paesi in quattro continenti, e attualmente divide il suo tempo tra gli Stati Uniti e l’India. E’ sposato la celebre regista e attrice indiana Aparna Sen. “Una casa di acqua e cenere” è il suo romanzo d’esordio in Italia.

 

Autore: Kalyan Ray

Titolo: Una casa di acqua e cenere

Editore: Nord

Pubblicazione: 2015

Prezzo: 18 Euro

Pagine: 476

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Michela Gelati

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